Poesia Condivisa 2 N.36: Adrienne Rich

A conversation begins
with a lie. And each
speaker of the so-called common language feels
the ice-floe split, the drift apart
as if powerless, as if up against
a force of nature
A poem can begin
with a lie. And be torn up.
A conversation has other laws
recharges itself with its own
false energy. Cannot be torn
up. Infiltrates our blood. Repeats itself.
Inscribes with its unreturning stylus
the isolation it denies.

*

Una conversazione inizia
con una menzogna. E chiunque
parli la cosiddetta lingua comune avverte
lo spaccarsi dell’iceberg, la deriva
come impotente, come contro
una forza della natura
Una poesia può iniziare
con una menzogna. Ed essere strappata.
Una conversazione segue altre leggi
si ricarica con la propria
falsa energia. Non può essere
strappata. Ci si infiltra nel sangue. Si ripete.
Con la sua punta irreversibile incide
l’isolamento che nega.

 

Da  Cartografie del silenzio, Crocetti Editore (Milano, 2000), collana Lekythos, traduzione di Maria Luisa Vezzali , introduzione di Massimo Bacigalupo.

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6 Comments

  • Condivido la tua esatta lettura, Franco. Sì, questo testo metapoetico della Rich è un invito a riflettere sulla irrevocabilità della lingua comune,quando si fa portatrice di menzogna, con il suo corredo di negatività, di distanza dal cuore. Esito impossibile per la parola della poesia, quando è autentica. Grazie

  • Franco Intini scrive:

    Una poesia che riflette sullo stesso linguaggio, da cui essa trae linfa. Il tema è quello dell’autenticità. Si può mentire all’altro e nascondere sé stessi dietro la maschera delle apparenze, della convenienza, delle mille ragioni che riducono i conflitti tra io ed io –impressionanti a tale proposito i versi finali dove sembra individuare una forza inesorabile e negativa:
    “Una conversazione segue altre leggi\ si ricarica con la propria falsa energia. Non può essere\
    strappata”
    Ma in poesia è impossibile. La poesia è un modello di autenticità, dove l’Altro è la propria immagine riflessa nello specchio da cui la menzogna si strappa da sé semplicemente guardandosi. L’inautenticità invece apre squarci che affondano le relazioni con gli altri, accentuando l’isolamento che vorrebbe superare.
    Con la sua punta irreversibile incide\ l’isolamento che nega.
    La leggo come un invito ad andare oltre le apparenze espresse dalla lingua comune, per cogliere quelle radici condivise nel bosco di uomini, sconosciute talvolta ma non aliene ai poeti, gli unici capaci di coglierle con un linguaggio che risponda ai requisiti di sincerità. Ricerca di queste origini è dunque ricerca di un linguaggio sempre più puro, distillato della verità dei rapporti umani ma anche acquisizione della coscienza di una diversità dei poeti rispetto alla società in cui capita di vivere, dominata da rapporti di potere spesso in rotta di collisione con la libertà di essere quello che si è e che impone, come nel suo caso, scelte dolorose ma necessarie. ciao

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