Una Poesia Lunghissima n.1 – La versione di Annamaria Ferramosca

 

[Presentiamo qui di seguito la prima di una – speriamo – lunga serie di versioni di Una Poesia Lunghissima – Omaggio alla poesia italiana contemporaneaa cura di Annamaria Ferramosca. l.b.]

Questa poesia lunghissima. Davvero pensavo di non farcela. Ho impiegato molti giorni, ma finalmente l’ho riassemblata rovinosamente in 13  lunghe strofe, che si sono assemblate quasi in automatico(ogni strofa con 10 apporti, lasciati nella loro disposizione originale di due versi,raramente di tre).

L’esperienza è stata di un felice lunghissimo brancolare, inseguendo richiami, scorrendo innumerevoli volte la lista dei versi per salvare in memoria suoni, visioni, suggestioni. La richiesta (lègami) che sembrava venire da ogni biverso,  si di-vertiva: cambiava posizione nella lista, subiva arresti, frenate, spostamenti, ritorni sui punti di aggancio più o meno con-soni. Insomma un accavallarsi di epifanie e ripensamenti, che spesso mi dava l’impressione che fosse l’autore stesso a dirmi a volte di accettare con gioia, a volte invece di rifiutare certe contiguità… Ma era chiaro fin dall’inizio di questa operazione – e me ne scuso con tutti gli autori coinvolti- che gli accostamenti arbitrari potessero stravolgere il senso dei versi nel loro contesto originale, per giocare qui un altro gioco, quello di cercarsi e legarsi assumendo altro senso, dilatato o ridotto, comunque con esiti impensati. Insomma io  non ho fatto altro che muovere i fili facendo spazio quasi in automatico ad uno strano poemetto che mi pare non certamente vuoto di senso, come ci si poteva aspettare( sebbene alcuni apporti mi abbiano fatto sudare nel trovare loro l’”ambientazione” più adatta).

Così è rinata questa poesia lunghissima che attraversa – come poteva essere altrimenti ? – l’intero territorio tematico della poesia: le domande metafisiche di sempre, pure con guizzi ironici, la meraviglia ininterrotta del mondo, il tremore della fine. E pure hanno preso corpo: una sorta di dialogo amoroso tra guerra e desiderio,  il grido improvviso del poeta che chiede senso, quello dell’uomo di fronte al male del mondo,  i bagliori lancinanti della natura. Si avanzano pure soluzioni, etiche, astratte e folli, si costeggia l’abisso, si sospetta una salvezza dalla potenza inarrestabile della parola…

Sembra dunque che tutto questo non possa  venire che dalla poesia, perfino per accostamenti casuali…

Di certo un’operazione arbitraria e non sense , ma tant’è. Ne ho ricavato gioia e di questo ringrazio tutti i partecipanti.

19 agosto 2012

Annamaria Ferramosca


La notte è più della morte:
è il sogno l’abisso che non si colma
(Paolo Volponi, Con testo a fronte, Torino, Einaudi, 1986)
in ogni verbo dove girano mano
e piede s’accampa una pietra
(Stefano Guglielmin, La distanza immedicata, Le Voci della Luna 2006)
No, non c’è posto qui per una misura
(Andrea Zanzotto, Conglomerati, Mondadori, 2009)
Avrebbe dovuto appartenere ad altri mondi
l’inerme che è germinato in noi
(Claudio Recalcati, Microfiabe, Mondadori 2010)
La gente è uno sbaglio anche quando è lontana.
(Alessandro Assiri, Cronache della città parallela, Thauma 2011)
Chi manca è più nitido,
si prende la ragione
(Marco Giovenale, Shelter, Donzelli 2010)
mai nessuno che sospetti che qualcosa va fermato
(Fabiano Alborghetti, Registro dei Fragili, Casagrande 2009)
E c’è da riprovare il già provato
sterminare l’amore sterminato
(Patrizia Valduga, Donna di dolori, Mondadori, 1991)
la nascita deforme dei nessi
(Maria Allo, Riflessi di rugiada, Albatros 2011)
chiodata sul ventre di carta
(Daìta Martinez, dietro l’una, LietoColle,2011)

 

***

 

