Una Poesia Lunghissima: i risultati, i vincitori, secondo step

 

QUESTO POST SARÀ SOGGETTO AD AGGIORNAMENTI!

Aggiornamento del 19 luglio 2012:

Alcuni vincitori del concorso non hanno risposto alla mail, dunque altri hanno acquisito per diritto la vincita del libro. La maggior parte ha risposto all’appello e riceveranno i libri a casa in breve.
La lista definitiva dei vincitori con il libro corrispondente è la seguente:

  1. Vincent – Salva con nome, Antonella Anedda (Mondadori, Lo Specchio, 2012)
  2. Pasquale Cominale – Poesie 1975-2012Franco Buffoni (Mondadori, Oscar Poesia, 2012)
  3. Mauro – Da mani mortaliBiancamaria Frabotta (Mondadori, Lo Specchio, 2012)
  4. Barbara B. – Nuova raccoltaGiampiero Neri (Mondadori, Lo Specchio, 2012)
  5. Silvia Zordan – Casa di rieducazioneValentino Zeichen (Mondadori, Lo Specchio, 2012)
  6. Maria Teresa Bertolotto – La forza delle parolea cura di Alessandro Ramberti (Fara Editore, 2012)
  7. molesini – ComedìaDante Alighieri, con note e commenti di Massimo Sannelli (Fara Editore, 2010)
  8. manuela – Pubblica con noi 2010AA. VV. (Fara Editore, 2010)
  9. Anna Maria Ercilli – Versi estremiFrancesco Leonetti (Manni Editori, 2009)
  10. Lorenzo Mari – Prime – Poesie scelte 1977-2007Gabriele Frasca (Luca Sossella Editore, 2007)

Ringrazio di cuore Mondadori, Fara, Manni e Luca Sossella per la loro generosità e disponibilità. Grazie anche a tutti coloro che hanno voluto partecipare a questo piccolo esperimento che, voglio ricordare, è ancora in corso. Chi volesse, con i più di 200 versi citati, divertirsi a montare la sua propria versione de UnaPoesiaLunghissima può farlo seguendo le istruzioni che può leggere qui.

Alla prossima!


Aggiornamento del 6 Luglio 2012:

Qui di seguito la lista dei vincitori, evidenziati in verde:

  1. vincent
  2. Pasquale Cominale
  3. Anna Maria Ercilli
  4. mauro
  5. Barbara B.
  6. Silvia Zordan
  7. Vito Corciulo
  8. Maria Teresa Bertolotto
  9. molesini
  10. manuela
  11. Sylvia Pallaracci
  12. Lorenzo Mari
  13. Loredana
  14. pes
  15. Alessandro Raveggi
  16. Gerardo de Stefano
  17. Marco Simonelli
  18. Alessandra Pigliaru
  19. maria allo
  20. valentina diana
  21. Daniele Lo Vetere
  22. Mario
  23. Pietro Rosi
  24. alessandra bertossi
  25. Elsa
  26. annamaria ferramosca
  27. alessandra
  28. cristina bove
  29. jurij
  30. Pietro Pisano
  31. Filippo Loro
  32. tommaso
  33. natàlia castaldi
  34. mariangela
  35. subliminalpop
  36. Antonio Fiori


Qui potete scaricare e vedere lo screenshot dell’estrazione effettuata via Random.org.

A breve, maggiori notizie sui titoli delle raccolte in palio. A partire da lunedì, i vincitori saranno contattati via mail e avranno una settimana di tempo a partire dalla data di ricezione della stessa per rispondere.
Tutti coloro che passeranno di qui ed avranno voglia, possono cominciare a lavorare sulla propria versione della Poesia Lunghissima. Prendendo spunto dalle richieste di Annamaria Ferramosca, ribadisco che ciascuno è libero di gestire l’ordine dei versi come meglio ritiene opportuno, conservando o meno il senso dei blocchi di più versi citati. L’unica restrizione è che si mantenga l’ordine delle parole all’interno di ciascun verso, lavorando solo sulla posizione degli stessi all’interno del componimento.

Aggiornamento4 Luglio 2012

Dunque siamo giunti alla fine della prima parte del progettO “Una Poesia Lunghissima”:

  • 36 Partecipanti (la lista nella colonna a sinistra di questo post)
  • 102 poeti citati (la lista nella colonna a sinistra di questo post)
  • 220 versi (qui sotto)

Non male, direi!

