Poem Shot – Vol.1

Sono qui raccolte in un unico file (e lievemente riviste, per adattarle al nuovo medium) le quindici analisi testuali fatte finora (da dicembre 2012 a giugno 2013) su poeti italiani – sia contemporanei più o meno noti che classici moderni, come precisa scelta anti-storicistica – nella rubrica Poem Shot. Un secondo fascicolo, con le analisi di quindici stranieri, seguirà nei prossimi mesi, con mie nuove traduzioni in italiano, stavolta non più di servizio.

Non c’è, in questo mio raccogliere queste prime quindici analisi, una volontà di “pre-canonizzazione”, sia essa rivolta ad alcuni degli autori o a me stesso in quanto critico militante. C’è invece una volontà di ordine e chiarezza, e di ridare ai Poem Shot il loro spazio naturale – la carta, dato che tutte sono nate in un file word e destinate solo in un secondo momento a diventare post in un sito, necessariamente più corrivi.

Inoltre, mi è sembrato giusto e interessante inserire anche le considerazioni di Lorenzo Carlucci sulla mia analisi, ovviamente con il suo consenso. Questa modalità un po’ diversa consente di valutare la vicinanza o lo scarto tra chi è comunque “esterno” (il critico) e chi è “interno” (l’autore di una data poesia) e offrire spunti ulteriori.

Se non sbaglio, fu Pound a sostenere che a studiare approfonditamente la scrittura di alcuni testi esemplari si impara assai di più che nel leggerne molti. Non sta a me valutare se Pound abbia avuto torto o ragione, perché non è questo il punto: dico soltanto che questa ricetta ha funzionato – sta funzionando – per me, sia perché si confanno a un mio modo naturale di fruire la poesia (analitico, diluito nel tempo, fatto di ritorni), sia perché i Poem Shot rappresentano, almeno in seconda battuta, un’occasione per confrontarmi (da autore anche di versi) con una piccola frazione di quanto di meglio, secondo il mio senso critico, si sta facendo o si è fatto in poesia in questi ultimi tempi.

A latere, spero ovviamente che queste analisi siano d’incoraggiamento per altri critici, perché possano riscoprire il piacere di misurarsi sui testi anziché sulle questioni capitali senza prima passare per l’importanza della lettera; e ai lettori, perché da essi derivino alcuni spunti da integrare, preferibilmente a posteriori, dalla lettura il più possibile “vergine” del testo poetico.

Infine, da questo fascicolo ho sviluppato una sorta di tavola, o mappatura, stilistica: questa non è inserita nel fascicolo per non appesantirlo, ma sarà disponibile a breve su Poesia 2.0 e sul mio blog personale.

Buona lettura, o rilettura, insomma.

Davide Castiglione, 5 settembre 2013

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