Poesia 2.0 presenta: “Opera Prima”

Più o meno 8 mesi fa, scrivevamo nel nostro editoriale d’apertura che con Poesia 2.0 «la poesia non subirà alcuno stravolgimento: non abbiamo incontrato la verità né la verità ci è venuta incontro; non si preannunciano innovazioni eclatanti, né si prevedono sovvertimenti di alcun tipo. […] Ci limiteremo a fare ciò che molti prima di noi hanno fatto lungo l’arco di molte decadi, e che in tanti continuano a fare ancora oggi. Non sappiamo se saremo in grado di farlo meglio: sicuramente, ci impegneremo nel farlo in maniera diversa, prendendo atto, a mano a mano, dei risultati che otterremo. Soprattutto, ci impegneremo a farlo insieme.»

Fedeli alla nostra promessa di fare le cose in maniera diversa e insieme, dopo il Sondaggio dei lettori, Poesia Condivisa, Parola ai Poeti, le numerose Rubriche e lo spazio di discussione Parliamone, inauguriamo oggi una nuova iniziativa di Poesia 2.0 con la importante collaborazione di “Opera Prima”, attraverso la quale ci impegniamo in una operazione di selezione editoriale rivolta ai poeti che non abbiano mai pubblicato in volume.

Cos’è Opera Prima

Opera Primaè un’iniziativa editoriale che non ha precedenti in Italia. È una collana di poesia dedicata ad autori inediti in volume e sostenuta criticamente ed economicamente da un Consiglio editoriale formato da note personalità della critica letteraria e della filosofia, oltre che da poeti e artisti. Tale Comitato è affiancato da un Consiglio dei garanti costituito dai poeti Yves Bonnefoy e Vincenzo Vitiello, e dal filosofo Umberto Galimberti.

La collana (fondata nel 2003) viene edita da Cierre Grafica ed è diretta da Flavio Ermini. Non ha fini di lucro, tanto che i volumi, caratterizzati da alta qualità grafica e accuratezza nelle tirature, non vengono posti in vendita, ma inviati esclusivamente a università, centri culturali, biblioteche, oltre che a storici della letteratura e dell’arte, critici militanti e filosofi.

L’intento è far sì che la pubblicazione apra all’autore la possibilità di entrare in contatto con i settori intellettualmente più vivaci del mondo letterario, filosofico e artistico.

Nella scelta dei testi non si dà per scontato o prevedibile nessun percorso stilistico. “Opera Prima” si propone di mettere in scena eventi di scrittura che spingano a portarsi più in là degli esiti espressivi, verso il pensiero: quella particolare forma di pensiero che nasce dalla poesia.

Ogni opera è introdotta da un breve saggio ed è accompagnata da un disegno donato da un artista contemporaneo. Particolare impegno viene dedicato alla pubblicizzazione di ogni singolo volume su riviste specializzate e in Internet.

Tale gesto editoriale – che ha prodotto finora 25 volumi – ha un’ambizione: non far ricadere i costi editoriali e di distribuzione sull’autore. A questo proposito la Direzione, il Consiglio editoriale e il Consiglio dei garanti mettono a disposizione la loro esperienza gratuitamente.

I tre organismi hanno il duplice compito di garantire la qualità delle scelte editoriali e di sostenere totalmente il costo della pubblicazione.

L’iniziativa costituisce un vero e proprio evento. Non è frequente, infatti, la costituzione di un gruppo di intellettuali che produce e promuove, in modo assolutamente disinteressato, una collana di poesia dedicata ad autori inediti. Così come è raro in questi anni un impegno editoriale nei confronti dei nuovi poeti.

I Poeti, i Critici, gli Artisti

I primi 25 poeti pubblicati:
Gabriele Belletti, Primerio Bellomo, Laura Caccia, Giovanni Campana, Mauro Caselli, Alessandro De Francesco, Serena Nunzia Di Lecce, Michele Fogliazza, Claudia Gabler, Andrea Gigli, Carolina Giorgi, Michele Lamon, Francesco Lorusso, Giovanni Majer, Patrizia Mari, Francesca Monnetti, Luigi Nacci, Stefania Negro, Giuliano Rinaldini, Sofia Demetrula Rosati, Pietro Salmoiraghi, Maurizio Solimine, Matilde Tobia, Paolo Valentino, Noura Wedell

Gli autori delle riflessioni critiche:
Giorgio Bonacini, Rossana Bossaglia, Roberto Caracci, Iain Chambers, Carla De Bellis, Alessandro De Francesco, Paolo Donini, Marco Ercolani, Silvia Ferrari, Stefano Guglielmin, Paolo Guzzi, Mauro Maldonato, Bruno Moroncini, Daniele Maria Pegorari, Martin Rueff, Tiziano Salari, Lucio Saviani,

Gli artisti che hanno donato i loro lavori a “Opera Prima”:
Roberto Almagno, Alessandra Bonoli, Pietro G. Bortolotti, Michele Cappellesso, Tommaso Durante, Daniel Egnèus, Emanuela Fiorelli, Giovanna Fra, Daniela Galeone, Enrico Gallian, Llanos Gómez, Tommaso Gorla, Cosimo Lerose, Andrea Moorhead, Robert Moorhead, Albano Morandi, Giulia Napoleone, Giuseppe Pellegrino, Antonio Pisanò