Il passo successivo sarà l’estrazione a sorte di 9 dei 36 partecipanti che, come promesso, riceveranno in regalo i 9 libri di poesie messi a disposizione da tre fichissime case editriciMondadori, Fara Manni. A breve i dettagli sui (sorprendenti!) titoli.
Venerdì 6 luglio ci sarà l’estrazione a sorte che avverrà in maniera assolutamente automatica attraverso il software messo a disposizione da Random.org.
I primi 9 nomi della lista risulteranno essere i vincitori. Uno screenshot dei risultati verrà annesso a questo post: chiunque potrà scaricarlo e visionarlo. Per qualunque problema, basta scrivere una mail a redazione@poesia2punto0.com.
Ai primi 5 della lista dei vincitori andranno i libri della Mondadori; ai successivi 3 quelli di Fara e al nono nome il libro messo in palio da Manni.
I vincitori saranno contattati direttamente dalla redazione via mail. Avranno una settimana di tempo per rispondere, inviandoci i recapiti dove vorranno ricevere il libro.
Nel caso in cui non ci giunga notizia dopo una settimana, i nomi successivi al nono della lista risulteranno vincitori nel numero delle risposte non pervenute.

Ma mettiamo da parte la burocrazia!

Il secondo step del progetto prevede la “messa a punto” della poesia, dando un ordine ai versi citati, pubblicati qui sotto rispettando l’ordine di citazione e a cui sono stati aggiunti i versi dei poeti di Poesia 2.0 che appaiono in home page.
Chiunque volesse divertirsi a proporre il proprio personale ordine ai versi citati, può farlo inviando il risultato finale in formato word all’indirizzo redazione@poesia2punto0.com.
Tutte le versioni che giungeranno verranno pubblicate
all’interno del medesimo post in modalità “shuffle“. Non ci sono scadenze per l’invio delle varie versioni da parte di tutti.
Per ciascun partecipante verrà pubblicata non più di una versione.

A breve nuovi aggiornamenti!


tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno
No, non c’è posto qui per una misura
persino l’uomo, per l’uomo, gli può diventare già umano:
come avessimo avuto un senso, o guardavamo un mare
come avesse avuto un senso
E c’è da riprovare il già provato
sterminare l’amore sterminato
La molteplice natura del tempo
traveste il suo impercettibile fluire
Se la felicità sia il nostro vero
o il nostro vero la felicità
vedo un futuro, è fatto di questa
gente che proprio non ne sa niente
Il sacrificio è una
gara a eliminazione, e la sua ara,
il posto di lavoro
effimero, passato, forse scritto
anch’esso nella memoria del creato
Ti sia leggera questa terra, dixi,
provveda la chi mica chi mera
orfeo! gli dice uno, erfeo! gridando, efreo! battendogli la
faccia con i piedi, ebreo! gli dice allora: “canta!”
Non si sa chi, non si sa dove, non si sa mai
non è possibile trovarsi in cerca di se stessi sempre
Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio
Tu che dormi, ti affido la luce,
crescerà a breve fra la campagna e il noce
Sii dolce con me
Maneggiami con cura
tutto
il tondo del
mondo è qui
Ora che i piedi abitano fermi il suolo
è estenuante l’attesa del paradiso
Verrà la morte e avrà i mie occhi
ma dentro
ci troverà i tuoi
Io con la poesia vorrei fare mattoni
Nessuna cultura toglierà le mani alle mani,
la pelle ai vestiti
hai il sapore del riposo
con gli ultimi voli della notte e il brucare in silenzio
perchè tu sei con me
assorto in un tramonto spalancato
Io.Tu.Tu ed io.Noi.
Una, improvvisamente
s’alza dal letto dicendo
tu mi guardi mentre io ti guardo dentro
e se ti guardo dentro mi vedo
poche le notti d’amore, pochi i baci, poche le strade
che portano fuori di noi, poche le poesie
nere nuvole come tumori
come bianco pane di Spagna
Avrai poche cose, tra quelle cose
ci sarò io
il vero amore
non ha le nocciole
In un lago di nubi e calce accesa,
si appresta l’uomo a soppravivere
e i soffitti sempre più bassi, le rose anche
Un Dio Ragazzo, che conosce il Ma-mul, cantando
urlava maledizioni di penisole
provo una discreta soddisfazione
un povero asino legato quel pioppo che cade
ci accomuna la conta differita dei morti
Tra le fronde c’è un mistero
Alba cerulea di primavera
cerco il fango, mio unico amico
La perfezione del primo vero male
Addolcito il tumulto dei giorni
non serba confini l’amore
Le parole d’amore appartengono ai poeti,
ai pazzi, o agli dei
Pigre, le foglie spaccate dal gelo,
vestono le strade della mia infanzia
Eludendo i tuoi cento sospiri
Adesso
eccomi, sono qui per finire
nella tua fine…
labbra che si possano credere cadute
A volte pare ciò che non si sa
Magari è proprio questa la virtù
Ma di’ soltanto una parola e l’anima mia sarà salvata
Attento abitante del pianeta,
guardati! dalle parole dei Grandi
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio
e non si scioglie non si scioglie non si scioglie non si scioglie più?
Perché non si stima un uomo dal vestito
ma per quanti scalpi di tiranno s’è adoprato
ginestre
ferrose
Nel silenzio dei fiori,
in quel silenzio al centro
scatti di linfa, clorofilla, luce
spiccano ogni volta felici il volo
incontro a chi spara
chiodata sul ventre di carta
la nascita deforme dei nessi
e Dio non si sarebbe scomodato
Smettila, hai capito? di immaginarci
Nulla da aggiungere, nessun significato
Ripeto ogni mattina la lista e aspetto
che qualcuno mi dica cosa manca, e dove
La verità che non è la poesia,
ma nel verso come nel segno trova
Come quando tra i boschi alla marina
spira solenne riecheggiando il vento
animale è l’amore
ma tu segui gli spacciatori di oracoli
Prendere in mano la sorte del suo destino e integrarlo
e diventare l’agognato essere dei sogni
Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce
scostandola in silenzio
Il massacro è la mia storia, in allegoria
se ti togliamo ciò che non è tuo
non ti rimane niente
Ho freddo, ma come se non fossi io
Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
se riesci, dove finisce l’omero incomincia la mia fine
dove era il mio occhio oggi c’è mare e il cielo
Cosa dirai di me dopo che tutti i mutamenti
mi avranno riempito di difetti
I morti hanno la bocca cucita al perdono
Nell’aborigeno mio cielo
il mio cielo è tronco d’ali e reti
l’agglutinarsi di dio
dentro di te
Azzarda lo scompenso nel cammino
Veggente dalla bocca vuota e l’occhio cavo
Io volevo un amore non questa conversione della pena
tu cura il traguardo, l’ombra viva del pensiero
perché sia memoria
in ogni verbo dove girano mano
e piede s’accampa una pietra
-ché siamo tutti deboli come una promessa
di quelle che (non) mantieni in silenzio
Occorre approntare la parola per gl’inverni a venire
stringendosi addosso assoluzioni e i colpi bassi delle ghiacciate
come si scrive inventariato? Te lo dico io:
si scrive con la lista precisa dei corpi che siamo stati
soma cosa?
peso irriso
Che età avevi quando irruppe il Medo?
Scrivere per disperazione e gioia
e sperare che giovi all’eco del corpo
Abbiamo altre parole questa notte:
un corpo musicale, a vendicare il tempo passato senza fuochi
La selva automatica e squillante, l’anonimato azzurro
ma non etereo: scrupoloso
M’è ditte ca na vote ng’ere amore
e sse durmije cu re pporte aperte
La bocca è un’alba schiusa
la meraviglia è nelle cose guardate
restano, eroi, i cani randagi e le code d’uccelli
Non mi ha mai amato
(l’unica concreta, flagranza di reato)
volevo un libro chiaro per noi due:
una pagina bianca quasi pura
ma l’ape che mi ronza sopra il capo
non sa che il polline sul corpo proprio
mai nessuno che sospetti che qualcosa va fermato
Chi è necessario dice ciò che resta
e non vuole niente
Avrebbe dovuto appartenere ad altri mondi
l’inerme che è germinato in noi
La gente è uno sbaglio anche quando è lontana.
Chi manca è più nitido,
si prende la ragione
corrisponde a un’incrinatura che si allarga nel tempo ogni nascita,
ben prima del grido che ne certifica l’orrore
riproporsi costante della voglia
di dire dirsi vedi ancora vado
La merce siamo noi, siamo la merce
che può fare acquisti
Quando l’acquisto riguarda il pane, i tempi
sono prossimi alla redenzione
Caldo fu il nicchio il più caldo
che mai colsi: onde m’acclaran gli anni
L’acqua che ci ha bagnato è sudore umano
sudore umano tutte le mura che vedi
Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
era me stesso,
questo freddo che, oltre i secoli, mi parla
quel che la notte sanguina
è aurora.
Vorrei poter accarezzare i tuoi demoni,
due dita, a scivolargli sul volto
Vivere è impiccarsi a un fiore
La notte è più della morte:
è il sogno l’abisso che non si colma
Vedo dal buio 
come dal più radioso dei balconi.
t’avrei lavato i piedi
oppure mi sarei fatta altissima
E la tortura esiste. E i fiori di rosmarino esistono.
Ma nell’ombelico profondo
mia madre canta.
Còssa podaràeo mai dirghe al mar
un òn che l’à remà senpre tea pianura
Domani è la parola
Quantomeno somigli il crollo
perché sia familiare la rovina
nella casa i muri crescono 
da dentro
Non puoi vivere due esistenze, dice:
una ha sempre il sopravvento, anche se ignota
Sarò sempre un po’ meno di quello che sono,
e anzi, molto meno. Polvere. Ho perso molto
la gatta lecca nel gruppo, prepara per tutti il natale
Così ci ruberà un clamore di passi.
Ce ne andremo
Nessuna lingua umana mi darà ragione
che ne so
tu non parli, non spieghi me al me
Vorrei dare un nome al più caro
vorrei finire il verso
Non voglio fare il poeta ma amare sí, cristo!
non è detto di no quando potuto, non è detto di no neppure volendo
Forse possiedo il cammino
la prossima impronta 

