Solo se prendi il treno t’accorgi. Su “Italian day” di Carmine De Falco

italian day carmine de falco (250x350)Questo poema di Carmine De Falco conferma l’originalità di una voce che descrive la realtà dal suo interno, da una posizione di forzata appartenenza, trasversale eppure mai giudicante.

Fin dai primi versi il lettore viene trascinato in un vortice che lo stordisce, turbinando alla stessa velocità della nostra realtà di tutti i giorni, che ingloba input , suggestioni e stimoli di natura differente, composita oppure opposta. Nello stesso vortice sembra essere trascinato il poeta stesso, partecipe del fluire caleidoscopico di immagini, eventi, volti, che si stagliano all’improvviso nel flusso inarrestabile del discorso, vengono colti nella loro immediatezza e resi nel loro stesso succedersi. Il risultato è una naturalezza spesso spiazzante come è il dipanansi di un discorso nel parlato, che non sempre tiene conto di nessi logici e cronologici, ma riproduce il concretizzarsi in parola dei pensieri nel loro farsi e darsi. Ne risulta l’impressione di un discorso in fieri, che tiene costantemente desta l’attenzione, mediante l’uso di una lingua che riflette sulla realtà cui aderisce, impossessandosi delle contaminazioni che la abitano. Linguaggio informatico e gergale, poetico e architettonico, giovanile e quotidiano si fondono creando uno scenario prismatico, una sorta di ipertesto. Linkami l’immagine era il titolo della prima silloge edita di De Falco, vincitrice del concorso Pubblica con noi della casa editrice Fara. Fedele all’imperativo delle origini, De Falco prosegue nella sua ricerca di nessi e connessioni, presentando immagini che si susseguono e accavallano, legandosi le une alle altre in un tessuto che ci si cuce addosso come una seconda pelle, che riconosciamo, avvertiamo familiare e al contempo estraneo, come spesso è della realtà di tutti i giorni. Italian Day è un discorso che pare potersi riverberare e ampliare all’infinito con sempre nuovi link, a sempre nuovi squarci sulla realtà. Ogni singola immagine è connessa alle altre che formato il tessuto all’apparenza casuale delle connessioni, e ogni immagine si staglia nel flusso in forma a se stante e rimanda a una serie composita di altre infinite possibili immagini presenti nel nostro immaginario. Così oscilliamo, incerti se seguire il ritmo trascinante del verso, lasciandocene sommergere, oppure ciccare sul link che ci si materializza nella mente, facendoci scegliere un percorso alternativo.

La giornata di De Falco è la giornata di ognuno di noi, talmente bombardati e da stimoli di natura differente che “solo se prendi il treno t’accorgi / che l’Italia è fatta ancora / soprattutto d’alberi. “

E De Falco questa Italia la ama e la odia al contempo, la ricerca e la respinge, senza tuttavia mai potere, né volere sottrarsi al suo scenario.

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