Poesia Condivisa 2 N. 42: KATHLEEN JAMIE

The Hinds

Walking in a waking dream
I watched nineteen deer
pour from ridge to glen-floor,
then each in turn leap,
leap the new-raised
peat-dark burn. This
was the distaff side;
hinds at their ease, alive
to lands held on long lease
in their animal minds,
and filing through a breach
in a never-mended dyke,
the herd flowed up over
heather-slopes to scree
where they stopped, and turned to stare,
the foremost with a queenly air
as though to say: ‘Aren’t we
the bonniest companie?
Come to me,
You’ll be happy, but never go home.’ 

*

Le cerve

Camminando in un sogno a occhi aperti
osservai diciannove cervi
lanciarsi dal crinale a fondo valle,
poi a turno saltare,
saltare il torrente scuro di torba
da poco rigonfio. Erano
la parte femminile;
cerve a proprio agio, consce
nella loro mente animale
di terre da tempo avute in concessione,
e in fila attraverso una breccia
in un argine mai riparato,
il branco si riversò su per i pendii
di erica fino a un ghiaione
dove si fermarono, e si volsero a fissare,
la prima con aria regale
come a dire: ‘Non siamo forse noi
la compagnia più bella?
Vieni da me,
Sarai felice, ma non tornerai mai a casa.’

da La compagnia più bella, Edizioni Medusa (Milano, 2018), collana Rhythmos diretta da Franco Nasi, N° 21, traduzione e cura di Giorgia Sensi.
(Titolo originale The Bonniest Companie, Kathleen Jamie, Picador, 2015)

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