Poesia Condivisa n.14: “Mare di dentro”, Alberto Toni

mare di dentro - alberto toni

1

Abbi fede. Tieni in vita la conchiglia
e il sasso
per me qui rinchiuso in città. Ti vedo
sparire di tanto in tanto, poi torni
con un nuovo messaggio di sole

*

2

Giunsi al duetto preparato, con l’onda
di folla
i remi abbandonati sull’acqua ferma.
La testa, niente di nuovo, io fermo
nell’insenatura senza pensieri. Io fermo
ad aspettare che la notte mi portasse consiglio.
E l’acqua ancora ferma e stagnante,
il caldo afoso e nessuno con cui parlare.

*

3

Piove a dirotto e là sullo scoglio
dei miei segreti c’è tutta la solitudine
del mare. Sì eccomi piccolo e solo
mentre mi giri intorno, amore. Sai
la fatica delle parole che ritornano
a frotte nei giorni della conta e del
destino segnato. Inseguo l’altra faccia
della medaglia, la lieve incrinatura
del legno.

*

4

Prendi, prendi la mia mano,
è scivolata e non so più dove
potrò rifugiarmi. La mia mano,
potresti darmi un legno
di fortuna,
contenere la mia paura.

 

da Mare di dentro, Alberto Toni, puntoacapo 2009

 

 

Cosa caratterizza il mare? La vastità, l’impossibilità di abbracciarlo – nonostante l’esortazione iniziale ad avere fede – l’inconoscibilità dei  movimenti sommersi, le oscurità degli abissi. E il poeta dichiara la propria fragilità. Il senso del destino che si presenta ineludibile a chiudere la partita e ogni prospettiva di spezzare l’immobilità (giorni della conta e del destino segnato). Poi la fatica delle parole, quelle da scegliere nel dialogo difficile con la donna e i difficili utensili del lavoro di poeta. I versi ritornano come onde sui propri passi, in un mobile ritmo interno, quasi un’ostentazione di umiltà poetica, in cui sono disseminate attente scelte foniche: lo scorrere lento è “bucato” qui e là da suoni taglienti e musicali, come scoglio, conchiglia, consiglio, incrinatura, che si affacciano a segnalare la presenza del male, una dissonanza che inquina il mare quotidiano delle città, e ciò che forse un tempo chiamavamo l’anima: il mare di dentro.

Dichiaro di voler leggere eventuali successive raccolte pubblicate dall’autore per seguirne la futura scrittura, riferendone in questa rubrica.

Monza, 30 novembre 2012

 

Caterina Davinio

 

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38 Comments

  • Bello il senso di sospensione di questa scrittura, delicata, raffinata e attenta a ogni particolare… In queste poesie il paesaggio liquido denuda l’io e mostra tutte le fragilità e il bisogno d’amore, Alberto Toni riesce con grande levità a rendere una serie di suggestioni interiori molto forti.

  • Vedo ancora notevoli riscontri giungere, di cui vivamente mi congratulo con Alberto Toni econ tutta la redazione che ha selezionato questa validissima proposta. La sua è una poesia che sembra pacificare, non lasciare interrogativi.
    Vedo però cadere il mio invito a pronunziarsi -al di là della testimonianza di gradimento- sul desiderio di continuare la lettura su carta…
    La redazione spera sempre che i lettori da qui passati lo facciano, per poter verificare il raggiungimento dello scopo di questa rubrica.
    Buoni giorni di lettura a tutti

  • Quanta levigata dolcezza, quanta musica rattenuta e quasi sospesa in questi versi, caro Alberto. Quasi a riaprire un diario ben custodito, ho ritrovato queste piccole e dense epifanie capaci di parlare ai nostri cuori di uomini e donne distolti dal rumore della quotidianità. Piccole onde di senso, piccoli oggetti esemplari (la conchiglia, il sasso), messaggeri di un mare interiore che non sappiamo come navigare e al quale dobbiamo pure esporci. C’è come una vibratile inquietudine in questi segni ritrovati con la “ fatica delle parole che ritornano”, l’incessante lavoro del poeta. Ma ciò che alla fine si impone, con una delicatezza e un forza impensabili, è la resa all’amore, ” legno di fortuna” con il quale “contenere la paura”. Magari quella di un destino che non conosciamo, per sua natura incontrollabile. Come il mare.