Abbiamo altre parole questa notte:
un corpo musicale, a vendicare il tempo passato senza fuochi
(Annamaria Ferramosca, Other Signs, Other Circles, Chelsea Editions, 2009)
riproporsi costante della voglia
di dire dirsi vedi ancora vado
(Gabriele Frasca, Prime, Sossella 2007)
La bocca è un’alba schiusa
la meraviglia è nelle cose guardate
(Pierluigi Cappello, Mandate a dire all’imperatore, Crocetti Editore, 2010)
Occorre approntare la parola per gl’inverni a venire
stringendosi addosso assoluzioni e i colpi bassi delle ghiacciate
(Antonella Taravella, Sbocciata nelle viscere, Smasher 2011)
Scrivere per disperazione e gioia
e sperare che giovi all’eco del corpo
(Cesare Ruffato, Sinopsìe, Marsilio, 2002)
Domani è la parola
(Francesco Dalessandro, Aprile degli anni, Puntoacapo, 2010)
tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno
(Giuliano Mesa, Tiresia, La camera verde, 2008)
M’è ditte ca na vote ng’ere amore
e sse durmije cu re pporte aperte
(Assunta Finiguerra, Solije, zone Editrice, 2003)
e nella casa i muri crescono
da dentro
Gabriela Fantato
Quantomeno somigli il crollo
perché sia familiare la rovina
(Giulio Marzaioli, In re ipsa, Anterem, 2005)

 

***

 

Il massacro è la mia storia, in allegoria
(Andrea Inglese, La distrazione, Luca Sossella Editore, 2008)
Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
(Antonella Anedda, Notti di pace occidentale, Donzelli 1999)
La verità che non è la poesia,
ma nel verso come nel segno trova
(Francesco Leonetti, Sopra una perduta estate, NO REPLY 2008)
persino l’uomo, per l’uomo, gli può diventare già umano:
(Edoardo Sanguineti, Mikrokosmos, Feltrinelli, 2006)
Come quando tra i boschi alla marina
spira solenne riecheggiando il vento
(Rocco Scotellaro, Tutte le poesie 1940-1953, Oscar Mondadori 2004)
La molteplice natura del tempo
traveste il suo impercettibile fluire
(Valentino Zeichen, Aspetti del tempo, Gibilterra, Mondadori, 1991)
Non puoi vivere due esistenze, dice:
una ha sempre il sopravvento, anche se ignota
(Fabiano Alborghetti, Verso Buda LietoColle, 2004)
Così ci ruberà un clamore di passi.
Ce ne andremo
(Sebastiano Aglieco, Giornata, La vita felice, 2003)
Adesso
eccomi, sono qui per finire
nella tua fine
(Maria Grazia Calandrone, Sulla bocca di tutti, Crocetti, 2010)
restano, eroi, i cani randagi e le code d’uccelli
(Viola Amarelli, Le nudecrude cose e altre faccende, ed L’Arcolaio, 2011)

 

***

 

Io.Tu.Tu ed io.Noi.
(Fabio Pusterla, Concessione all’inverno, Casagrande,1986)
tutto
il tondo del
mondo è qui
(Elisa Biagini, Nel bosco, Einaudi, 2007)
come avessimo avuto un senso, o guardavamo un mare
come avesse avuto un senso
(Elio Pagliarani, Tutte le poesie, Garzanti, 2006)
effimero, passato, forse scritto
anch’esso nella memoria del creato
(Mario Luzi, Dottrina dell’estremo principiante, Garzanti, 2004)
perchè tu sei con me
assorto in un tramonto spalancato
(Claudia Ruggeri, Inferno minore, Pequod, 2006)
hai il sapore del riposo
con gli ultimi voli della notte e il brucare in silenzio
(Alfredo De Palchi, FoeminaTellus, Joker, 2010)
labbra che si possano credere cadute
(Elio Grasso, E giorno si ostina, Puntoeacapo 2012)
Eludendo i tuoi cento sospiri
(Federica Merlini, Libellule rosa, Damocle Edizioni anno 2009)
Addolcito il tumulto dei giorni
non serba confini l’amore
(Maria Teresa Cristofano, Stagione di raccolta, Editore Nostro Tempo, 1962)
Verrà la morte e avrà i mie occhi
ma dentro
ci troverà i tuoi
(Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007)

