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	<title>Comments for Poesia 2.0</title>
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		<title>Comment on Vicolo Cieco n.23: La critica che vorrei by Davide Castiglione</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/17/vicolo-cieco-n-23-la-critica-che-vorrei/comment-page-1/#comment-10239</link>
		<dc:creator>Davide Castiglione</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:34:56 +0000</pubDate>
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		<description>Testo vaghissimo e sfuggente, non l&#039;ho capito e non so nemmeno come definirlo. Se è propositivo (come vuole essere o apparire), perché non fa esempi? io intendo la critica in modo pragmatico, questi trascendentalismi spesso mi fanno pensare a un pour parler, ma vorrei sbagliarmi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testo vaghissimo e sfuggente, non l&#8217;ho capito e non so nemmeno come definirlo. Se è propositivo (come vuole essere o apparire), perché non fa esempi? io intendo la critica in modo pragmatico, questi trascendentalismi spesso mi fanno pensare a un pour parler, ma vorrei sbagliarmi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on KINEK ÌROD EZT? by massimo</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/16/kinek-irod-ezt/comment-page-1/#comment-10236</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:18:34 +0000</pubDate>
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		<description>il titolo è in una poesia-sogno di sanguineti - è nella homepage di www.kinekirod.blogspot.com - e grazie della segnalazione! [m.]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il titolo è in una poesia-sogno di sanguineti &#8211; è nella homepage di <a href="http://www.kinekirod.blogspot.com" rel="nofollow">http://www.kinekirod.blogspot.com</a> &#8211; e grazie della segnalazione! [m.]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Zibaldello n.25: A che serve il mio essere di paglia se tu non vieni con la forca a spostarmi? by gianluca sansone</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/04/18/a-che-serve-il-mio-essere-di-paglia-se-tu-non-vieni-con-la-forca-a-spostarmi/comment-page-1/#comment-10234</link>
		<dc:creator>gianluca sansone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:20:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10462#comment-10234</guid>
		<description>E&#039; un lavoro poderoso, egregio Sinicco ( e perdoni il lungo tempo
 lasciato trascorrere) , quello contenuto nei due link da Lei proposti.
Ma io preferisco comprendeere che cosa dicono i poeti, piuttosto che da dove e da quanto. Nessuno fin qui sembra volere fare il punto su questo aspetto.GS</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un lavoro poderoso, egregio Sinicco ( e perdoni il lungo tempo<br />
 lasciato trascorrere) , quello contenuto nei due link da Lei proposti.<br />
Ma io preferisco comprendeere che cosa dicono i poeti, piuttosto che da dove e da quanto. Nessuno fin qui sembra volere fare il punto su questo aspetto.GS</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on KINEK ÌROD EZT? by Davide Castiglione</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/16/kinek-irod-ezt/comment-page-1/#comment-10233</link>
		<dc:creator>Davide Castiglione</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:20:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10724#comment-10233</guid>
		<description>Bella iniziativa. Mi incuriosisce il titolo, dato che è ungherese e significa &quot;A chi lo scrivi?&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella iniziativa. Mi incuriosisce il titolo, dato che è ungherese e significa &#8220;A chi lo scrivi?&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on La buona poesia n.9: Roberto Bertoldo by margherita ealla</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/04/20/la-buona-poesia-n-9-roberto-bertoldo/comment-page-1/#comment-10224</link>
		<dc:creator>margherita ealla</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 07:05:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10516#comment-10224</guid>
		<description>Mi scuso del ritardo!  Gentile Roberto, grazie per la risposta e gli ulteriori chiarimenti, ...coi quali concordo in toto.
(e il mio grazie non è perché concordo, è a prescindere)

Un saluto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso del ritardo!  Gentile Roberto, grazie per la risposta e gli ulteriori chiarimenti, &#8230;coi quali concordo in toto.<br />
(e il mio grazie non è perché concordo, è a prescindere)</p>
<p>Un saluto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Libri Di/Versi n.11: Roberto Bertoldo by margherita ealla</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/07/libri-diversi-n-11-roberto-bertoldo/comment-page-1/#comment-10223</link>
		<dc:creator>margherita ealla</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 06:38:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10657#comment-10223</guid>
		<description>Mi limito a  riportare la mia contentezza nel vedere riportato &quot;Macello&quot; di Ivano Ferrari, citando il suo straniamento &quot;senza ricorrere a potenziamenti fattizi&quot; (fittizi?).   E&#039; un libro al quale ogni tanto ritorno, insomma non lo accantono mai in modo conclusivo.
Contenta anche di trovare &quot;Per ogni frazione&quot; di Davide Castiglione.

