I versi della zoni tra insensata guerra e vita da coop

 

L’ ultimo lavoro della poetessa Marisa Zoni (Tu paria dai mille occhiPendragon 2004), settant’anni, bolognese, scoperta da Carlo Bo nel ’59 cara a Pier Paolo Pasolini, conserva il suo radicamento nella passione civile e nella quotidianità. Lo scempio insensato delle guerre si mescolano all’intercalare monotono della vita condotta da logiche di supermercato: ”oggi siamo positivi/vogliamo un caffe’ coop in offerta/ tre sacchetti(…)”.
Il vignettista Vauro ha scritto la pagina che apre la raccolta per confessare come lui, che non legge poesia, in quesi versi ha trovato la parola che cercava per definire gli occhi dei bambini feriti dalle guerre. E la parola e’ stata trovata in una di queste liriche della Zoni ”…i bambini delle guerre hanno occhi sfaldati”.
Brevi versi antiretorici e secchi: ”Le madri sono secoli/ che piangono i figli/ del loro ventre delle/ giornate adoperate/ a crescerli: i bimbi/ delle guerre hanno/ occhi sfaldati/ resi cupi dalle botte/ del vento dal rumore/ dei sassi calpestati/ i figli sanno che/ la terra li considera/ semi: altre voci/ verranno e in musica/ canteranno per loro/ qualcosa”.
In un’altra poesia sembra di ritrovare Brecht: ”Nelle guerre chi/ ci guadagna non/ ha fame non scappa/ non sale sul mare/ con le zattere/ nelle guerre chi mangia/ ride si veste si lava/ ha figli lievitati/ dai cibi noi avevamo/ sete come torturati/ noi con gli occhi/ ci mangiavamo le nuvole”.  Non manca lo sguardo sferzante sul quotidiano fatto di merce e di compravendite. ”Le venti/ commesse/ dell’ipercoop/ fanno la muffa/ come gendarmi/  la quantita’/ di cibi che/ transitano/sul tapis rulant/ le costringe a lente gestioni/ di spazio/ la fantasia/ diventa gomma/ da masticare/ gluteo superstite”.

(ANSA, 18-FEB-05)

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