 

***

 

t’avrei lavato i piedi
oppure mi sarei fatta altissima
(Claudia Ruggeri, Inferno minore, peQuod 2007)
volevo un libro chiaro per noi due:
una pagina bianca quasi pura
(Fabio Michieli, Dire, ed L’Arcolaio 2008)
Non mi ha mai amato
(l’unica concreta, flagranza di reato)
(Viola Amarelli, Le nudecrude cose e altre faccende, ed L’Arcolaio, 2011)
animale è l’amore
ma tu segui gli spacciatori di oracoli
(Jolanda Insana, Turbativa d’incanto, Garzanti, 2012)
l’agglutinarsi di dio
dentro di te
(Silvia Molesini, Cahiér de Doléances, Samiszdat 2009)
Nell’aborigeno mio cielo
il mio cielo è tronco d’ali e reti
(Rita Bonomo, diri diri danna -litania stolta del diritto e rovescio, Liberodiscrivere 2006)
In un lago di nubi e calce accesa,
(Renato Job, Veneri e locuste, Anterem Edizioni, 2011)
Magari è proprio questa la virtù
(Patrizia Cavalli, Pigre divinità e pigra sorte, Einaudi, 2006)
e Dio non si sarebbe scomodato
(Cristina Bove, Attraversamenti verticali, Edizioni Il Foglio 2009)
Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
(Pierluigi Cappello, Mandate a dire all’imperatore,Crocetti.2010)

 

***

 

Vivere è impiccarsi a un fiore
(Davide Cortese, Ossario, Arduino Sacco Editore, 2012)
Ora che i piedi abitano fermi il suolo
è estenuante l’attesa del paradiso
(Roberta Dapunt, La terra più del paradiso, Einaudi, 2008)
Non si sa chi, non si sa dove, non si sa mai
non è possibile trovarsi in cerca di se stessi sempre
(Corrado Costa, Orologio a polvere, Poesia italiana della contraddizione, Newton Compton Editori, 1989)
Tu che dormi, ti affido la luce,
crescerà a breve fra la campagna e il noce
(Cristina Alziati, Come non piangenti, Marcos y Marcos, 2011
vedo un futuro, è fatto di questa
gente che proprio non ne sa niente
(Amelia Rosselli, Impromptu,Ed.San Marco dei Giustiniani, 2003)
Se la felicità sia il nostro vero
o il nostro vero la felicità
(Giovanni Giudici, Salutz, Einaudi, 1986
A volte pare ciò che non si sa
(Silvia Bre, L’opera dell’arte, Einaudi, 2007)
tu mi guardi mentre io ti guardo dentro
e se ti guardo dentro mi vedo
(Antonio Porta, Invasioni, Mondadori, 1984)
Sii dolce con me
Maneggiami con cura
(Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia, Einaudi Editore, 2010)
Forse possiedo il cammino
la prossima impronta
(Alessandro Ghignoli, La prossima impronta, Gazebo, 1999)

 

***

 

Una, improvvisamente
s’alza dal letto dicendo
(Giovanni Raboni, Cadenza d’inganno, Mondadori, 1975)
Io con la poesia vorrei fare mattoni
(Massimo Gezzi, L’attimo dopo, Luca Sossella, 2009)
e i soffitti sempre più bassi, le rose anche
(Erika Crosara, IUS, Anterem Edizioni, 2010)
La selva automatica e squillante, l’anonimato azzurro
ma non etereo: scrupoloso
(Maria Grazia Calandrone, Come per mezzo di una briglia ardente, Edizioni Atelier, 2005)
ma l’ape che mi ronza sopra il capo
non sa che il polline sul corpo proprio
(Fabio Michieli, Dire, ed L’Arcolaio 2008)
corrisponde a un’incrinatura che si allarga nel tempo ogni nascita,
ben prima del grido che ne certifica l’orrore
(Flavio Ermini, Il compito terreno dei mortali, Mimesis 2010)
La perfezione del primo vero male
(Patrizia Cavalli, Le mie poesie non cambieranno il mondo, Einaudi, 1974)
Un Dio Ragazzo, che conosce il Ma-mul, cantando
(Pier Paolo Pasolini, Trasumanar e organizzar, Garzanti, 1976)
urlava maledizioni di penisole
(Giulio Stocchi, L’altezza del gioco, Cuec,2003)
Non voglio fare il poeta ma amare sí, cristo!
(Roberto Bertoldo, Pergamena dei ribelli, Joker, Novi Ligure 2011)

