Giusi Montali: “Fotometria “

foto copertina fotometria

Fotometria è uno studio sulla luce compiuto nell’arco di due anni e presenta un andamento a spirale, ovvero un cerchio che invece di chiudersi in sé prosegue la sua traiettoria all’infinito e passa progressivamente a un livello superiore. Così, la tensione aumenta da una sezione all’altra e i testi nel loro succedersi disegnano il tracciato dell’energia che percorre il corpo del soggetto e lo correla agli eventi esterni. La raccolta nel suo articolarsi misura, come la tecnica astronomica della fotometria, il flusso e l’intensità della radiazione elettromagnetica di un oggetto e l’energia totale emessa. Nelle prime tre sezioni è indagato il valore positivo, ma anche latamente distruttore, della luce e il flusso o movimento di essa è dinamico e si esplica in lampi, esplosioni e diagonali che attraversano lo spazio esterno. Le ultime tre sezioni invece sono connotate dal buio e da una luce sempre più soffusa o del tutto assente e il movimento è bloccato, impedito e il soggetto è costretto alla stasi. L’inquietudine che ne deriva è alleviata solo dal potere ri-creativo dall’immaginazione e il movimento diviene interno e interiore, oppure quando si verifica nel mondo esteriore è rischioso e violento. In particolare nell’ultima sezione, Luce nera, il soggetto è immobile, malato, e il viaggio che si percorre è del tutto interiore. La realtà lascia posto a una dimensione immaginata e il confine tra sonno e veglia è labile, indefinibile. Il soggetto tenta di autocurarsi e si interroga costantemente su una possibilità di guarigione. La crisi individuale coinvolge l’intera realtà e assume dimensioni sociali. L’esperienza autobiografica, caotica, irrazionale, priva di un suo ordine imprenscindibile è stata trasposta in un racconto poetico che obbedisce a una geometria interna pur mantenendo una forma varia e dinamica. Nei rapporti tra i testi, nel loro obbedire a una disposizione strutturale e nel loro distribuirsi in sezioni si manifesta una volontà ordinatrice che è però consapevole che del mondo fenomenico non si può dare un’interpretazione fissa, immutabile e onnicomprensiva ma solo un’interpretazione.

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luce nera. IV.

volatile fumo espanso dalla cassa toracica
raccoglimi negli strati aerei costellati della
gabbia aperta
___________fuggo piano, mi elevo, supero il confine
mi arrampico sulle costole, discendo alla colonna
vertebrale, inverto la salita, risalgo piano
________________________________eccomi
sono qui tra il plesso solare e una notte corporea esplosa
ecco, sono qui tra le ciglia dischiuse e un fiore lacerato
ecco sono una passeggiata rischiarata da suoni:
sono le stelle disseminate, solamente sole
sicuramente sciolte lente nel buio che illumino

*

luce nera. IX.

e ho visto il mondo oltre le pareti
la luce sotto la soglia, i corpi
distesi contro i muri, ho visto
l’uomo di Rodez scalciare
le donne aprirsi lo stomaco
il condannato sedersi e piangere
ho visto le mani farsi iridescenti
divenire ali lucide
______________tagliate e allineate

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