Canto e demolizione. 8 poeti spagnoli contemporanei

La quarta uscita della Collana Poetica Internazionale di Thauma Edizioni si intitola Canto e demolizione. 8 Poeti Spagnoli Contemporanei (2013).
È un’antologia bilingue, in italiano e in spagnolo, a cura di Lorenzo Mari, Alessandro Drenaggi e Luca Salvi, che riunisce i testi di 8 autori emersi nelle ultime generazioni poetiche spagnole: José María Gómez Valero, Juan Antonio Bermúdez, Laura Casielles, Miguel Ángel García Argüez, Carmen Camacho, Pedro del Pozo, Manuel Fernando Macías y David Eloy Rodríguez.
Questa è l’introduzione, firmata dai 3 traduttori:

canto e demolizione

Canto e demolizione è la scena, vagamente ossimorica, nella quale si calano gli otto poeti spagnoli che qui presentiamo. Al ‘canto’ – che segna un ritorno tanto metafisico quanto materiale, fino agli atomi della fonetica, a una delle caratteristiche fondamentali della poiesis – si giustappone la ‘demolizione’ – demolizione sociale, ma anche del ‘canto’ stesso, che non sembra più un’opzione agevole nella poesia contemporanea.

È così che in questa antologia, visioni oniriche a occhi aperti (legittime eredi della “visión vigilante” di Antonio Machado nel Juan de Mairena) e scritture quasi automatiche si mescolano a componimenti epigrammatici (poco frequentati, per contro, nella poesia italiana contemporanea) e a una poesia che, più che ‘civile’ e ‘sociale’, è ‘poesia del pensiero’. Pensiero che non può rinunciare a situarsi nella realtà, a verificare il proprio impegno, il proprio compromiso.

Una categoria che può comprendere tutte queste voci, senza per questo essere esaustiva, potrebbe dunque essere la “poesía crítica” invocata da Ángel González nel recente saggio La poesía y sus circumstancias (2005), ovvero “l’espressione di un’attitudine morale, di un impegno rispetto agli eventi più gravi della Storia che, in qualche modo, anche noi stiamo vivendo”. Poesia critica, che però non si rifà primariamente a Ángel González né ad altri numi tutelari della poesia di Spagna, e che in certo modo si discosta fortemente anche da quel Luis García Montero che è l’ultima voce importante, in ordine di tempo, a essere stata tradotta in Italia – segnando una delle tante lacune nella conoscenza italiana della poesia in lingua straniera.

Ricostruire le genealogie letterarie di questi autori, anche molto diversi tra loro, è irrinunciabile, ma piuttosto arduo: rimandiamo questa impresa ad approfondimenti successivi. Più immediato è forse riconoscere i ‘compagni di viaggio’, per questi poeti anagraficamente compresi tra Miguel Ángel García Argüez (1969) e Laura Casielles (1986): tra le righe si leggono i nomi di poeti altrettanto poco conosciuti in Italia come Enrique Falcón, Jorge Riechmann, David Franco Monthiel o Antonio Méndez Rubio.

Di quest’ultimo scegliamo un paio di versi a epigrafe ideale di questa raccolta che, oscillando tra canto e demolizione, non tralascia di esprimere una forte attitudine critica, etica e politica: no vendrán por nosotros / y estaremos (non verranno per noi / e ci saremo).

 

Alessandro Drenaggi
Lorenzo Mari
Luca Salvi

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