Poesia Condivisa 2 N. 43: Dante Maffia

Nicola                

                                                              (in risposta)

Te la prendi con me
perché non conosco la campagna,
ancora queste storie stupide
tu che con tanta civiltà
non comprendi nemmeno il meccanismo
del semaforo e non sai usare
un ascensore. Il mondo
ignora me e te,
siamo fuscelli, che gliene importa
a ginestre palazzi fiumicello
e ascensori e viali della nostra
carne infetta di questo fluire che
avanza inedito anonimo e straripa
in noi senza che possiamo
difenderci da nulla?
Ti dice mai qualcuno di ciò che fuori
avviene? Sì, a noi non importa,
ma tu sei ingiusto, io nel condominio
conoscevo tutti, anche Cristina,
che una volta mi sfiorò le guance
e mi disse che il mio sguardo penetrava
dentro. Hanno accusato me della sua morte,
non sanno che voleva annullarsi
mi premeva per diventare me
e la rincorsa è stata interminabile
la spinsi nel dirupo per giocare
che ne sai tu quanto mi dilatai
quel giorno e quanto ho vissuto.
Parli d’un fiore che nessuno conosce,
d’un mondo dove forse i pazzi
si fermano a sostare. Svegliati, Ettore,
hanno portato il vassoio, dai, se vuoi
ci sputo dentro prima io.

da Lo specchio della mente, Crocetti Editore (Milano, 1999), collana Kylix

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