Lo Staff di Opera Prima

Direttore
Flavio Ermini

Consiglio dei garanti
Yves Bonnefoy, Umberto Galimberti, Vincenzo Vitiello

Consiglio Editoriale
Maria Grazia Amadori, Alessandro Assiri, Maria Teresa Bertolotto, Stefania Bortoli, Laura Caccia, Ettore Campadelli, Giovanni Campana, Michele Cappellesso, Gaetano Caricato, Raffaele Carlettini, Roberto Casati, Franca Maria Catri, Nicoletta Di Gironimo, Roberto Fassina, Silvia Ferrari, Gianfranco Galasso, Lino Giarrusso, Carolina Giorgi, Pasquale Grimaldi, Guariente Guarienti, Lamon Michele, Francesco Lorusso, Eugenio Lucrezi, Francesca Migliavacca, Alberto Mori, Bruno Moroncini, Manola Mura, Daniele Maria Pegorari, Stefano Piva, Gabriele Pulli, Nicola Rampin, Pina Rando, Franco Riccio, Luigi Rolli, Tiziano Salari, Pietro Salmoiraghi, Matilde Tobia, Vincenzo Todesco, Alberto Tomiolo, Laura Tonelli, Paolo Valentino, Gian Maria Vallese, Maria Grazia Zamparini, Sara Zanghì, Aida Maria Zoppetti

Ideazione
Ida Travi

Cura grafica
Raffaele Curiel

Stampa
Cierre Grafica

Modalità di pubblicazione

L’iniziativa Opera Prima è aperta esclusivamente ai poeti inediti, ovvero a quei poeti che non abbiano mai pubblicato i loro testi in volume.

Per partecipare all’iniziativa è necessario inviare all’indirizzo redazione@poesia2punto0.com oppure attraverso il modulo in basso una raccolta inedita di poesie in lingua italiana o con traduzione a fronte per altra lingua. La raccolta non deve essere superiore a trenta cartelle e va accompagnata da una nota di poetica e da una nota biografica.

Le redazioni di “Opera Prima” e Poesia 2.0 selezioneranno i poeti di maggior rilievo, ai quali verrà offerta una presentazione su Poesia 2.0 in uno spazio appositamente dedicato, attraverso la pubblicazione di una selezione di poesie, la nota di poetica, la nota biografica ed un intervento critico.

Tra questi poeti la redazione di Opera Prima opererà un’ulteriore selezione editoriale che consentirà di individuare la raccolta che verrà pubblicata all’interno della collana in versione cartacea ed in formato e-Book. Alla pubblicazione sarà data un’ampia diffusione attraverso i principali canali di distribuzione on ed off line, come l’invio della raccolta a università, centri culturali, biblioteche, storici della letteratura e dell’arte, critici militanti e filosofi, oltre che alla pubblicazione digitale presso le principali piattaforme di lettura e social networks.

Solo i poeti selezionati per la pubblicazione saranno contattati.

Le redazioni di Poesia 2.0 e “Opera Prima”

 

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31 Comments

  • complimenti per l’iniziativa, in tempi di sciacallaggio e funesta democraticizzazione artistica fa sempre bene vedere che ci sono anche spunti di questo tipo.
    purtroppo arrivo in ritardo… avete idea di pubblicare un altro bando anche per il 2013?

  • Scusate se scrivo proprio a ridosso della scadenza ma vorrei chiarirmi un punto fondamentale prima di inviarvi i miei scritti:
    30 cartelle non equivalgono a 30 pagine in quanto il contenuto di una pagina è variabile. Per cartelle in editoria si intendono 1500-1800 battute (spazi compresi).
    Quindi 30 cartelle sono 45 mila battute spazi compresi.
    Se invece volete al massimo 30 poesie o 30 pagine è un altro discorso. Scusate ancora, non voglio essere polemica ma solo NON essere esclusa per un vizio di forma.

    Inoltre vi domando se va bene che la “nota poetica” sia stata scritta da una persona che per competenze sue è in grado di conoscere e “leggere” la poesia meglio di chi l’ha scritta. Insomma, difficile per uno scrittore essere critico di se steso… no?

    Grazie per l’attenzione!

    M.V.

  • Sono interessato a partecipare in qualità di autore, ma non riesco a trovare il modulo di partecipazione e il regolamento mi sembra un po’ scarno di informazioni a riguardo. Dove trovare tali info? Potreste inviarmele in email all’indirizzo di cui sopra’ Grazie e buon lavoro.

