Casi letterari: Bagnoli, i frammenti grotteschi della Commedia Umana

di Nicola Vacca

bagnoli casa di vetro desio

Kundera, in un saggio sull’arte del romanzo, sostiene che i tempi moderni hanno fatto dell’uomo, dell’individuo, di un io pensante, il fondamento di ogni cosa. Da questa nuova concezione  del mondo nasce anche  la nuova concezione dell’opera d’arte, la quale diventa  espressione originale di un individuo unico.

Per molti anni la “sapienza del romanzo”, usando l’ironia come la forma più alta di conoscenza, è riuscita  a parlare dell’uomo e dell’idea della vita  senza mancare mai di autenticità.

Recentemente, soprattutto nella nostra narrativa contemporanea, con l’avvento del minimalismo l’idea del romanzo è stata privata dell’ironia. E la mancanza di quell’originaria autenticità ha fatto sì che l’individuo non fosse più il personaggio principale di tutte le storie romanzesche, e il suo posto fosse alla fine occupato da una serie di funzioni strutturaliste che hanno finito  per denudare questo genere letterario di tutti quei valori poetici che ironicamente lo caratterizzavano.

L’arte del romanzo rischia di essere superata se l’ironia non torna ad impossessarsi della trama. Senza l’ironia muore la vocazione umanistica  del romanzo, l’eleganza del suo discorso intellettuale rischia di rimanere imprigionata in un’afasia senza stile.

Abbiamo bisogno di tornare, in un tempo di crisi di valori, a concepire il romanzo come il frutto dell’umana illusione di poter  comprendere l’uomo. Senza la presenza dei fondamentali rapporti ironici il romanzo non verrà mai  più capito.

Quando mi è capitato fra le mani il libro di Corrado Bagnoli  dal titolo strambo ma suggestivo, Uichendtuttoattaccato (edizioni Joker, pp. 82, €10,00), mi sono venuti in mente  i bei romanzi di una volta, che non dissimulavano né stravolgevano la natura dei pensieri intorno all’uomo e alla vita. Insomma, in questo romanzo anticonformista, decisamente lontano dai prodotti omologati del pensiero unico che in maniera dozzinale quotidianamente affollano gli scaffali delle librerie, ho ritrovato la grande lezione novecentesca della “Letteratura come vita”.

Corrado Bagnoli nasce poeta. Si è imposto sulla scena letteraria come una delle voci più interessanti della sua generazione con due raccolte significative, Terra Bianca e la recente Nel vero delle cose. Con l’esperienza consolidata del poeta che pensa da filosofo (l’autore si è laureato in Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi su “Il pensiero estetico di Ugo Spirito”) si è buttato a capofitto  nell’avventura romanzesca concependo  un libro originale  sia per il linguaggio usato, sia per il fatto che finalmente  recupera quel concetto di ironia romanzesca che una volta  evidenziava nell’opera  il desiderio di comprendere  tutto il mondo reale.

I personaggi stravaganti,  dai nomi metaforicamente  ironici che popolano le storie esilaranti di questo straordinario, originale racconto hanno ragione di essere perché  provengono tutti dalla vita vera. Il suo autore (che nel libro si chiama Luicheracconta), affidandosi alla creatività, all’onirico, alla fantasia, ma soprattutto all’ironia, ha annusato la propria esistenza mettendo nel suo libro le biografie  singolari che quotidianamente incontra  facendo dei suoi  rapporti interpersonali una miniera inesauribile di materiale umano a cui attingere per comprendere l’uomo in relazione all’esistente che lo circonda.

Nello spazio metafisico di una domenica sera “che è già lunedì” in una città padana mai menzionata, Bagnoli mette insieme, nelle sue microstorie, i frammenti grotteschi di una commedia umana che trova nell’ironico assurdo la chiave di lettura della vita stessa.

La vicenda di Uomodicarta che porta a ballare Gambemagre, la donna dal sorriso di plastica. Nella sala piena di uomini e donne Uomodicarta si guarda in giro, mentre spinge la sedia sotto il magro sedere di Gambemagre. Quando l’orchestra si prepara  ad eseguire un tango invita la sua dama e intanto si guarda intorno a spiare sederi prosperi.

Nel racconto del circolo della bocciofila, che non è il massimo della vita culturale e politica, troviamo Intrasparenza, politico locale appena nominato presidente di quella Società Emerita, pronto a ringraziare gli elettori per la fiducia che gli hanno accordato. E in quel bagno di folla promette qualcosa a tutti (ironicamente l’autore descrive il suo personaggio affermando che chi è buono per la bocciofila, è buono anche per il Parlamento Italiano).

Geografieposteriori, donna dal cuore di burro in una corazza di ferro, che ha una memoria di ferro in una corazza di burro, che spiata  dentro casa dalla suocera con un cannocchiale si vendica con un divertente striptease  mente prepara da mangiare.

Sono questi alcuni dei protagonisti stravaganti che Bagnoli immortala nelle pagine dei suoi frammenti quotidiani. Con ironia ed una cifra linguistica originale  l’autore prende dal microcosmo del suo mondo relazionale i protagonisti, che esistono realmente e che lui conosce, e con una scrittura beffarda  ne dissacra, ai confini della parodia, le esistenze non prendendo mai sul serio la loro e la sua storia personale.

Bagnoli è lo spettatore irriverente, che per uno strano scherzo del destino, decide di entrare con ironia nelle vite normali dei suoi personaggi (quasi tutti suoi colleghi) per raccontarle in modo esilarante sotto la luce di una geniale ambiguità onirica.

“La costruzione di queste storie è veramente dettata dalla vita. Ho iniziato a scrivere questi racconti quasi per gioco. Poi sorridendo mi sono lasciato prendere la mano. Si scrive  per due motivi: per fare i conti con qualcosa  e per chiudere i conti con qualcosa. Faccio questo per mettere sulla carta una storia che rimanga e lasci una traccia di sé.
Dentro queste storie di vita vera raccontate con il sorriso sulle labbra  ci sta tutto questo insieme al desiderio di dare un nome al vero di tutte le cose. Amo quindi tutti i personaggi del mio libro perché tutte le mie parole seguono le onde della vita.”

Corrado Bagnoli, alias Luicheracconta, spiega ai lettori, ma soprattutto ai suoi personaggi, le ragioni di questa intrusione irriverente nelle loro vite, le cui microstorie rappresentano  autentici momenti partecipativi di quel grande affresco chiamato commedia umana.

Siamo tutti riconoscenti all’autore di questo romanzo originale  e intelligente perché finalmente in un’opera letteraria è tornata l’ironia:  stato d’animo in cui nessuna delle affermazioni  contenute in un romanzo possa essere presa isolatamente, poiché ciascuna è inserita in una serie di confronti complessi e contraddittori con altre affermazioni, altre situazioni, altri gesti, altre idee, altri eventi.

Dopo anni di insignificante minimalismo, finalmente un romanzo che racconta la vita, attraverso l’esperienza umana  fondamento e ragione ultima di ogni cosa.

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