 

***

 

Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio
(Alda Merini, Aforismi e magie, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2003)
Nessuna cultura toglierà le mani alle mani,
la pelle ai vestiti
(Mario Benedetti, Umana gloria, Mondadori, 2004)
Quando l’acquisto riguarda il pane, i tempi
sono prossimi alla redenzione
(Ida Travi, Tà, Moretti & Vitali 2011)
spiccano ogni volta felici il volo
incontro a chi spara
(Vivian Lamarque, Poesie 1972-2002, Oscar Mondadori 2011
E la tortura esiste. E i fiori di rosmarino esistono.
(Andrea Inglese, Inventari, Zona, 2001)
Ma nell’ombelico profondo
mia madre canta.
(Anna Maria Farabbi, La magnifica bestia, Traven Books, 2007)
Nel silenzio dei fiori,
in quel silenzio al centro
(Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia, Einaudi, 2010)
ginestre
ferrose
(Marisa Zoni, Tu paria dai mille occhi (Poesia 16) )
scatti di linfa, clorofilla, luce
(Erri De Luca, L’ospite incallito, Einaudi, 2008)
ci accomuna la conta differita dei morti
(Francesco Marotta, Esilio di voce, Smasher, 2011)

 

***

 

Smettila, hai capito? di immaginarci
(Giovanni Raboni, Barlumi di storia, Mondadori, 2002)
se riesci, dove finisce l’omero incomincia la mia fine
dove era il mio occhio oggi c’è mare e il cielo
(Antonella Pizzo, In stasi irregolare, Le voci della luna 2007)
Cosa dirai di me dopo che tutti i mutamenti
mi avranno riempito di difetti
(Alberto Masala, Alfabeto di strade, Edizioni Il Maestrale 2009)
un povero asino legato quel pioppo che cade
(Vivian Lamarque, Poesie, Mondadori Editore, 2002)
Ripeto ogni mattina la lista e aspetto
che qualcuno mi dica cosa manca, e dove
(Massimo Gezzi, L’attimo dopo, Luca Sossella, 2009)
Prendere in mano la sorte del suo destino e integrarlo
e diventare l’agognato essere dei sogni
(Patrizia Vicinelli, Non sempre ricordano, Le Lettere 2009)
-ché siamo tutti deboli come una promessa
di quelle che (non) mantieni in silenzio
(Silvia Rosa, Di sole voci, LietoColle 2010
Ma di’ soltanto una parola e l’anima mia sarà salvata
(Michele Mari, Cento Poesia d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007
I morti hanno la bocca cucita al perdono
(Iole Toini, Spaccasangue, Le Voci della Luna 2009)
Le parole d’amore appartengono ai poeti,
ai pazzi, o agli dei
(Daniela Raimondi, Inanna, Mobydick, 2006)

 

***

 

la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale
(Stefano Guglielmin, C’è bufera dentro la madre, L’arcolaio, 2010)
Io volevo un amore non questa conversione della pena
(Ida Travi, Tà. Poesia dello spiraglio e della neve, Moretti&Vitali 2011)
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio
(Alda Merini, Ballate non pagate, Einaudi 1995)
nere nuvole come tumori
come bianco pane di Spagna
(Mariella Bettarini, Delle Nuvole, Gazebo, 1991)
Tra le fronde c’è un mistero
(Ida Travi, Neo/Alcesti-Canto delle quattro mura, Moretti e Vitali 2009)
Pigre, le foglie spaccate dal gelo,
vestono le strade della mia infanzia
(Fulvio Nuvolone, Carte segrete, Russo editore, 1984)
Alba cerulea di primavera
(Graziantonio Palasciano, Luce nel buio, Filadelfia Editrice,1983)
si appresta l’uomo a sopravvivere
(Carlo Penati, Il desiderio e lo specchio, Anterem Edizioni, 2011)
Chi è necessario dice ciò che resta
e non vuole niente
(Sebastiano Aglieco, Giornata, La vita felice 2003)
Azzarda lo scompenso nel cammino
Veggente dalla bocca vuota e l’occhio cavo
(Nerina Garofalo, La circoncisione delle parole, Format associazione letteraria la clessidra 2008)

