Poesia Condivisa n.16: “Inadeguato all’eterno” di Ivano Mugnaini

inadeguato all'eterno mugnaini

 

Inadeguato all’eterno
Se le braccia spalancate
della ragazza nuda
avranno la pietà del miele
selvatico, se il suo sorriso
enigmatico, sconosciuto e impuro
ti darà la certezza del corpo
e del cuore, senza cercare
niente di più, ora, del battito
delle tempie e del fuoco del sudore,
avrai il dono scabro, essenziale,
di un attimo: l’istante leggero e violento
in cui ti senti vivo
seppure fragile, sporco,
inadeguato all’eterno.

*

 

Quale amnistia?
Quale amnistia? Per quali peccati mortali?
E’ cosa da poco, in fondo, la morte, banale,
veniale o giù di lì, di sicuro scontata,
garantita come una sentenza, o un elettrodomestico
Philips con controllo illimitato di qualità.
Perché tarda allora l’indulto al vizio comico
del vivere? Qualcuno lo disse “assurdo”,
questo abuso, tale misera esuberanza, ma
fu solo mirabile tautologia.

Almeno allora uno sconto di pena alla pena

dell’essere, una via di fuga, d’ingresso, d’uscita,
il lusso di un carcere aperto alla speranza
della redenzione, il crimine antico di ritrovarsi
colti clamorosamente sul fatto, nel sacco entrambe
le mani, in piena flagranza di reato, nell’atto doloso,
e recidivo, di essere ancora vivi, ancora umani.

 

*

 

C’è qualcosa di folle nell’estate

 

C’è qualcosa di folle nell’estate,
i suoni si impiccano a corde invisibili
oscillando nell’aria come occhi sbiancati
lingue spezzate in ghigni irridenti.
C’è qualcosa di falso nell’estate,
come una vela lontana bevuta
dalle labbra dell’orizzonte, come un silenzio sdraiato
in mezzo agli sghignazzi.

C’è  qualcosa di vero nell’estate,
il sangue di un’illusione
che corre verso un luogo un senso,
la sorpresa di un’onda anomala e leggera
perlata di un riflesso di speranza.

 

da Inadeguato all’eterno  di  Ivano Mugnaini, Felici Editore, San Giuliano Terme (Pi), 2008

Tutt’altro che “inadeguata all’eterno” questa  lirica di Ivano Mugnaini, sorta di prosecuzione della sua produzione narrativa, dotata della stessa non comune capacità di coniugare la forza del sentire con la competenza tecnica, in una sapiente mistura di realismo e immaginazione. E questo già emerge dal titolo, felicemente provocatorio ed inquietante che se per un verso esprime tutta la limitatezza  e l’inadeguatezza umana, se sviscerato si muove entro due poli opposti: il contrasto tra l’umano, il finito e l’universale, l’eterno. Tra l’autore e la sua poesia. A metà strada tra questi due estremi, la lotta contro la ferita del vivere. Perché l’uomo, pur se fragile, a detta dell’autore, sporco, imperfetto, ignaro, inadeguato, è vivo, è un misero ma “pulsante microcosmo”, con il coraggio di sfidarlo, l’eterno, “il vizio comico del vivere”, facendosi cogliere nell’atto recidivo di essere ancora vivo e umano (Quale amnistia?). 

Dichiaro di voler leggere eventuali successive raccolte pubblicate dall’autore per seguirne la futura scrittura, riferendone in questa rubrica.

Pisa,13.03.2013

Valeria Serofilli

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20 Comments

  • Avevo messo in evidenza, caro Ivano, il tuo messaggio, in attesa di potermi soffermare su questi tuoi versi…beh, non ho l’autorità per poter sentenziare che ingloberanno l’eterno, ma per quel che mi riguarda, resisteranno in me per la loro luce accesa di vita, per i ritmi che col loro moto la seguono e l’abbracciano, per la voce che fanno sentire e che l’ha pronunciata. Grazie!
    Adam

  • Con un po’ di ritardo dovuto a ragioni tecniche, diamo qui ai lettori il preavviso che il 23 luglio sarà on line l’e-book di Ivano Mugnaini, curato dalla redazione di Poesia Condivisa e realizzato da La Recherche, con introduzione di Valeria Serofilli.

