La Poesia nella Rete n.2: ‘Margo’

 

[Dopo Trasversale di Rosa Pierno, La Poesia nella Rete presenta Margo, il blog su scrittura, poesia e pensiero di Mauro Germani. Buona lettura]

 

Una tua breve presentazione …

Sono nato a Milano nel 1954 e ho esordito nella scrittura con un volume di narrativa, Racconti segreti, edito dalla Forum/Quinta Generazione del compianto Giampaolo Piccari. Successivamente mi sono dedicato alla poesia e ho fatto parte per qualche anno della redazione della rivista milanese “Schema”. Ho poi fondato la rivista di scrittura, pensiero e poesia “Margo”, che ho diretto con Federico Battistutta e Filippo Ravizza fino al 1992. Non ho mai abbandonato la narrativa e nel 2001 ho pubblicato il romanzo Il prescelto, edito da Perdisa. L’ultima mia raccolta poetica è Livorno (L’arcolaio, 2008) ed è di imminente uscita Terra estrema (L’arcolaio).

 

Anche tu hai voluto avventurarti nell’esperienza di gestire un blog. Con quali obiettivi?

Il mio blog è nato nell’ottobre 2009 con l’intento di segnalare e presentare autori classici e contemporanei per i quali la scrittura (non solo poetica) è stata/ è un’esperienza radicale, un’interrogazione incessante sulla parola e sul destino, autori che, per dirla con Jabès, hanno accettato/accettano in toto il rischio della parola, anche prima di una ramificazione in tendenze e generi letterari. Un obiettivo che mi propongo è quello di presentare autori “scomodi” e/o in parte dimenticati, da rileggere, da riscoprire. I miei interventi sono generalmente abbastanza brevi e non hanno la pretesa di essere approfondimenti critici, ma semplicemente di fornire delle suggestioni, di sottolineare alcuni aspetti dell’opera in questione e di invogliare alla lettura o alla rilettura.

 

Margo si chiama il tuo spazio. Perché?

Ho voluto riprendere il nome della rivista da me diretta tra gli anni ottanta e novanta e ricollegarmi al concetto di “margine”: margine tra parola e silenzio, tra dicibile e indicibile, tra presenza e assenza, tra noi e l’Altro. Indagare, inoltre, l’area liminare dello scrivere, mettendo in luce le innumerevoli interconnessioni possibili fra pensiero e parola poetica.

 

Tu ti occupi soprattutto di monitorare le grandi esperienze poetiche del novecento, piuttosto che di poesia recente o recentissima. Sapresti tracciare  un breve consuntivo di questa tua attività?

Fino ad oggi mi sono occupato di una cinquantina di autori, ma in realtà il numero dei contemporanei è quasi lo stesso di quello dei classici. Il mio interesse è infatti rivolto ad entrambi e la scelta degli autori è determinata unicamente dalle finalità del blog, riguardanti una particolare concezione della scrittura, quella a me più congeniale, di cui ho parlato nelle precedenti risposte. Non è mia intenzione aggiornare gli utenti sulle novità editoriali, ma di tracciare un mio percorso di lettura relativo ad esperienze letterarie, non solo legate alla poesia, per me particolarmente significative. Aggiungo un dato:  il blog ha raggiunto quasi 24.000 visite nell’arco di un anno e quattro mesi e questo mi sembra positivo.

 

Quali ti sembrano i materiali più rappresentativi che hai pubblicato fino a questo momento?

Mi sono occupato di diversi autori anche molto noti (Kafka, fra tutti, e Buzzati, Sartre, Camus) ma ritengo piuttosto interessanti alcune proposte relative a Federigo Tozzi, Celine, Caraco, Volponi, Morselli e i libri di Stefano Lanuzza. Ma credo che gli interventi più rappresentativi del blog siano quelli riguardanti Jabès, Blanchot, Benn, Celan, Bataille.

Nell’ambito più specifico della poesia direi Stanescu e Sop, autori di cui si parla pochissimo, e fra gli italiani contemporanei Livia Candiani e Stefano Raimondi. Vorrei inoltre aggiungere l’ultimo libro di Alberto Schieppati, pubblicato dopo diciotto anni di silenzio.

Il blog presenta inoltre una rubrica mensile: incontro con l’autore: un’occasione per conoscere meglio chi scrive oggi. Finora hanno partecipato Sebastiano Aglieco, Liliana Zinetti, Filippo Ravizza, Nicola Vacca, Rinaldo Caddeo, Lucetta Frisa, Marco Ercolani, Alessandra Paganardi, Federico Battistutta

 

Quali sono, a tuo avviso, gli spazi in rete che si occupano più seriamente di poesia?

Sono quelli che seguo maggiormente, vale a dire “La dimora del tempo sospeso” di Marotta “Compitu re vivi” di Aglieco, Imperfetta Ellisse” di Cerrai, “Blanc de ta nuque” di Guglielmin, “La costruzione del verso” di Gianfranco Fabbri, “Poesia 2.0”, ma sicuramente ce ne sono altri.

 

Che cosa manca, a tuo avviso, al lavoro sulla poesia in rete?

Forse una maggiore riflessione critica ed una minore autoreferenzialità da parte degli autori. Molti si limitano ad un “copia e incolla” di testi senza neppure una nota di presentazione o di commento. Penso poi che occorrerebbe più collaborazione tra gli spazi e che sarebbe utile un coinvolgimento degli editori di poesia, offrendo loro l’opportunità di presentare la loro linea editoriale in modo articolato, al di là di quanto è possibile apprendere dai loro siti.

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