L’Aria n.22: Offerta musicale

coreografia di Fabre, con i cuscini e le scale di legno: i bambini piangono, piangono e non si fermano: allora bisogna reprimerli (nella finzione, nella finzione); deve arrivare un cavaliere ridicule, l’uomo strano; il pianto deve passare in qualche modo; e tu impari che la violenza fa tutto; il Christós di Maria ne dà testimonianza, amèn.
una delicatezza io penso. Webern io penso. Webern rifà Bach, e fa paura. ai sensi non fa paura, alla mente sì. operina è una parola buffa.
considero una delicatezza, che rompe tutto; rompe i motori e i cuori, fanti e infanti, cuori e ardori. questa delicatezza è senza intelligenza: attualmente e praticamente così, sciocca (abbandonata; e ad ogni soffio chiede: chi è? sei tu quello che deve venire?). questa stessa pagina è una sua parte, perché è sciocca e delicata. le sue volontà contrastano e sono belle.
dov’è caritas & amor lì c’è il Dio, è bello. E dovunque è l’arte, lì è anche il sesso, la bestia, il corpo e il sesso teso bene, i tuoi nervi e i miei, l’abbandono, e i soldi, i soldi. anche i soldi erano parte della tua educazione civile: tu lo neghi. ora non siamo più compagni, se non per poche ore. ma per poche ore, adesso, che senso ha? nessuno. e allora lasciami: di questo ti prego. vale il FARE, va bene? E comincerò a pagare il tributo giapponese, imperiale, sacro, spirituale & corporale. non so bene che cosa significhi, ora. Ma diranno che è malinconia, una cosa del genere.

il discorso del vecchio-mondo ha 18 anni, chi scese in campo esce dal campo, l’opera è la prima cosa, dopo. E «non è bene che l’uomo sia solo»: se no è inquieto… se è solo non è fecondo… Ma la mente si è lanciata. osservo le condizioni: vigilanza, protezione; custodia, aggressione; sfondamento, sfondamento; virtù di ariete, come nella primavera – spaccare il brutto, uscire dal dolore grosso: fare il vivaio bello.
mangia, ricordati di mangiare, tieniti in vita – sopravvivere è più donna che uomo, e va bene: tu hai ma lei è, tu hai e lei è, tu hai e davvero lei è. fatti piacere questa distinzione, questa orazione dei sessi – sono diversi.

allora il Sogno può essere questa rivelazione, come viene; la meraviglia, che sconvolge; il NUOVO, che rompe l’equilibrio – dove l’Italia è umile, è umiliata; perché non è più semplice. Bisogna radunare i pensieri in una carne sola, una coscienza privata: ora cambia il gusto, e il gusto impone questo capriccio, non formale.

non eri intero, ora lo sarai.
Non ero intero, ora cambio tutto. Ed ero ingenuo, e voi mi avete vestito. tu lo sai; la tua pelle ha sempre lo stesso odore, perché è buono. ho 52 anni, sono cambiata? No. Ed ecco il nostro ubriaco – dice M.; io rispondo: tu sei un grande figlio di puttana. Non eri intero e ora lo sarai, e perfettamente. Da qui rinasci: dovrebbe essere la vita nuova. sii felice.
Elena dice: tu sei il mio fiore: sei tu la mia orchidea! e tu sei la famiglia, dice. Così mi ha spezzato il cuore, perché davvero – davvero – non spero nulla.

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