Un caro saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi limito a  riportare la mia contentezza nel vedere riportato &#8220;Macello&#8221; di Ivano Ferrari, citando il suo straniamento &#8220;senza ricorrere a potenziamenti fattizi&#8221; (fittizi?).   E&#8217; un libro al quale ogni tanto ritorno, insomma non lo accantono mai in modo conclusivo.<br />
Contenta anche di trovare &#8220;Per ogni frazione&#8221; di Davide Castiglione.</p>
<p>Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on un tale, una tale – tra oralità e scritture n.12: Oralità e Poesia, di Biagio Cepollaro by ombretta diaferia</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/09/un-tale-una-tale-tra-oralita-e-scritture-n-12-oralita-e-poesia-di-biagio-cepollaro/comment-page-1/#comment-10221</link>
		<dc:creator>ombretta diaferia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:32:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10671#comment-10221</guid>
		<description>Caro Biagio,

ti ringrazio per questa riflessione sul ritorno all’oralità che libera la poesia. La condivido appieno.
Tranne in un punto, quello sullo slam.

Non perché ne sia fanatica, ma proprio perché la prima volta che ho visto un poetry slam in Italia ne rimasi  &quot;imbarazzata.
Lla poesia trasformata in un cabaret?
Uno spettacolo d&#039;intrattenimento?
Lo sfruttamento della poesia?
Mi aspettavo l&#039;isola dei poeti dopo quell&#039;inutile show di basso profilo a cui avevo assistito.
E non mi spiegavo il perché proprio io, che cerco la sperimentazione, proprio io che perseguo quotidianamente la diffusione di un&#039;arte che ha una tale forza da essere costretta nei &quot;circoli&quot; chiusi e controllati, proprio io non condividessi tale forma.

Finché non sono andata nella terra d&#039;origine del Poetry Slam e mi sia imposta di assistere ad uno slam americano.

Mi si aprì un mondo! L&#039;oralità trionfava
 E non solo perché avevo trascorso due ore ed isolati di coda in mezzo a una quantità indescrivibile di giovani e ragazzini. Ma perché entrando in quel tempio della poesia &quot;aloud&quot; fui travolta dalla semplicità quoditiana che l&#039;arte poetica orale concretizzava.
La poesia negli USA, in Germania ed in tutto il mondo mi ricondusse proprio a quelle immagini medievali che tanto mi spingevano a ripercorrere con performance come &quot;carovana dei versi - poesia in azione,&quot; la diffusione della poesia, ripercorrendo l&#039;aspetto orale di Ida Travi.

Ne volli vedere altri anche in Italia per capire perché in questo bel paese riusciamo a ridurre tutto in poltiglia, a far perdere valore ad ogni cosa preziosa.
Bene, oggi, dopo tutti questi anni, mi rendo conto che non è lo slam a volgarizzare la poesia, ma sempre e solo questo familismo amorale italiano che riduce la poesia, come ogni aspetto della nostra vita, a qualcosa di famiglia.

Se non si riesce a perseguire la &quot;perfetta sintesi di immagine, suono e senso&quot; è solo perché il controllo della parola, ed ancor più di quella poetica (la cui forza è innegabile) è talmente tanto diffuso e si insinua in ogni aspetto da ridurre anche la poesia a qualcosa di &quot;nostro&quot;, dove chi vuole entrare, deve assoggettarsi ad una sorta di rito di iniziazione dei circoli e circoletti da cui poi non puoi più affrancarti, perché altrimenti ti senti inquisire &quot;ah! tu stai da quella parte, non stai più con noi?&quot;

La &quot;ricchezza della poesia che vive di corpo fonico&quot; non può essere ridotta alla spettacolarizzazione che i più (in quanto più perché son sempre più coloro che usano la forma poetica) inseguono. Anche lo slam, se rispetta le caratteristiche che Smith ci ha tramandato, non diventa volgare spettacolo d&#039;intrattenimento, ma forma di cultura partecipata il cui punto è solo la poesia e mai il poeta.

grazie per questa condivisissima riflessione.

