Le voci degli altri n. -1

le voci degli altri -1

che poi è un po’ come la poesia di Majorino che dopo 50 anni uno sta lì a chiedersi, ma questo è un neorealista in ritardo o un avanguardista di postura

poi piano piano si ripone perché capisci che nella vita si vive anche di altro

erano circa le 4 e 56 sapevo perfettamente che avresti usato le tue labbra contro di me

ma avevo già pubblicato troppo e assaggiavo birra così scura che mi impediva di cercarmi un lavoro

dove ero prima del guasto mi sembra una cronaca del dopobomba ma non quella di Bonvi quella di Dick

dove la speranza era scavare e tanta terra da non saper che cazzo fare

prima del molare che poi hai l’alito che puzza e mica ci puoi stare a menare il torrone con le adozioni a distanza

save the children e tutte quello robe lì

ma tutta fammi più buona la vita risparmiami gli editoriali di apertura che stasera gioca l’inter

e io lo devo ancora imparare come si fa a perdere così svelti i posti a sedere i parcheggi nel cortile…

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Qui non s’è felici manco s’è Natale.

Tra i denti c’hai un buco che ci passa un treno
ci credo che non ridi nemmeno per errore.

Ma dove cazzo vai come un rincoglionito
con questo pugno alzato che stringe quattro mosche?

Dire cose belle non toglie l’alitosi
e abbassa questo braccio che ti sudano le ascelle.

Co’ ‘st’ occhi bitumati vedi il mondo solo a rate
per forza che poi il danno ti sembra sempre piccolo.

Domani è la parola, sempre che ci arrivi
contaminare i corpi è la rivoluzione.

Gli abbracci inibiti dalla puzza della pelle
è solo il risultato degli sconti sul sapone.

Se vieni più vicino prima che qui crolli
il rischio è che al cadere poi si gridi insieme.

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