 

***

 

Attento abitante del pianeta,
guardati! dalle parole dei Grandi
(Antonio Porta, Europa cavalca un toro nero, 1958)
Ti sia leggera questa terra, dixi,
provveda la chi mica chi mera
(Giovanni Fontana, Poesia italiana della contraddizione, Newton Compton Editori, 1989)
cerco il fango, mio unico amico
(Alda Merini, Ballate non pagate, Giulio Einaudi, 1995)
Avrai poche cose, tra quelle cose
ci sarò io
(Luigi Nacci, Poesie dell’inizio del mondo, DeriveApprodi, 2007)
provo una discreta soddisfazione
(Linda Mavian, Dattiloscritto d’acqua, Edizioni del Leone,1994)
Perché non si stima un uomo dal vestito
ma per quanti scalpi di tiranno s’è adoprato
(Stefano Enea Virgilio Raspini, Tramite Inferriate, No Reply – Maledizioni 2005)
Il sacrificio è una
gara a eliminazione, e la sua ara,
il posto di lavoro
(Valerio Magrelli, Disturbi del sistema binario, Einaudi, 2006)
L’acqua che ci ha bagnato è sudore umano
sudore umano tutte le mura che vedi
(Luigi Di Ruscio, Le streghe s’arrotano le dentiere, Marotta, 1967)
e non si scioglie non si scioglie non si scioglie non si scioglie più?
(Fabrizio Pittalis, Molto spiacenti, Sir, Samiszdat, 2011)
quel che la notte sanguina
è aurora.
(Davide Cortese, Ossario, Arduino Sacco Editore, 2012)

 

***

 

il vero amore
non ha le nocciole
(Francesca Genti, Il vero amore non ha le nocciole, Meridiano Zero, 2004)
La merce siamo noi, siamo la merce
che può fare acquisti
(Ida Travi, Tà, Moretti & Vitali 2011)
come si scrive inventariato? Te lo dico io:
si scrive con la lista precisa dei corpi che siamo stati
(Greta Rosso, Cronache precarie, Aisara 2009)
soma cosa?
peso irriso
(Enzo Campi, Ipotesi corpo, Smasher Edizioni 2010)
orfeo! gli dice uno, erfeo! gridando, efreo! battendogli la
faccia con i piedi, ebreo! gli dice allora: “canta!”
(Adriano Spatola, The Position of Things: Collected Poems 1961-1992, Green Integer 1965)
Ho freddo, ma come se non fossi io
Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
(Mario Benedetti, Umana Gloria, Mondadori, 2004)
tu cura il traguardo, l’ombra viva del pensiero
perché sia memoria
(Natàlia Castaldi, Dialoghi con nessuno, Smasher 2011)
se ti togliamo ciò che non è tuo
non ti rimane niente
(Milo De Angelis, Somiglianze, Guanda, 1976)
Sarò sempre un po’ meno di quello che sono,
e anzi, molto meno. Polvere. Ho perso molto
(Carlo Bordini, I costruttori di vulcani, tutte le poesie 1975-2010, luca sossella editore, 2010)
non è detto di no quando potuto, non è detto di no neppure volendo
(Giovanna Frene, Il noto, il nuovo, Transeuropa 2011) 

 

***

 

