Incroci – La rivista

incroci
semestrale di letteratura e altre scritture

Direzione
Lino Angiuli, Raffaele Nigro, Daniele Maria Pegorari

Redazione
Esther Celiberti, Francesco Giannoccaro, Salvatore Francesco Lattarulo,
Domenico Ribatti, Salvatore Ritrovato, Carmine Tedeschi

Segreteria di redazione
Antonella Agostino, Gina Cafaro, Domenico Mezzina, Vito Santoro

Contatti
web – http://incrocionline.wordpress.com
e-mail – incrocionline@libero.it

Abbonamento
Abbonamento annuale: euro 18,00
Una copia: euro 10,00

c.c. postale n. 10286706
intestato a: Adda Editore, via Tanzi, 59 – 70121 Bari

ISBN 88-8082-584-4

 

 

La rivista, nata nel 2000 e giunta all’undicesimo anno e al ventiduesimo numero, viene pubblicata da Mario Adda Editore in Bari.
Nata intorno ad un sodalizio di intellettuali di origine pugliese, «incroci» naturalmente si propone di andare oltre i confini regionali e di avere un respiro nazionale e internazionale, semmai conservando un occhio di riguardo non più soltanto al nostro meridione di Italia ma a tutti i Sud del mondo. I suoi antecedenti possono essere riconosciuti nelle riviste «fragile» e «in oltre» (cfr. soprattutto il documento programmatico di L. Angiuli e R. Nirgo, Preliminari per un manifesto dell’arte postrurale o dell’occidentalismo imperfetto, ora compreso in G. Lupo, Il secolo dei manifesti. Programmi delle riviste del Novecento, Aragno, Torino 2006), in cui era già chiaramente presente l’intento di mettere in orizzontale l’esperienza artistica smarcandola da verticalismi spaziali (nord e sud) e temporali (vecchio e nuovo) a favore di un’intersezione plurima e poliversa dei codici comunicativi.

Qualche linea programmatica può essere forse offerta dall’Editoriale del numero 1:

«All’incrocio dei decenni, dei secoli e dei millenni, all’incrocio delle culture e delle civiltà, che vanno e che vengono con sospetta frettolosità, resta vivo il desiderio di non lasciarsi azzerare dalla crisi, ma di partecipare alla registrazione, interpretazione, condivisione dei suoi portati, di recuperare solide coordinate di navigazione dentro lo spazio e dentro il tempo di un Occidente ammalato, se non di disvalore, di stanca superficialità, eppure costretto a doversi misurare, giocoforza, con la “novità” dei mondi che smobilitano e mobilitano, chiedendo di rivedere la carta dei diritti planetari.
Davanti all’indiscreta ipertrofia dell’approccio economico alla vita, alla sfacciata arroganza di certa tecnocrazia, all’autoreferenzialità di molta scenografia politica, al delirio alchemico di molta scienza, alla persistenza di ogni forma di violenza, di fronte – cioè al continuo e rinnovato spettacolo del limite umano, che trabocca dai telegiornali, non abbiamo pudore ad indicare il luogo letterario come un luogo per pensare, disegnare, vivere la condizione umana con la necessaria misura di ethos, di profondità, di umile progettualità: un luogo dove è possibile frequentare il verbo essere prima o accanto al verbofare, usando anche la logica del cuore, se possibile.
In tal senso, tenteremo di incrociare proposte, indicazioni, segni, parole, sogni, pensieri, bisogni nati dalla necessità e dal desiderio di superare i confini dell’asfissia, confidando nelle capacità rabdomantiche della scrittura, così come si manifesta sotto i cieli più diversi, senza dimenticare che, proprio sotto il nostro cielo, la tradizione letteraria ha fornito secoli e secoli di pagine e orizzonti, storicamente dati, ma non per questo “finiti”. Del resto, noi continuiamo a credere che sia possibile produrre incroci e incrociare dimensioni altrui solo se si può contare su di una propria identità, aperta, elastica, ma pur sempre riconosciuta e riconoscibile».

