Poesia Condivisa 2 N. 51: SOTIRIOS PASTAKAS

Il dolore comincia quando scordiamo
la ferita. Il foro d’uscita del proiettile
non c’è. Quello d’entrata è
guarito e si è rimarginato.

Il dolore resta chiuso dentro.
Non puoi localizzarlo
in organi, tessuti e cellule.
Nulla lo testimonia.

Diffuso e inafferrabile,
assomiglia alla gioia. Il dolore,
amore mio, si muta quando è
grande in gioia che travolge.
Solo chi ha molto amato,
può nuovamente amare.

(da L’isola di Chios, 2002)



Ο πόνος αρχίζει όταν ξεχνάμε
την πληγή. Έξοδος του βλήματος
δεν υπάρχει. Η είσοδός του έχει
ιαθεί και κλείσει.

Ο πόνος είναι κατάκλειστος.
Δεν μπορείς να τον εντοπίσεις
σε όργανα, σε ιστούς και κύτταρα.
Τίποτα δεν τον μαρτυρεί.

Διάχυτος κι ασύλληπτος,
σαν τη χαρά φαντάζει. Ο πόνος,
αγάπη μου, γίνεται όταν είναι
μεγάλος, χαρά που συναρπάζει.
Μόνον όποιος αγάπησε πολύ,
μπορεί να αγαπήσει πάλι.

(από Νήσος Χίος, 2002) Dall’antologia Corpo a corpo, Multimedia Edizioni, collana “Poesie come Pane”, Salerno 2016. ( Il volume raccoglie poesie dalle raccolte: L’esperienza del respiro, 1986, 1990, 1997; L’isola di Chios, 2002, Preghiera per gli amici, 2007, Jorge, 2008, Monte Egaleo, 2009, Pasto dei poveri, 2010-2012, Inciampare nella gioia, 2012, Incipiente Alzhaimer, inedito, La giostra dei luoghi, 2014. Traduzioni di Andreas Andreu, Massimo Cazzulo, Massimiliano Damaggio, Mauro Giacchetti, Raffaella Marzano, Crescenzio Sangiglio, Antonietta Tiberia)

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1 Comment

  • 27 gennaio 2018

    il giorno della memoria
    ricordare per non dimenticare
    l’orrenda nube dell’Olocausto
    di quelle montagne grigie
    di corpi ammassati
    che ogni volta riproposti
    davanti ai nostri occhi
    pur assuefatti al peggio
    ci turbano profondamente…

    e non diverso è l’orrore
    del terrorismo globale di oggi
    che fa strage di corpi e di anime
    e non risparmia nemmeno l’arte…

    quanti crimini efferati
    per un colore di pelle
    per una idea di divinità
    per un ruggito di possesso
    e su tutto l’odioso disprezzo
    per le anime d’ogni creatura…

    caduti d’ogni razza di guerre inutili
    rinfrescano la memoria
    di chi già soffre dei suoi ricordi
    e che oggi si chiede con rabbia ed angoscia
    perché le vittime di ieri
    diventano i carnefici di oggi?

    ricordare per non dimenticare
    ma già tutto è stato scordato
    niente di niente l’uomo
    sa imparare dal suo passato
    se ancora l’odio e la diffidenza
    lo allontanano dai suoi simili
    se ancora al potere elegge
    rappresentanti indegni e grotteschi…

    se ancora oggi c’è chi non condanna
    i terribili regimi dittatoriali
    e se nuovi eletti da un popolo beota
    ripropongono barriere, muri d’odio
    per imbrigliare l’infinita migrazione
    di chi fugge da orrori e miseria…

    la memoria, ahimè
    è solo un gadget povero
    della sofferta civiltà moderna
    opulenta di meschinità
    e incapace di perfezione

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