TIGRE CONTRO GRAMMOFONO, SERIE 3 FOLLOW THE LIEDER, 3

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Ezra Pound ha scritto che una volta stabilite le dimensioni del dollaro, dello scudo, o della lira che sia, toccherà al Governo curare la stampa dei biglietti e provvedere affinché vadano in mano agli aventi diritto. Aventi diritto sono tutte le persone non dedite alla delinquenza, e ai sensi di questo opuscolo la delinquenza comprende le frodi commesse a danno altrui per mezzo della camorra monetaria. Negli Stati Uniti e in Inghilterra il volume del denaro è insufficiente (al momento di scrivere: 1939). Non circola in mezzo alla popolazione un numero sufficiente di biglietti per permettere l’acquisto di quanto ad essa occorre – e ciò nonostante il fatto che le merci si trovano nei magazzini o marciscono sui moli dei porti. Quando una nazione non ha o non può ottenere la quantità di derrate occorrente al suo popolo, è una nazione povera. Quando quelle derrate esistono e il popolo non può procurarsele con il lavoro onesto, lo Stato è marcio, e non bastano le parole per dire quanto è marcio. Ma quando un banchiere o un professore vi afferma che un paese non può fare questo o quello perché manca il denaro, afferma una menzogna vile e stupida quanto sarebbe dire che non si possono costruire le strade perché mancano i chilometri. (La frase non è mia, ma è troppo bella perché non sia messa in circolazione)1. Nel movimento conclusivo del Libro di Giobbe si legge che quando Jhwh terminò di parlare a Giobbe, aggiunse nei confronti di Elifaz di Teman: La mia ira si è accesa contro di te e i tuoi due amici perché non avete parlato di me con fondamento come il mio servo Giobbe. Perciò, prendete sette torelli e sette montoni e recatevi dal mio servo Giobbe per offrirli in olocausto per voi. Il mio servo Giobbe intercederà per voi. […] Dopo che Giobbe ebbe interceduto per i suoi amici, Jhwh cambiò la sua sorte: anzi, Jhwh raddoppiò tutti i beni di Giobbe. Vennero allora a visitarlo i suoi fratelli, le sue sorelle, e gli antichi conoscenti, banchettarono con lui a casa sua, lo compassionarono e lo consolarono di tutto il dolore mandatogli da Jhwh e ciascuno gli regalò una somma di denaro e un anello d’oro2. Analogamente, Moshe Flinker ha scritto che improvvisamente mi sono venute in mente le parole che Dio disse ad Abramo: “Le iniquità degli amoriti non sono ancora giunte a compimento”. Ho pensato che forse questo vale anche per noi. […] Quando crescono le difficoltà, nel mio cuore cresce anche la fiducia che la salvezza è vicina. […] Mio padre mi ha detto di avere incontrato spesso uomini ai quali sono stati portati via mogli e figli, e che ora sono soli; oppure, all’opposto, donne alle quali sono stati strappati i mariti. Spesso mi sono detto che se io mi trovassi in una posizione del genere mi suiciderei oppure mi consegnerei ai tedeschi, in modo da ritrovarmi assieme alla mia famiglia. Ma sicuramente il Signore sa che cosa sta facendo3. Erving Goffman ha scritto che la recluta entra nell’istituzione con un concetto di , reso possibile dall’insieme dei solidi ordinamenti sociali su cui fonda il suo mondo familiare. Ma, non appena entrata, viene immediatamente privata del sostegno che un tal tipo di ordinamenti gli offriva. Secondo il linguaggio preciso di alcune delle nostre più vecchie istituzioni totali, la recluta è sottoposta ad una serie di umiliazioni, degradazioni e profanazioni del . […] Hanno inizio così alcuni cambiamenti radicali nella sua carriera morale, carriera determinata dal progressivo mutare il tipo di credenze che l’individuo ha su di sé e su coloro che gli sono vicini. […] Quantunque alcuni ruoli possano essere ricostruiti dall’internato se e quando egli faccia ritorno al mondo, è chiaro che altre perdite risultano irreversibili e come tali possono venire dolorosamente esperite. Può non essere possibile rifarsi – ad una fase più tarda della vita – del tempo che non si è potuto spendere nel coltivarsi, nel far carriera, nel far la corte a qualcuno, nell’educare i propri figli4. L’esperimento consiste nella sostituzione delle pareti della cella con le pareti della scatola cranica. Amelia Rosselli ha scritto che più tardi presi ad osservare il mutare di questo delirio o rullo nel mio pensiero a seconda della situazione che il mio cervello affrontava ad ogni cantonata della vita, ad ogni spostamento spaziale o temporale della mia quotidiana pratica esperienza. Notavo strani addensamenti nella ritmicità del mio pensiero, strani arresti, strane coagulazioni e cambi di tempi, strani intervalli di riposo o assenza di azione. […] Tentai osservare ogni materialità esterna con la più completa minuziosità possibile entro un immediato lasso di tempo e di spazio sperimentale. Ad ogni spostamento del mio corpo aggiungevo tentando, un completo «quadro» dell’esistenza circondantemi; la mente doveva assimilare l’intero significato del quadro entro il tempo in cui essa vi permaneva, e fondervi la sua propria dinamicità interiore5.


  1. Ezra Pound, ABC dell’economia, Bollati Boringhieri, 1994
  2. Il Libro di Giobbe, 42, 7-11, BUR, 2002, (traduzione di Gianfranco Ravasi)
  3. Moshe Flinker, Diario profetico (1942-1943). Riflessioni di un giovane ebreo nell’Europa nazista, Città Nuova Editrice, 1993, p. 71 e p. 73
  4. Erving Goffman, Asylums, Edizioni di comunità, 2001, pp. 44-46
  5. Amelia Rosselli, Spazi metrici , in Le poesie, Garzanti, 2004, p. 339
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