Poesia Condivisa 2 N. 45: EMILIO VILLA

Le parole

Una stagionaccia di tumescenti avvoltoi,
svignate le mogli per mancanza di cibarie di scandali di orgasmi
e d’altre storie, toccherà dimenticare con indifferenza, e con sentita
espressione, i campi spremuti dagli amici intimi, i terreni
recinti, i verdi trapezi con i lampi pomeridiani, i tiepidi
screzi della primavera nazionale dietro i terrapieni, e le fontane
occulte del sapere grano a grano le similitudini dei fiori
dei venti dei trafeli nei luoghi non segnati, e le settimane
che nei chiasmi risorge la carne unanime-inanime nei chiasmi

e massacrare il gallo forbito tra i brughi lombardi
il gesto che trafughi alla notte il sangue fresco gli alberi e le alte
quote degli astri vanitosi, e la polare che valica i sentieri
delle ascisse, e risospingere proprio così

contro i drastici orizzonti frantumati dai tamburi i candidi fantasmi
e sfogliare le direzioni ortogonali e nelle vuote
sfere annusare le ferraglie tra le rose paniche e il sentore
di rugiada dai poderi avversi e il crudo
raziocinio delle millesime angolature divelte nel guizzo delle trote,
le cuspidi sonore degli shrapnell e il cielo nudo

lento delle azalee,
vero che tu vedevi nel liquore dell’atlantico con gli occhi
della vita intera, e concepivi le termiche metafore
e le ipotesi grandi ottemperare alle medesime
cause influenti delle maree, e delle volte
climatiche che accadono nello sperma degli squali bianchi?

quindi in un impeto unanime bevemmo in coro
gli insiemi, e uno per uno il soffio amato della sola inquietudine
che rapinava l’ombra e decimava i fatui
semi delle consuetudini verbali, i risplendenti
rameggi dell’uranio e il vero ulivo
d’oro nella più cheta tenebra del quarzo, e il fiume

vivo delle arterie che risale il lume-lavoro degli scheletri.

 

da E ma dopo, Argo (Roma, 1950), in L’opera poetica di Emilio Villa, a cura di Cecilia Bello Minciacchi, postfazione di Aldo Tagliaferri, L’orma Editore, collana fuoriformato (Roma, 2014)

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9 Comments

  • NNN RIESCO A LEVARMI MA STI CAZZI NN CI TORNO é UGUALE… STO LEGGENDO pAGNANELLI, VI PERDONO TUTTI PAVESE CHE TUTTI MI PERDONINO L’AMORE AI TEMPI DELL’ANNO CHE CLAUDIO LOLLI C’HA LASCIATO PASSO E CHIUDO

  • PER ANNAMARIA FERRAMOSCA; GENTILE, DOPO 12 ORE DI MECDONALD’S RISPONDO PER UN ATTO DI PURA CORTESIA E NN é GRADITA UNA RISPOSTA PERCHé ORA MI CANCELLO; QUESTE SUE TEORIE DI FARE L’AMORE NN FARE LA GUERRA LE VADA A RACCONTARE A VALERIO MAGRELLI A FLAVIO ERMINI A NICOLA CROCETTI LA LISTA é LUNGA GENTAGLIA INCONTRATA LUNGO LA STRADA A DI NORD DI PAN ALLA BENN – COME BORGES IO CREDO PIù IN QUEL CHE HO LETTO CHE IN QUELLO CHE ABBIA SCRITTO – VALORI DI EPICHE SCISSIONI ALLA HEIDEGGER APPARTENGONO A UN MOTO PER LUOGO DIRETTO, DIRETTO NEL FORUM CIOé UNA PERSONA CHE MI DICE CHE DI VILLA NON SI CAPISCE NULLA é PIù VOLGARE DI ME CHE CONFERMO QUESTA DI POESIA NN CI CAPISCE UN CAZZO DA QUI AL ROTOCALCO DIREBBE LA CAMPO IL PASSO é D’ADDIO. é FINITA ADESSO MI SPARO MA LEI NN CENTRA NULLA.
    SOLO CARIFI CHE M’HA FATTO LA PREFAZIONE AL LIBRO DI VERSI CHE STO X PUBBLICARE NN MI HA TRADITO COME IL MIO EDITORE DI CUI NN POSSO FARE I L NOME L’UNICO IN ITALIA CHE PUBBLICA POESIE SENZA FARSI PAGARE ANZI. CONFERMO HO CHIUSO LE BOZZE AI POSTERI IL SEGNO. E CONCLUDO CON CIORAN DA SOMMARIO DI DECOMPOSIZIONE ASSURDO TRADOTTO DA CELAN: VORREI RINASCERE UN VEGETALE CHE VEGLIA UN ESCREMENTO.
    CIAO ALLA DE GREGORI ‘CIAO CIAO ETC…’ PURE LUI HA FALLITO
    X QUANTO MI RIGUARDA SOLO ALBERT CARACO CI RITRAE.
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  • Per Giorgio Stella: nel mio intervento vi è chiarissima la difesa di ogni forma e linguaggio poetico, e pure di ogni legittima libera lettura, che certamente rispecchia il grado di sensibilità e cultura poetica di ognuno. Qui il confronto, sempre liberissimo, deve essere pacato e civile nel linguaggio e nei toni. La ringrazio comunque dell’intervento e dei riferimenti e le auguro di continuare il suo -di sicuro notevole e necessario – lavoro di approfondimento e diffusione dell’opera di Emilio Villa. Mi avverta per cortesia quando lo avrà pubblicato, grazie.