 [aside]

Lista Partecipanti

alessandra
alessandra bertossi
Alessandra Pigliaru
Alessandro Raveggi
Anna Maria Ercilli
annamaria ferramosca
Antonio Fiori
Barbara B.
cristina bove
Daniele Lo Vetere
Elsa
Filippo Loro
Gerardo de Stefano
jurij
Loredana
Lorenzo Mari
manuela
Marco Simonelli
maria allo
Maria Teresa Bertolotto
mariangela
Mario
mauro
molesini
natàlia castaldi
Pasquale Cominale
pes
Pietro Pisano
Pietro Rosi
Silvia Zordan
subliminalpop
Sylvia Pallaracci
tommaso
valentina diana
vincent
Vito Corciulo

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Lista Poeti

Adriano Spatola
Alberto Masala
Alda Merini
Alessandro Assiri
Alessandro Ghignoli
Alfredo De Palchi
Amelia Rosselli
Andrea Inglese
Andrea Zanzotto
Anna Maria Farabbi
Annamaria Ferramosca
Antonella Anedda
Antonella Pizzo
Antonella Taravella
Antonio Porta
Assunta Finiguerra
Carlo Bordini
Carlo Penati
Cesare Ruffato
Claudia Ruggeri
Claudio Recalcati
Corrado Costa
Cristina Alziati
Cristina Bove
Daìta Martinez
Daniela Raimondi
Davide Cortese
Edoardo Sanguineti
Elio Grasso
Elio Pagliarani
Elisa Biagini
Enzo Campi
Erika Crosara
Ermanno Krumm
Erri De Luca
Fabiano Alborghetti
Fabio Franzín
Fabio Michieli
Fabio Pusterla
Fabrizio Pittalis
Federica Merlini
Flavio Ermini
Francesca Genti
Francesco Dalessandro
Francesco Leonetti
Francesco Marotta
Fulvio Nuvolone
Gabiela Fantato
Gabriele Frasca
Giovanna Frene
Giovanni Fontana
Giovanni Giudici
Giovanni Raboni
Giuliano Mesa
Giulio Marzaioli
Giulio Stocchi
Graziantonio Palasciano
Greta Rosso
Ida Travi
Iole Toini
Jolanda Insana
Linda Mavian
Luigi Di Ruscio
Luigi Nacci
Marco Giovenale
Maria Allo
Maria Grazia Calandrone
Maria Pia Quintavalla
Maria Teresa Cristofano
Mariangela Gualtieri
Mariella Bettarini
Mario Benedetti
Mario Luzi
Marisa Zoni
Massimo Gezzi
Michele Mari
Milo De Angelis
Narda Fattori
Natàlia Castaldi
Nerina Garofalo
P.P. Pasolini
Paolo Volponi
Patrizia Cavalli
Patrizia Valduga
Patrizia Vicinelli
Pierluigi Cappello
Renato Job
Rita Bonomo
Roberta Dapunt
Roberto Bertoldo
Roberto Roversi
Rocco Scotellaro
Sandro Sinigaglia
Sebastiano Aglieco
Silvia Bre
Silvia Molesini
Silvia Rosa
Stefano Enea Virgilio Raspini
Stefano Guglielmin
Valentino Zeichen
Valerio Magrelli
Viola Amarelli
Vivian Lamarque