  • Proprio ora ho inviato via mail la mia silloge inedita per il concorso con aggiunta poche righe bio-bibliografiche…quanto alla poetica non ho saputo dire niente…mi affido molto in questo alla sensibilità e all’intelligenza di chi mi leggerà:-)

    Poi mi ricordo una frase non so più dove trovata “le poesie sono molto più intelligenti di chi le scrive”

  • mi scuso per la domanda ingenuotta – d’altronde non sono stato mai pubblicato e sono poco avvezzo ai concorsi…:

    30 cartelle=30 pagine ma non è detto=30 poesie, vero? Ossia, se le poesie sono brevi e non riempiono la pagina si va di seguito, senza interruzione di pagina, o sbaglio?

    • si, 30 cartelle=30 pagine. Se la distribuzione nello spazio della pagina delle poesie non è una questione formale importante, sta all’autore proporre quel che vuole entro i limiti segnalati.
      Luigi B.

  • semplice: può basarsi su qualunque fondamento, beninteso inclusi – e sogliono, difatti, essere centrali – quelli che tu elenchi, ma compreso qualunque altro tipo di fondamento; l’elenco può benissimo essere allungato. dalle pitture da sovrapporta (cit.) alla fisica delle particelle ai foruncoli sull’interno coscia.

    quel che non condivido è che il poeta all’atto stesso di presentare la sua poesia debba esibire e discutere tali fondamenti – vestendo i panni (spesso disagevoli anche per i Grandi) del critico di sé stesso.

  • Caro Teo,
    se mi dici su cosa si basa la poesia per te, qual è la tua poetica, magari rischio di dirti che sono d’accordo. Il mio è stato solo un modo esemplificativo di spiegare a qualcuno cos’è una poetica in termini, spero, poco evasivi.
    Non è detto che debba basarsi su fondamenti estetici, politici o filosofici. Mi chiedo, però, su cosa dovrebbe farlo per non essere vuota.
    A presto
    Luigi

  • perché la poesia deve per forza basarsi su fondamenti estetici, politici (!!!), critici e filosofici?
    e perché si suppone che, di tutti, proprio il poeta stesso (un poeta esordiente, oltretutto) debba essere in grado di individuare tali fondamenti e discettare criticamente su di essi?
    l’equazione con la metodologia di un esperimento scientifico è particolarmente fuorviante, e sintomatica peraltro di una brutta tendenza che da tempo si fa strada nel campo delle scienze umane. già a livello accademico queste ultime non saranno mai uniformabili alla matematica o alle scienze naturali; figuriamoci se può esserlo la scrittura poetica e creativa.

    con questo non sto difendendo un’idea irrazionalista e ingenuamente romantica del lavoro poetico, si badi bene. dico solo che non mi piace questo voler per forza dare una dignità scientifico-filosofica alla poesia (quasi che la poesia non avesse una dignità propria, distinta da quella, anche se sicuramente con dei punti di contatto). tendenza generale, ripeto, constatabile non solo qui.

    se si considera la storia della letteratura, fra i grandissimi poeti alcuni hanno fatto poesia ‘filosofica’, tanti altri no. è un genere, un filone, una tendenza: ma non l’unica praticabile.

    ricordiamo anche che di Filosofi (da tener rigorosamente distinti dai laureati in filosofia) ne nasce uno ogni secolo; e ho già assistito a fin troppe presentazioni di libri in cui il volonteroso esordiente si affanna a farsi bello con esibizioni di presunti rimandi filosofici e culturali, spesso pretenziosi e poco rintracciabili nei testi.

  • che vuol dire nota poetica? 30 cartelle sarebbero 30 pagine giusto? Scusate ma non sono molto competente in queste cose.

    • Cara Antonella,
      per nota poetica si intende uno scritto, di lunghezza variabile a discrezione di chi lo scrive, che descrive, affronta, snocciola i fondamenti estetici, politici, critici, filosofici etc. su cui si basa un artefatto convenzionalmente ritenuto artistico, come una poesia, un quadro, una foto etc. Per osare un paragone, la poetica è, per esempio, la descrizione della metodologia e delle ipotesi di partenza usate in un esperimento che si trova all’inizio di qualsiasi pubblicazione scientifica.
      E, si: 30 cartelle sono 30 pagine.
      Spero di esserti stato d’aiuto.
      A presto
      Luigi B.

  • Grazie per l’augurio, Fabio!
    Per quanto riguarda il tuo dubbio sul contributo spese: Opera Prima è sempre stata una collana cartacea. Quest’anno c’è stata la possibilità di sviluppare in parallelo anche un formato digitale che, però, non esclude il primo. Il contributo serve, infatti, proprio a coprire parte delle spese di stampa.
    Luigi B.

  • ottima cosa questo affiancarsi del digitale all’esperienza di Opera prima, che ho scoperto “mediante” il bel libro d’esordio di De Francesco. è il solo che io possegga della collana, ma basta ad affermare l’alta qualità editoriale e il lavoro dei curatori.

    ho alcuni dubbi sul “contributo spese”, nel momento in cui i formati digitali (dato che son opere, mi sembra di capire, tuttora “fuori commercio”, non acquistabili dai lettori) permetterebbero la (forse) totale gratuità della pubblicazione.

    ma questo insomma voleva essere un – forse troppo loquace – abbraccio e augurio di buon lavoro.

    f.t.

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