Poesia Condivisa 2 N.26: Eunice Odio

Ricevimento di un amico al suo arrivo a Panama

 

Lo seguo,
lo precedo nella voce
perché ho,
come il fumo spopolato,
vocazione di acquerello.

Raccontami
come sono lì le cose di consumo:

libri,
rose,
tintinnii di rondini.

A parte tutto questo
gli domando

dei manghi geologici
che lo circondano di polpa,

e di un fiume nuovo,
senza guardarlo,

con popoli di suono
e longitudine di Arcangelo.

Dimmi ancora qualcosa del piccolo litorale
dove recentemente il giorno,
come un celeste animale bifronte,
accampò in due acquari
e si colmò di pesci.

O se lo ricevettero unanimi gli alberi
come quando elessero la prima allodola dell’anno
e il giorno della fioritura.

Riassumimi ora che tremo
benignamente
dietro ad una rondine,

ora che mi propongono pubblicamente
per nudo di farfalla

e sto come le rose
disordinando l’aria.

da “Come le rose disordinando l’aria”, Passigli Poesia (Firenze 2015), a cura di Tomaso Pieragnolo e Rosa Gallitelli

 

 

Recepción a un amigo a su llegada a Panamá

 

Lo sigo,
lo precedo en la voz,
porque tengo,
como el humo despoblado,
vocación de acuarela.

Cuénteme
cómo son ahí las cosas de consumo:

libros,
rosas,
tintineos de golondrina.

Aparte de todo eso,
le pregunto

por los mangos geológicos
bordeándolo de pulpa

y por un río nuevo,
sin mirarlo,

con pueblos de sonido
y longitud de Arcángel.

Dígame algo también sobre el pequeño litoral
donde recientemente el día,
como un celeste animal bifronte,
acampó en dos acuarios
y se llenó de peces.

O si lo recibieron unánimes los árboles,
como cuando eligieron a la primera alondra del año
y el día de florecer.

Resúmame ahora que tiemblo
benignamente
detrás de una golondrina,

ahora que me proponen públicamente
para desnudo de mariposa

y estoy como las rosas
desordenando el aire.

 

da “Obras completas I”, San José, Costa Rica: Editorial de la Universidad de Costa Rica y Editorial de la Universidad Nacional, 1996

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3 Comments

  • Ci sono versi che non si possono dimenticare. Sono come equazioni scientifiche e Il poeta sembra fare qualcosa di simile a uno scienziato:

    sto con le rose
    disordinando l’aria.

    Si possono leggere i versi precedenti, cercare di stare dentro quella farfalla e seguire la rondine, ma tutto sembra orientato a pronunciare questo verso.
    La poesia, come sa chi le scrive, è un attraversamento di mondi, un corto circuito improvviso e irrefrenabile che accende la mente in un qualsiasi momento.
    L’occasione qui è l’arrivo di un amico a Panama.
    Da dove venga lo si intuisce. Arcangelo forse, Russia probabilmente. Nella mente della poetessa c’è un susseguirsi di domande, un confabulare che non aspetta risposte, su cose che non riguardano immediatamente il mondo visibile come se lì, in cima al mondo quel disordine di cui parla sia invece ordine poetico. Così, strane creature investono quelle lontane sponde, un animale bifronte simile ad un giorno e viceversa, un frutto che avvolge di polpa la città, alberi che eleggono l’allodola dell’anno ed infine sé stessa come qualcosa di appartenente a quel mondo e quindi comprensibile se la si mette alla pari di una farfalla o la si osserva tremare benignamente dietro una rondine. Un mondo fantastico, un’aspettativa di poesia che travalica i confini dello spazio tempo e della sua interpretazione logica rimesso nelle mani altrui come se da questo volesse essere avvalorata nelle convinzioni più profonde, il suo metaforizzarsi come rosa in un mondo dominato da un ordine estraneo.
    Io penso alla Bellezza e a come si possa contrapporre in maniera rivoluzionaria\ disordinante all’ ordine della razionalità (Calcolante, tecnologica, consumistica…) che si respira in ogni angolo della terra, nella misura in cui la prima si fa veicolo di valori universali da opporre all’ annientamento di ogni cosa, proprio della società dei consumi.
    La formula che la poetessa ci consegna è sul peso che la Poesia debba avere nella società moderna. Tocca al lettore far pendere la bilancia dalla sua parte o dall’altra. Almeno così mi sembra.
    ciao Franco

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