    Auguri ancora all’autore per la bella silloge che comprende anche degli inediti,

    e a tutti coloro che ci seguono per una estate di relax e densa di letture.

    Annamaria Ferramosca

  • Preavviso a tutti gli entusiasti lettori di questi testi-assaggio di Ivano Mugnaini:
    ai primi di luglio sarà realizzato, come per altri autori presentati in questa rubrica, l’e-book di Poesia Condivisa-la Recherche per Ivano Mugnaini, con una selezione più ampia di poesie dai suoi libri editi. Auguriamo all’autore di veder sempre più dilatato l’apprezzamento della sua scrittura poetica che speriamo continui a fluire accanto a quella in prosa. un saluto a tutti voi lettori da me e dalla redazione, con l’invito a presentare i propri poeti viventi preferiti (leggete il regolamento)
    A.F.

  • C’è tutto in queste tre poesie… L’amore terreno e la sua fragilità, il suo essere desiderio di comunione completa e il sentirsi inadeguati a questo appello. C’è la ricerca del senso dell’esistenza le domande necessarie e inquietanti sul significato del nostro essere qui e del come esserci. C’è il dubbio, il senso di precarietà che ogni esistenza porta dentro di sé, ma per fortuna c’è anche la speranza. E credo che i poeti scrivano perché in fondo al loro cuore la speranza è ben radicata anche se ha bisogno di rinnovarsi, di pronunciare ogni giorno una nuova professione di fede e quale migliori parole se non quelle della poesia? Grazie a Ivano per averle scritte e a Valeria per avercele proposte. Un caro saluto, Lucianna Argentino

  • Mi accorgo di avere pasticciato con l’account: il commento anonimo è di Patrizia Sardisco, ancora troppo impacciata con l’universo web (e non solo)
    cordialmente.

  • Appeso ai due “se” e a quel “senza” del settimo verso che ne suppone/introduce un terzo, il baratto dell’esistenza: l’accettazione dei confini, per cui le braccia spalancate sembrano la linea di un orizzonte di possibilità, che contiene la capacità di compromettersi, di schierarsi (lo sporco), in cambio di un’esperienza autentica della propria potenzialità relazionale, costantemente scissa e ricomposta tra corporeità e spiritualità, come sapientemente messo in luce dal salto tra “corpo” e “cuore”, posizionati in due versi differenti.
    Grazie all’autore per questi splendidi versi capaci di riconciliare con se stessi, e grazie per questa stimolante rubrica, scoperta casualmente.

  • Leggo commenti autorevoli che rinforzano la nostra decisione di premiare questa proposta. Ricordo che lo scopo della rubrica è quello di stimolare la lettura del libro/libri dell’autore presentato, per averne una più ampia visione. Sarebbe molto di conforto a noi che ci spendiamo per questa divulgazione e di sicuro ancor più all’autore, leggere nei commenti anche questo intento. buona lettura di poesia a tutti.

    A.F.

  • Il tuo commento, Antonella, dettagliato, attento, sentito, mi ha fatto molto piacere. Mi è gradito anche il riferimento al mio altro grande amore, la narrativa. Un caro saluto, im

  • Viene spontanea la curiosità, nell’accostarsi alla poetica di un narratore di alto livello e il confronto, che ne conferma le doti, permette di capire di trovarsi dinanzi a un Artista.
    Parlando, poi, delle mie preferenze, posso dire che ho amato, nell’ordine, la prima, la terza e la seconda lirica. Credo che questa mia propensione derivi sostanzialmente dalla mia formazione, più letteraria che filosofica.
    Tutte mi hanno emozionato per le immagini vive, reali e spesso geniali, la compattezza del pensiero (grazie anche all’uso degli enjambements), l’espressione del sentimento di precarietà – che è proprio di ogni essere umano – l’evocazione di sensazioni, dimenticate ogni volta (che si rammentano alla lettura, come in un déjà-vu), l’originalità della filosofia riguardo alla vita.
    Grazie per averle proposte.
    Antonella Santoro

