Vicolo Cieco n.23: La critica che vorrei
Che dica la vacuità dello spettacolo e che smetta di pensare che siamo troppo pochi, che non ce la possiamo fare. Che tiri fuori il perché di questa insofferenza; che ci dica…
Vicolo Cieco n.22: Alleanza
Alleanza è percepire insieme il modo di affrontare un rischio. Sono arrivati i marziani e alleanza è erigere un argine, un fronte che di comune non ha niente se non portare l’arroganza di fronte…
Vicolo Cieco n.21: Comuni e Principati
In fondo Addio alle armi, già dal titolo, voleva essere una chiamata di deposizione, non tanto degli strumenti del conflitto, quanto della zappa che ci serve per la causa del nostro orticello…
Vicolo Cieco n.20: Si salvi chi può
Si diventa maturi e allora ognuno per i cazzi suoi, sembra essere questa la morale di uno degli ultimi articoli di Temporelli su Atelier. La maturità separa, divide, frantuma la comunità. L’aggregazione…
Vicolo Cieco n.19: Svalutation
Sono così buono, deve essere lo spirito del natale, quasi quasi la smetto con questa propaganda sulla scomparsa dell’autore e rivendico il diritto della firmetta sul librino. Sono così buono e credulone…
Vicolo Cieco n.18: In un mondo perfetto
In un mondo perfetto, Chapman avrebbe ucciso Yoko Ono. Ma questa è la poesia pronta all’uso, quella che succhia dai morti e che fa poca fatica, perchè i vivi non si trovano….
Vicolo Cieco n.17: Scappate compagni
La deriva, la folle saggezza. Il respiro un po’ beat. La natura instabile che la parola poetica dovrebbe avere tra esitazioni e pause. Questo “terribile amore per la guerra” , per la…
Vicolo Cieco n.16: Forbicine
Profili. Leggo: professione poetessa, critico letterario, artista polivalente, etc… Che mondo meraviglioso. Guardo. Avatar (che, tradotto, sono le faccine cui vogliamo assomigliare): un paio di Rimbaud, qualche Johnny Deep, paesaggi melensi e…
Vicolo Cieco n.15: Provviste per il futuro
La poesia che torna al corpo e quella che respira, quella che si mette la faccia con la cronaca addosso. Ho anch’io i miei piccoli vivi di parole disinvolte, ma non somigliano…
Vicolo Cieco n.14: Arrivederci a settembre
Stiamo rotolando tutti insieme in un breviario di beghine da comari caciarose, orfani di ogni grandezza, in balia della nuova esaperante epidemia poetica: il virus editoriale. Stiamo lì a domandarci come fare…
Vicolo Cieco n.13: Verso il plurale
L’incapacità della poesia di riconoscere una pluralità, rivendicando un’esclusiva emozionale, cercando di mettere un sigillo Dop al testo, ne mette a repentaglio le interazioni e ne preclude le possibilità per l’esigenza di “firmetta”….
Vicolo Cieco n.12: Se il re è nudo si copra
Per buona pace di tutte le estetiche, l’arte non è più la figurazione di un possibile come sosteneva Duchamp, ma cosa in verità ha rivelato il suo limite? L’incapacità contemporanea della rappresentazione o…


















