tigre contro grammofono [p-operette morali] n.11

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Il cassone rosso del camion della raccolta dei rifiuti nonostante il rivoluzionario sistema di assorbimento e distribuzione dell’impatto con scocche antiintrusione ad alta resistenza montate su un telaio con rinforzi ad anello è completamente squarciato lungo il versante destro. Lungo le labbra dello strappo la lamiera ha perso il velo di vernice rossa e si manifesta in tutto il suo grigiore ferroso en pendant con l’asfalto ravvivato dai liquami fuoriusciti dai sacchi della spazzatura malsigillati o forati durante la frana procurata come da procedura dalle braccia di carico voltacassonetti munite di un sistema di pesatura dinamico che permette un livello di affidabilità mai raggiunto prima grazie ai sensori di carico connessi ai pistoni idraulici di sollevamento. La breccia nel frattempo ha sputato fuori tutto il necessario e sufficiente per il trattamento dei dati personali di un individuo medio: i giocattoli dei figli che sono cresciuti le foto della gita sulla neve da giovani le racchette da tennis con le corde rotte i vestiti che vanno stretti i vestiti che vanno larghi i libri di testo delle medie il filmino del matrimonio perché la new entry non vuole concorrenti nemmeno virtualmente retroattivi i fuseaux fucsia elasticizzati le riviste pornografiche le riviste di cucina macrobiotica il ciclo di lezioni di aerobica in formato vhs fatta esclusione per la lezione ottava i fucili da caccia gli avanzi delle polpette corrette con la stricnina le ciotole i diari segreti il collare le manette la metà scarsa della gondola in vetro soffiato i dischi in vinile con le impronte di denti sui bordi la kitana in finto acciaio giapponese il porto d’armi falso la chitarra classica andalusa con la cassa armonica sfondata il costume da pierrot che ha concluso il giro dei cugini il peluche del panda gigante in scala 1:2 i quattro di dodici elementi superstiti ma troppo sbeccati del servizio di maioliche i biglietti del tram obliterati le dispense del corso illustrato di joga illeggibile dopo l’allagamento del garage il programma ciclostilato del cineforum all’aperto di tre estati fa il chiloom in ceramica istoriato con i miti maya la mazza da baseball autografata industrialmente da babe ruth il melo bonsai rinsecchito l’album delle foto delle figlie in dolce attesa che se ne sono andate di casa sbattendo la porta. Il taxi è conficcato nel cassone rosso del camion della raccolta rifiuti come un taxi conficcato nel cassone rosso del camion della raccolta rifiuti. L’abitacolo progettato per trasferire i carichi dovuti all’impatto frontale con una deformazione irrisoria grazie all’innovativo disegno del cofano motore e al paraurti rinforzato e alle traverse d’acciaio ultraresistente situate sotto il parabrezza è irriconoscibile per quanto si è accartocciato. Il vento irrobustito fa rotolare i sacchetti della spazzatura lungo il viale facendoli progressivamente sfaldare fino all’esaurimento di tutte le interiora. Irradiati dalla luce blu delle ambulanze i frammenti dei fanali anteriori esplosi nell’urto rifulgono come minuscole stelle tremolanti in una serena notte d’agosto complici i liquami sparsi a terra che ne valorizzano la già preesistente brillantezza. Le eleganti e discrete cesoie idrauliche dei vigili del fuoco fanno del loro meglio per tagliare le lamiere ma non bastano ed ecco quindi subentrare le scintillanti e caciarone mototroncatrici a scoppio che dal tetto scendono alle portiere tranciando frettolosamente tutto ciò che incontrano nel loro cammino ma spetta ai divaricatori oleodinamici lo scomodo compito di mostrare come stanno veramente le cose. Entrambi gli airbags sono turgidi di gas e il parabrezza c’è ancora tutto ma in ordine sparso sul cruscotto e sui tappetini e sui sedili e la cintura di sicurezza del conducente è sradicata alla base. Il lettore cd munito di navigatore satellitare con display a colori ha tutte le credenziali per potersi dire fuori uso tuttavia se non ci si fissa troppo sull’odore del sangue mischiato all’odore della benzina mischiato all’odore dell’immondizia mischiato all’odore di copertoni bagnati si può udire come un sommesso mormorìo il valzer dei fiori. Se si vuole trovare il conducente lo si deve cercare nel cuore del cassone rosso del camion della raccolta rifiuti mentre se si vuole cercare il passeggero ammesso che non se ne ignori l’esistenza fino al rinvenimento della sua valigia nel bagagliaio lo si deve cercare sotto le lamiere posteriori e poi sotto i sedili, in fondo in fondo.

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