ombretta diaferia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Biagio,</p>
<p>ti ringrazio per questa riflessione sul ritorno all’oralità che libera la poesia. La condivido appieno.<br />
Tranne in un punto, quello sullo slam.</p>
<p>Non perché ne sia fanatica, ma proprio perché la prima volta che ho visto un poetry slam in Italia ne rimasi  &#8220;imbarazzata.<br />
Lla poesia trasformata in un cabaret?<br />
Uno spettacolo d&#8217;intrattenimento?<br />
Lo sfruttamento della poesia?<br />
Mi aspettavo l&#8217;isola dei poeti dopo quell&#8217;inutile show di basso profilo a cui avevo assistito.<br />
E non mi spiegavo il perché proprio io, che cerco la sperimentazione, proprio io che perseguo quotidianamente la diffusione di un&#8217;arte che ha una tale forza da essere costretta nei &#8220;circoli&#8221; chiusi e controllati, proprio io non condividessi tale forma.</p>
<p>Finché non sono andata nella terra d&#8217;origine del Poetry Slam e mi sia imposta di assistere ad uno slam americano.</p>
<p>Mi si aprì un mondo! L&#8217;oralità trionfava<br />
 E non solo perché avevo trascorso due ore ed isolati di coda in mezzo a una quantità indescrivibile di giovani e ragazzini. Ma perché entrando in quel tempio della poesia &#8220;aloud&#8221; fui travolta dalla semplicità quoditiana che l&#8217;arte poetica orale concretizzava.<br />
La poesia negli USA, in Germania ed in tutto il mondo mi ricondusse proprio a quelle immagini medievali che tanto mi spingevano a ripercorrere con performance come &#8220;carovana dei versi &#8211; poesia in azione,&#8221; la diffusione della poesia, ripercorrendo l&#8217;aspetto orale di Ida Travi.</p>
<p>Ne volli vedere altri anche in Italia per capire perché in questo bel paese riusciamo a ridurre tutto in poltiglia, a far perdere valore ad ogni cosa preziosa.<br />
Bene, oggi, dopo tutti questi anni, mi rendo conto che non è lo slam a volgarizzare la poesia, ma sempre e solo questo familismo amorale italiano che riduce la poesia, come ogni aspetto della nostra vita, a qualcosa di famiglia.</p>
<p>Se non si riesce a perseguire la &#8220;perfetta sintesi di immagine, suono e senso&#8221; è solo perché il controllo della parola, ed ancor più di quella poetica (la cui forza è innegabile) è talmente tanto diffuso e si insinua in ogni aspetto da ridurre anche la poesia a qualcosa di &#8220;nostro&#8221;, dove chi vuole entrare, deve assoggettarsi ad una sorta di rito di iniziazione dei circoli e circoletti da cui poi non puoi più affrancarti, perché altrimenti ti senti inquisire &#8220;ah! tu stai da quella parte, non stai più con noi?&#8221;</p>
<p>La &#8220;ricchezza della poesia che vive di corpo fonico&#8221; non può essere ridotta alla spettacolarizzazione che i più (in quanto più perché son sempre più coloro che usano la forma poetica) inseguono. Anche lo slam, se rispetta le caratteristiche che Smith ci ha tramandato, non diventa volgare spettacolo d&#8217;intrattenimento, ma forma di cultura partecipata il cui punto è solo la poesia e mai il poeta.</p>
<p>grazie per questa condivisissima riflessione.</p>
<p>ombretta diaferia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on A proposito di “Addio alle Armi” n.3: Matteo Fantuzzi by Silvia De March</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/02/14/a-proposito-di-addio-alle-armi-n-3-matteo-fantuzzi/comment-page-1/#comment-10220</link>
		<dc:creator>Silvia De March</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:27:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=9057#comment-10220</guid>
		<description>Trovo queste considerazioni di una banalità sconcertante. Trovo la stessa pubblicazione di simili contenuti una dimostrazione della latitanza di esercizio critico che tanto si denuncia. Un inserto nel chiacchiericcio multimediatico che confonde l&#039;equazione tra semantica e capacità incisiva.
Lo stadio ombelicale della poesia si misura nell&#039;autocompatimento vittimistico. Si parla di economia della poesia come se non ci fosse un problema di sostenibilità della cultura tout court. Il leitmotiv della benzina piuttosto che della penuria remunerativa è una topica mistificatoria del popolo massificato dei poeti, che non accetta né di doversi sottoporre a selezione, né di abbandonare la propria aura e di confrontarsi con il sistema dell&#039;arte, della creatività e della conoscenza in generale. Gli artisti visivi se la cavano meglio? Gli operatori culturali in generale possono dedicarsi al loro mestiere con maggiore serenità, senza una famiglia alle spalle o senza dividersi tra mansioni concomitanti?