Còssa podaràeo mai dirghe al mar
un òn che l’à remà senpre tea pianura
(Fabio Franzin, Co’e man monche, Le voci della luna, 2011)
Vedo dal buio
come dal più radioso dei balconi.
(Antonella Anedda, Notti di pace occidentale, Roma, Donzelli, 1999)
Vorrei poter accarezzare i tuoi demoni,
due dita, a scivolargli sul volto
(Davide Cortese, Ossario, Arduino Sacco Editore, 2012)
Vorrei dare un nome al più caro
vorrei finire il verso
(Narda Fattori, il verso del moto, (Tratti Editore)
Che età avevi quando irruppe il Medo?
(Roberto Roversi, Le descrizioni in atto, Coop. Modem, 1990)
che ne so
tu non parli, non spieghi me al me
(Alfredo De Palchi, Paradgma, Mimesis, 2006)
Caldo fu il nicchio il più caldo
che mai colsi: onde m’acclaran gli anni
(Sandro Sinigaglia, Poesie, Garzanti, 1997)
Nessuna lingua umana mi darà ragione
(Maria Pia Quintavalla, Cantare semplice, Tam Tam, 1984)
era me stesso,
questo freddo che, oltre i secoli, mi parla
(Milo de Angelis, Quell’andarsene nel buio dei cortili, Mondadori,2010)
Nulla da aggiungere, nessun significato
(Ermanno Krumm, Animali e uomini, Einaudi, 2003)

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8 Comments

  • “SI COSTEGGIA L’ABISSO,SI SOSPETTA UNA SALVEZZA DELLA POTENZA INARRESTABILE DELLA PAROLA…”

    meravigliosa soluzione delle mesolanze…

    tanto che viene voglia di un

    SCEGLIMI ANCORA!
    1.La notte
    è il sogno
    dove
    s’accampa una pietra
    non c’è posto per una misura
    avrebbe altri mondi
    anche quando
    è più nitido
    nessuno sospetti
    l’amore sterminato
    dei nessi
    sul ventre di carta

    2.Abbiamo altre parole
    a vendicare
    voglia
    di dire ancora
    nelle cose guardate
    la parola per gl’inverni a
    venire
    l’eco del corpo
    è la parola
    se sai dire
    porte aperte
    nella casa i muri crescono
    da dentro
    rovi

    3.In allegoria
    sulla luce
    scostandola
    è la poesia
    verso segno trova
    persino
    tra i boschi marina
    natura del tempo
    traveste
    esistenze
    passi
    per finire
    randagi

    4.Tu ed io
    guardavamo
    un mare
    come un senso
    passato forse scritto
    assorto
    con gli ultimi voli in
    silenzio
    labbra che si possono credere
    sospiri
    confini
    i miei occhi

    5.T’avrei
    fatta altissima
    pagina bianca quasi pura
    l’unica
    gli oracoli
    dentro
    il mio cielo d’ali
    di nubi
    proprio questa
    sarebbe
    la parola aggiustata
    dal lampo

    6.Fiore
    è l’attesa
    non
    sempre
    crescerà fra la campagna e il noce
    vedo
    proprio
    vero
    a volte non si sa
    guardo
    e ti guardo
    sii
    la prossima impronta

    7.Una improvvisamente
    poesia vorrei fare mattoni
    le rose anche
    la selva
    non proprio
    corrisponde a
    grido
    vero
    canta
    so
    fare il poeta sì

    8.Rima
    le mani alle mani
    i tempi
    spiccano ogni volta il volo
    rosmarino
    ma
    al centro
    ginestre
    ferrose
    luce
    accomuna

    9.Immagina
    se riesci la
    fine
    dirai mutamenti
    quel pioppo che cade
    dove
    sogni
    come promessa
    dì soltanto
    perdono
    ai poeti

    10.Prepara
    conversione
    un lungo bacio
    nuvole
    come bianco pane
    tra mistero
    e foglie spaccate dal gelo
    alba
    si appresta
    dice che resta
    veggente

    11.Guardati dalle parole
    ti sia leggera questa terra
    cerco
    avrai poche cose
    provo
    un
    sacrificio
    l’acqua
    non
    notte
    è ancora

    12.Il vero amore
    siamo noi siamo
    come si scrive
    cosa
    gli dice allora canta
    un libro
    l’ombra viva
    sia memoria
    non rimane
    meno
    è detto

    13.Mai
    dal buio
    poter
    dare nome
    finire il verso
    che
    so
    onde
    nessuna lingua
    oltre i secoli
    aggiunge
    significato

  • sì, la “cosa” ha meravigliato anche me. grazie a voi per essere arrivate fino in fondo e aver apprezzato.
    un caro saluto,
    A.F.

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