  • I confini del mare e della terra possono essere infranti solo dalla poesia e Alberto Toni è il poeta che con coraggio rimescola il cuore del mare e la vita sulla terra con pochi ma incisivi tratti. C’è ricerca, linguaggio e musicalità a svelare la sofferenza che si vorrebbe racchiudere in una conchiglia.

  • Nel ringraziare tutti gli intervenuti e anche coloro che in futuro vorranno lasciare un pensiero, ricordiamo che questa rubrica si differenzia dagli altri blog di poesia per voler stimolare concretamente, al di là dell’apprezzamento espresso sui testi presentati, un interesse che ci auguriamo porti all’acquisto del libro/libri di poesia, di cui tutti lamentiamo il magro livello.
    Vi è una gentile richiesta sottintesa dunque, rivolta ai lettori, ad esprimere nei commenti questa volontà concreta, sulla scia della dichiarazione espressa da chi ha voluto condividere – solo a sprazzi- la poesia preferita.

  • Si tratta ormai di vivere nella morte, come vivono sasso e conchiglia, fermi, in un’insenatura, senza pensieri, fermi, su un’acqua ferma e stagnante. Nei giorni della conta dunque, del destino segnato, del tempo trascorso, dove, per continuare, si ha bisogno di una mano che stringa la nostra, di un legno di fortuna cui aggrappare vita e pensiero.
    Splendida intensa poesia, in cui la vita appare ormai cristallizzata, come un diamante, che riluce della propria morte, del tormento indicibile degli eoni di compressione mostruosa che ha dovuto subire. Fuoco residuo sotto la cenere, ecco il segreto della poesia di Alberto. Accettazione per amore o per forza del destino, dell’ingiustizia, del dolore, ma appunto, infine, sacra Accettazione. Vita che non ribolle, non si esprime, non esplode all’esterno, ma che accetta la tormentosa trasformazione in spirito, e il conseguente, masochistico, incomprensibile piacere. Alberto è il poeta di un mondo ove la vita umana, per vivere, rinuncia a vivere…

  • Caro Alberto, è sempre un’emozione ritrovare i tuoi versi e questi da Mare di dentro sono davvero splendidi. Li ricordavo, ma ora mi sembra quasi di leggerli per la prima volta. E come sempre mi colpisce il tuo nitore elusivo, a tratti imprendibile, questa misura / sicurezza di rotta che è solo tua, tra marosi di ogni natura, e questa fedeltà a una voce che ha saputo rinnovarsi con intelligenza restando se stessa. Aggiungo il mio grazie a quello degli amici sopra intervenuti.
    Marco

  • .
    Ho letto il lavoro pregevole che invii. Poesia di pensiero che alla parola chiede
    un doppiofondo di armonia e di sostanza altra. So che leggendoti scopro due predicabilità dell’essere. La prima è agita direttamente dal poeta, l’altra torna indietro, sostenuta da una eco, un rimbombo del reale. Le azioni rappresentano in ogni caso il viaggio per eccellenza e la solitudine
    bifronte di uomo-realtà, uomo-amore, natura, storia…
    Sono versi molto belli. Grazie per avermi dato il piacere di leggerli.
    Wanda Marasco

  • Grazie del gradito passaggio, Gabriella.

    Sono felice di comunicare che è in preparazione l’e-book di poesie di Alberto Toni che Poesia Condivisa, con la collaborazione tecnica del sito LaRecherche, cura facendone dono ai poeti presentati in rubrica.

  • Sul mare in tempesta, tra le onde che ci sovrastano, ci levano il respiro, cercando di appoggiarsi a un ramo, una zattera di legno, un legno in croce: piccole poesie per dire grandi cose. Auguri!

  • Ad Antonella Taravella, grazie per esserti lasciata invogliare. lo scopo di questa rubrica è proprio quello di stimolare sano appetito per una poesia, per quella tale poesia, fino a far sì che si abbiano in mano le sue pagine di carta…
    E un caro grazie del soffermarsi ad Annamaria Farabbi che di sicuro conosce profondamente e con il suo “faro” illumina le linee portanti della poesia toniana.
    Tutto questo fa molto bene a chi legge e a chi scrive.