  • anzi poi e passo & chiudo davvero: ; siccome mi invita a una ‘analisi’ comparata post-logica si legga lei di Lotman ‘la struttura del testo poetico’ ma a chi sto scrivendo? ora corro a friggere patatine fritte
    addio a tutti
    g.

  • gentile ferramosca sto andando a lavorare guardi l’ora esarò breve adesso la leggo: io nn accetto consigli ‘sterili’ suoi avrebbe solamente dovuto darmi ragione. io con un amico troppe erano le citazioni ebraiche con l’aiuto di una traduttrice stiamo curando una genesi inedita di villa… do le dimissioni per protesta da questo sito e lei dirà chi se ne frega.
    ciao ciao.
    g s

  • Non entro in una sterile polemica sulla definizione di poesia e sul sottrarsi della poesia ad una comprensibilità a livello logico, su cui si sono spesi centinaia di critici e studiosi. Di fruizione cognitiva immediata o solo evocativa della poesia si è parlato tantissimo e a lungo, fin dall’analisi della poesia dei simbolisti e poi di quella delle numerose avanguardie del novecento che ancora continuano a sperimentare le più varie soluzioni di forma e linguaggio. Chi voglia approfondire non ha che da andare in biblioteca e leggere qualche volume di critica letteraria e semiotica del linguaggio.
    In questa rubrica si offrono esempi di poesia contemporanea di autori italiani e stranieri già abbastanza studiati e antologizzati, anche se non molto noti e/o da riscoprire. I testi sono presentati senza filtri critici, nella loro nudità, proprio per offrirli alla libera fruizione di chi legge, e ogni lettore è libero di esprimere le proprie sensazioni e idee in modo civile. In quanto curatrice della rubrica, non sono tenuta a fare esegesi critica dei testi proposti.

    Di Emilio Villa, oltre alla meritoria raccolta de L’orma editore, vorrei segnalare la sua traduzione dell’Odissea e i saggi su L’arte dell’uomo primordiale, e il volume Attributi dell’arte odierna. Per chi volesse studiare la sua opera, il fondo più cospicuo di materiali è conservato presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

  • rosalba, tu nn é che nn caisci la poesia tu nn e appartieni e sicuramente ne scrivi. ma come davvero ti permetti solo parlare tipo abbaiare e nn vado altro. Villa é dio nonostante dio.

  • Se questa è poesia,preferisco le filastrocche.Incomprensibile!Solo per eletti?Ma non si dice poesia=sentimenti da condividere?Annamaria,chiediti o chiedi quanti hanno capito il senso di questo guazzabuglio di parole e lo hanno condiviso.naturalmente mi riferisco alla numero 45 ,quella di E Villa.

  • Villa maestro della Patrizia Vicinelli Villa operaio nell’officina Tam-Tam Spatola Villa che butta su sassi al Tevere i versi messaggio nella bottiglia Maldestam/Celan Villa lui scultore della parola cuneiforne che muore senza parole., solo, nel silenzio di un ospedale Villa per omaggiare l ‘inserzionista del/”IL VERSANTE VERO”
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