  • Ti ringrazio, Annalisa: il tuo commento, oltre che molto gradito, è davvero poetico, nel senso più ampio e prezioso del termine. Ti ringrazio per avere partecipato e condiviso. Sì, mi piace il miele selvatico. im

  • Nessuno sconto per un poeta alla pena dell’essere. La poesia si percepisce anche nella prosa di Ivano, ne attraversa le pagine oscillando continuamente tra un mondo concreto ed un altro evanescente, surreale, come nel suo recente libro di racconti “La geometria della vita” (Greco&Greco, 2011). Ma in queste altalene si stagliano nitidi gli attimi “l’istante leggero e violento/ in cui ti senti vivo […] seppure inadeguato all’eterno”. E chi mai potrebbe sentirsi adeguato! Questa consapevolezza, caro Ivano, è un magnifico dono, sono attimi di luce che permettono di indovinare, se non proprio scorgere, il misterioso ponte che unisce finito a infinito. Non a tutti concessi.
    Un caro abbraccio,
    Annalisa

    dimenticavo…
    vedo che apprezzi il miele selvatico!

  • Ringrazio innanzitutto Valeria Serofilli per aver pensato di proporre i miei libri per l’iniziativa Poesia Condivisa. Sono molto lieto delle letture della Redazione e per i commenti, davvero amichevoli, partecipi, ricchi di reale e graditissima partecipazione. Un caro saluto e a presto rileggerci, im

  • Che dire di più di quanto è già stato detto? Forse che c’è bisogno di questa poesia.

    Maria Zimotti

  • Conoscevo e stimavo da tempo la narrativa di Mugnaini. Una narrativa vivida, immaginifica, in cui la realtà accoglie il sogno e l’assurdo quale proprio necessario complemento. Proprio nei giorni scorsi, con felice premonizione, mi scoprii a domandarmi tra me e me se avrei mai letto qualcosa di suo in poesia. E la sorpresa è stata altrettanto felice. I pensieri di questo autore hanno corpo e carne; il verso, con i suoi vincoli tradizionali e accettati (ho notato che parecchi versi sono ipermetri di versi tradizionali, come endecasillabi o settenari), dà loro forma. Spero di trovare presto il libro e di leggerlo per intero. Complimenti vivissimi! Alessandra Paganardi.

  • Accogliamo con gioia questa proposta che dilata la poesia di Ivano Mugnaini, poeta e narratore che conosciamo come persona schiva e sempre distante da ogni tentazione di presenzialismo. La redazione ha apprezzato la chiarissima introduzione di Valeria Serofilli, che in poche sapienti righe delinea i fuochi centrali di questa scrittura. Eppure già solo da questi tre testi si intuisce l’assenza di confini di questa poesia, che appare aprirsi-offrirsi a una meditazione larga sulla nostra finitudine e sulle tante soluzioni -illusorie- per contrastarla. Lasciamo dunque questi versi al piacere e all’elaborazione di chi vorrà leggerli e darcene il proprio riflesso. (Si tratta di testi che nel 2008 meritarono il Premio Orfici-Dino Campana, di cui questa pubblicazione è testimonianza, ma che in seguito, come ci conferma Serofilli, da questo libro sono poi confluiti nel volume” Il tempo salvato”, Blu di Prussia Editrice, 2010, con prefazione di Luigi Fontanella).
    Alla presentatrice e al poeta, come sempre, l’invito all’incontro – scambio qui, con chiunque volesse accendere pensieri e luci.

    Annamaria Ferramosca

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