Tutta la sapienza dell’umanità guardando gli uccelli volare

 

L’incoronazione degli uccelli nel giardino

Roberto Mussapi

2010, 109 p., ill., brossura

Salani

Poesia e infanzia, una sfida a cui si è voluto sottoporre l’eclettico Roberto Mussapi: poeta, drammaturgo, scrittore, attore e traduttore di classici, che adesso ci propone un poema in versi e prosa ambientato nel suo giardino. Proprio nel cuore di Milano dove tutti i pennuti si sono dati appuntamento per la riunione che si svolge ogni 100 anni per eleggere il loro re. Per conoscere l’esito delle elezioni bisognerà leggere il libro, ma la curiosità che mi ha attraversato durante tutta la lettura è: perché un poeta abituato al verso libero decide di scrivere in rima? «Perché la rima agisce subliminalmente, è ipnotica, incanta, e in un libro sapienziale serve per arrivare alla scorza».

Sapienziale? Non sarà un pò troppo?

«Sapienziale perché tratta della natura umana, delle relazioni che si stabiliscono tra la terra e il cielo. Io credo davvero che gli uccelli siano degli esseri mediatici che costringono gli uomini ad alzare gli occhi al cielo e nello stesso tempo ci ricordano che non sappiamo volare e che il nostro destino è rimanere inchiodati a terra a causa della forza di gravità. Gli uomini dovrebbero ricominciare a guardare il cielo e gli uccelli».

 

Capisco…

«Pensa che sia pazzo? In ogni caso sono in buona compagnia. Prima di me ci sono stati gli aruspici, Shelley, Keats, Coleridge e anche San Francesco».

 

Lei conferma il mio dubbio, che il suo poema non sia una lettura solo per l’infanzia.

«Diciamo che si rivolge anche a quella parte infantile che noi adulti dobbiamo conservare».

 

Lei ha appena registrato un audiolibro. Un’antologia sulla grande poesia del mondo. Può spiegarmi come va letta una poesia ad alta voce ?

«Chi la legge deve credere nel potere della voce e deve saperla usare e quindi deve avere studiato. Il professore o il lettore commosso che legge Leopardi con l’accento piemontese rende la poesia una parodia involontaria. Quando leggo Foscolo è come se scrivessi una mia poesia. Il mio compito è emozionare un altro, non comunicare la mia emozione».

 

(di Brunella SchisaIl Venerdì, 08 ottobre 2010)

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1 Comment

  • Grazie a Roberto Mussapi per questo libro. Rivolgere un testo di poesia all’infanzia (e al nocciolo dell’eterna fanciullezza che ogni adulto dovrebbe custodire e preservare) è un gesto di vero amore. I bambini sono creature speciali, la loro emotività entra facilmente in sintonia con le parole quando queste parole sono autentiche. Non dobbiamo avere nessuna remora a dedicare loro i pensieri nobili del “forte sentire”. Le poesie, specie se lette con passione da un adulto, vengono recepite dai piccoli attraverso l’impulso di un istinto fantastico ed affettivo. Le parole curiose o dotate di suoni particolari divertono e arricchiscono quella curiosità che purturoppo il lessico del consumismo, l’offerta di libri troppo semplici, cerca di impoverire. Il discorso è molto complesso e merita una crociata.
    Ancora grazie per questo canto alato…

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