Ogni fascicolo di «incroci» è articolato in tre sezioni: ‘testi’, ovvero inediti in versi o in prosa, molto spesso suggestivamente “incrociati” con disegni e opere visuali di altro tipo; ‘saggi’ ovvero scritti di critica o comunque di tipo argomentativo; ‘schede’, ovvero recensioni relative a libri di recente pubblicazione.
Ogni numero presenta un macro-tema che, pur non avendo un carattere vincolante per tutti gli scritti ospitati, ne costituisce una sorta di elastico fil rouge: nei numeri più recenti, ad esempio, si è parlato fra l’altro del sentimento dell’amicizia, del rapporto con il Tu, della ‘morte verde’, del paese e della ‘paesitudine’ etc.
Per quanto riguarda invece i tanti percorsi che si sono sviluppati trasversalmente attraverso i numeri e gli anni, a prevalere sono i tanti saggi relativi alla storia della letteratura italiana e straniera del Novecento (ma non sono mancate incursioni nei secoli precedenti), con largo spazio ai classici di questo secolo (Pasolini, Calvino, Sciascia, Levi e poi Gozzano, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, Bodini) ovvero alla produzione narrativa dei nostri giorni (Walter Siti, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Alessandro Leogrande, Franco Arminio; Giuseppe Lupo, Laura Rainieri, Chiara Ingrao; Tano Citeroni, Raffaele Crovi, Gino Montesanto, Angela Giannitrapani).
Massima è stata poi l’attenzione alla poesia odierna, a proposito della quale la rivista ha costituito un vero e proprio osservatorio in presa diretta (tanti i poeti antologizzati, presentati criticamente o recensiti, fra cui Guido Oldani, Gianni D’Elia, Sandro Boccardi, Domenico Cara, Giuliano Ladolfi, Matteo Bonsante, Cesare Viviani, Amedeo Anelli, Lino Angiuli, Salvatore Ritrovato, Daniela Marcheschi, Gabriella Sica, Mariella Bettarini; Leonardo Mancino, Rodolfo Di Biasio, Dante Maffia, Giuseppe Rosato, Ciro Vitiello,Vincenzo Anania, Vittorino Curci, Antonio Spagnuolo, Sergio D’Amaro, Cosma Siani, Gianni Custodero,Vincenzo Guarracino, Cristanziano Serricchio, Francesco Granatiero, Alberto Bertoni, Alberto Cappi, Dino Claudio; Lucio Zinna, Pietro Gatti, Assunta Finiguerra, Achille Serrao, Pietro Civitareale, Nino Pedretti, Franco Loi; Gregorio Scalise, Francesco Mainardi, Salvatore Martino, Paolo Febbraro, Elio Bartolini, Vuesse Gaudio, Luigi Fontanella, Cesare Ruffato, Enrico Fraccacreta, Ivano Mugnaini, Ivan Fedeli, Claudio Damiani, Eugenio Lucrezi, Marzio Pieri, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Andrea Temporelli, Marco Giovenale).

Fra gli appuntamenti periodicamente proposti, si segnalano le antologie internazionali di voci poetiche provenienti dai vari Sud del mondo, spesso curate da Emilio Coco (con particolare riguardo all’Albania, al Mediterraneo, al Centro e Sud America) ovvero la puntuale ricognizione del panorama delle riviste di letteratura e di cultura che operano in Italia (a cura di Salvatore Ritrovato e Salvatore Francesco Lattarulo).
Fiore all’occhiello della rivista naturalmente sono gli ‘incroci’ costruiti con le altre arti: il cinema, il teatro, la musica, e soprattutto le arti figurative, con saggi dedicati e con la pubblicazione in ogni numero di una piccola galleria di disegni e altre forme grafiche e visuali; una pratica, questa, che recentemente si è sviluppata ulteriormente con l’inserzione della “Bottega di «incroci»”, un sedicesimo a colori multicreativo, elaborato a più mani. Ma gli incroci sono avvenuti anche con altre discipline e scienze umane, dall’antropologia e dalla fenomenologia del folklore, alle rassegne circa le convergenze fra letteratura e psicoanalisi (in genere curate da Claudio Toscani), fino all’analisi sociologica-politica e più in generale all’area dell’impegno civile in senso lato, cui la rivista presta una crescente attenzione.
Da segnalare infine la pubblicazione finora di due numeri monografici, entrambi curati da Pegorari: il numero 3, dedicato a Innocenza e neo-dialettalità ovvero alla tradizione novecentesca e agli esiti più recenti relativi alla poesia scritta in dialetto; e il numero 16, contenente invece un Confronto sulla critica che, agganciandosi al recente, intenso dibattito sullo stato della critica italiana, ha dato modo alla rivista di ospitare un novero davvero ampio e prestigioso di studiosi che operano sul territorio nazionale (Giorgio Bàrberi Squarotti, Marzio Pieri, Lino Angiuli, Gabriella Sica, Franco Buffoni, Gianni D’Elia, Guido Oldani, Francesco Muzzioli, Michele Trecca, Emanuele Zinato, Marco Merlin, Stefano Guglielmin, Giuseppe Lupo, Roberto Deidier, Enzo Mansueto, Salvatore Ritrovato, Vito Santoro, Andrea Inglese, Alessandro Moscè, Daniele Maria Pegorari, Paolo Zublena, Fabio Moliterni).

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