Andare in piazza, continuare a sbandierare versi a destra e sinistra con la sacra legittimazione dell&#039;autostima non serve a niente. Occorre un ruolo di mediazione imprescindibile per veicolare lo spessore o la sottigliezza di ciò che è proposto – qualcosa che va al di là del mero narrare o dichiarare di essere poeti e che dovrebbe mirare a porre il lettore nella condizione di riconoscere e interpretare la specificità espressiva e quindi di divulgare strumenti interpretativi (sempre che si sia in grado di esercitare quegli strumenti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo queste considerazioni di una banalità sconcertante. Trovo la stessa pubblicazione di simili contenuti una dimostrazione della latitanza di esercizio critico che tanto si denuncia. Un inserto nel chiacchiericcio multimediatico che confonde l&#8217;equazione tra semantica e capacità incisiva.<br />
Lo stadio ombelicale della poesia si misura nell&#8217;autocompatimento vittimistico. Si parla di economia della poesia come se non ci fosse un problema di sostenibilità della cultura tout court. Il leitmotiv della benzina piuttosto che della penuria remunerativa è una topica mistificatoria del popolo massificato dei poeti, che non accetta né di doversi sottoporre a selezione, né di abbandonare la propria aura e di confrontarsi con il sistema dell&#8217;arte, della creatività e della conoscenza in generale. Gli artisti visivi se la cavano meglio? Gli operatori culturali in generale possono dedicarsi al loro mestiere con maggiore serenità, senza una famiglia alle spalle o senza dividersi tra mansioni concomitanti?<br />
Andare in piazza, continuare a sbandierare versi a destra e sinistra con la sacra legittimazione dell&#8217;autostima non serve a niente. Occorre un ruolo di mediazione imprescindibile per veicolare lo spessore o la sottigliezza di ciò che è proposto – qualcosa che va al di là del mero narrare o dichiarare di essere poeti e che dovrebbe mirare a porre il lettore nella condizione di riconoscere e interpretare la specificità espressiva e quindi di divulgare strumenti interpretativi (sempre che si sia in grado di esercitare quegli strumenti).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Libri Di/Versi n.11: Roberto Bertoldo by Redazione</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/07/libri-diversi-n-11-roberto-bertoldo/comment-page-1/#comment-10218</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 19:45:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10657#comment-10218</guid>
		<description>Refuso corretto, Davide!
L.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Refuso corretto, Davide!<br />
L.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Libri Di/Versi n.11: Roberto Bertoldo by Davide Castiglione</title>
		<link>http://www.poesia2punto0.com/2012/05/07/libri-diversi-n-11-roberto-bertoldo/comment-page-1/#comment-10216</link>
		<dc:creator>Davide Castiglione</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:23:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.poesia2punto0.com/?p=10657#comment-10216</guid>
		<description>E&#039; un onore vedersi citati, Roberto. Te ne ringrazio. Essendo chiamato in causa, rischio di non poter dire niente senza sembrare di parte, o non sincero. Ma lo dirò lo stesso: quello che mi piace di questa classifica - escludo, idealmente, il mio libro, per il conflitto di cui sopra - è che vi appaiono anche nomi ignoti, di cui (per il poco che ne so) poco se non nulla si è discusso anche nei circoli di lettori di poesia appassionati: a riprova di come qualità e visibilità possano non essere (e spesso non sono proprio) sinonimi. Ecco, per me questo è indice di una indipendenza di giudizio e distanza da vari schieramenti, che mi era parso di vedere anche in altri tuoi interventi.

ps: segnalo un piccolo refuso: &quot;Per ogni frazione&quot; è del 2010, non del 2011.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un onore vedersi citati, Roberto. Te ne ringrazio. Essendo chiamato in causa, rischio di non poter dire niente senza sembrare di parte, o non sincero. Ma lo dirò lo stesso: quello che mi piace di questa classifica &#8211; escludo, idealmente, il mio libro, per il conflitto di cui sopra &#8211; è che vi appaiono anche nomi ignoti, di cui (per il poco che ne so) poco se non nulla si è discusso anche nei circoli di lettori di poesia appassionati: a riprova di come qualità e visibilità possano non essere (e spesso non sono proprio) sinonimi. Ecco, per me questo è indice di una indipendenza di giudizio e distanza da vari schieramenti, che mi era parso di vedere anche in altri tuoi interventi.</p>
<p>ps: segnalo un piccolo refuso: &#8220;Per ogni frazione&#8221; è del 2010, non del 2011.</p>
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