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10 Comments

  • ringrazio random e voi tutti per il libro inviatomi ed al più presto sferruzzero anch’io la mia versione. un abbraccio a tutti, poeti.

  • Scusa Luigi, le mie domande saranno banali ma mi piace puntualizzare: nel riproporre la nuova versione, i versi bisogna usarli tutti vero? E la poesia dev’essere sempre una sola immagino, o se ne possono ricavare più d’una? Comunque ci provo e se riesco a combinare qualcosa di discreto penserei di inviarla a fine settembre se va bene, o forse anche un po’ più in là. Grazie per il libro, ho iniziato solo oggi a leggerlo, prima dovevo terminare la lettura di un ‘altro. Grazie.

    • Cara Maria Teresa:

      si, i versi bisogna usarli tutti e la poesia dev’essere una sola poesia. Puoi dare un’occhiata – che vedo tu hai già dato – alla prima versione proposta da Ferramosca, così da poter avere più o meno un’idea sulla presentazione.
      Non c’è nessuna fretta o scadenza per la consegna: lo spazio non verrà mai chiuso e tutte le versioni verranno accumulate nel tempo.
      Per qualunque altro dubbio, scrivimi pure e cercherò di risolvere.
      A presto
      Luigi B.

  • Luigi non vedo gli ultimi apporti con il nome degli autori, che nel 2^ post sono aggiornati solo al 29 maggio. Dopo i versi di Volponi, che sono gli ultimi pubblicati, pur riconoscendo nella lista finale i successivi, di Ruggeri e Anedda, non ricostruisco i restanti(se singoli o doppi e di quale autore)… Potresti aggiornare con gli ultimi apporti in dettaglio? mille grazie!

  • Maneggiare con cura materiale prezioso come le parole di poeti e creare un qualcosa d’ “altro”. in cui i versi trovino nuovo senso -collettivo-accostandosi a quelli di altri poeti è una cosa davvero straordinaria, originale e che mi intriga non poco. lo farò con grandissima gioia e non di certo come un gioco, ma con un certo tremore e con la cura che ciascun messaggio poetico merita.
    ciao luigi ciao tutti,
    annamaria

  • Certo, Annamaria: ognuno può seguire il proprio criterio nell’ordinare i versi della poesia lunghissima! e se il tuo e quello di altri è quello di mantenere l’unità minima di senso originale del blocco di versi citato è assolutamente possibile. Come è possibile stravolgere questa unità, separando i versi dei blocchi.
    Come scrivo anche nell’ultimo aggiornamento, l’unica cosa “vietata” è cambiare l’ordine delle parole all’interno dei versi o mescolare le parole di versi diversi.
    Buon lavoro!
    (Sono curioso di vedere cosa ne verrà fuori 🙂 )

    L.

  • Luigi, preferirei tenere insieme il doppio verso dello stesso poeta. forse per troppo rispetto del pensiero minimo (sorretto dal doppio verso) dell’autore. ma capisco anche la tua proposta. ognuno si regoli come vuole, dunque.

  • e’ importante, credo, per chi volesse aggregare il poema complessivo, avere la lista dei versi con le separazioni delle singole citazioni, magari con una riga bianca tra i vari apporti, grazie !

    • Annamaria, l’idea è quella di rendere ogni singolo verso autonomo. Volendo consistere (anche) in una esperienza del senso in poesia (e nel linguaggio), l’ideale sarebbe quello di ridurre i limiti al minimo nella fase di composizione. Il limite del blocco di massimo due versi dello step delle citazioni è stato posto per evitare che si citassero poesie intere o che il numero dei versi risultasse ingestibile nella fase del montaggio. Vediamo cosa ne viene fuori 🙂

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