  • Studio severo, meditazione dentro il significato della parola, permanente ricerca nel cuore della poesia sono i semi che fondano la tensione poetica di Alberto Toni. Qui e altrove li trovo, li riconosco, li stimo.
    anna maria farabbi

  • una vera scoperta per me che di mare sospiro.
    un grazie a poesia 2.0 per queste piccole chicche e a caterina per averMi invogliato quanto basta.

    e un grazie ad alberto. per questi versi che rendono il mare così vicino a me.

  • leggo anche dagli ultimi interventi – il libro mi è arrivato ieri, Mauro, e lo sto centellinando- che non vi sono dubbi o spazi di interrogazione su questa scrittura poetica, ma solo motivati apprezzamenti. e’ il segno del valore appagante di questa poesia, che pure lancia sfide ad ogni idea massificata di esistenza senza vibrazioni o tremori.
    ecco leggo la seconda parte dalla poesia a pag.24:

    La strada per segnare tutte le nostre imprese,
    l’incontro in altre lingue,
    mentre la folla spinge nell’ultima
    stazione della notte. Quando ti sdrai
    scende sul tuo viso un crepuscolo
    inatteso,
    la fine forse del tormento e dell’ansia
    *
    questi sette versi noffroo una concentrazione di stimoli evocativi ad altissima densità:
    riconoscibili i percorsi umani pure macchiati dall’orgoglio, ma anche il ricco destino dell’ibridazione futura e l’angoscia-stazione della notte – che sempre ci segue. e infine, quel crepuscolo-metafora dell’unica nostra salvezza attraverso l’incontro.
    ma credo che ognuno possa leggere altro e altro ancora. e -lascio la curiosità con l’invito a proseguire il discorso sulla prima parte del testo- questi versi sembrano configurarsi come risposte ad un ventaglio di domande poste nei cinque versi iniziali. ..

    il tutto detto con calibratissima musicalità. magistrale.

    un grazie all’editore Mauro Ferrari, a Carmine Grattacaso e a tutti coloro che da qui passano. con un saluto ad Alberto Toni che ora non può essere insieme a noi.
    annamaria ferramosca

  • Il verso di Alberto Toni è sapientemente controllato e suggerisce profondità inaspettate, tempi assoluti. Solo così l’occasione si trasforma in esperienza accessibile agli altri, diventa forma. Il mare di queste poesie è, direi sulla scorta di D’Annunzio, il luogo dove la parola tenta il contatto con l’estrema verità della natura, dove lingua e sostanza si fondono.

  • La poesia di Alberto Toni, che qui vedo commentata da illustri amici, ha due caratteristiche preziose: la precisione geometrica della vista, cioè la nitidezza dei contorni, e la profondità della visione; questo è frutto, come dice lo stesso Alberto, di un attento lavoro di laboratorio che riesce a dare appunto profondità e spessore all’esperienza. È poesia che nasce da un diario, ma non è mai occasionale o peggio minimalista: anzi, ci fa sempre respirare il valore della vita. Mare di dentro è una grande raccolta, per quanto piccola come foliazione, e siamo onorati di averla tenuta a battesimo in puntoacapo.

  • La quarta poesia è quasi una preghiera. La parola sempre una fatica.
    Il tu è l’amata, l’amore, tutti gli amori, così difficili da salvaguardare.
    Come non ritrovarsi nello specchio di questi versi, umili e diretti, risultante però di tutta la complessità e difficoltà del nostro comunicare, della vita insomma.

  • Alberto Toni sarà felice di questi così convinti riscontri da parte di lettori che sembrano ben conoscere la sua scrittura e che ringrazio dei commenti. Certamente sarebbe molto vivificante che chi ha già letto altro di Toni offrisse elementi di luce su di un percorso di sicuro originale. Ci piacerebbe insomma che questo assaggio di versi condivisi invitasse poi ad una conoscenza più estesa, dell’intero libro.
    Di Toni io ho letto, come da un mio cenno precedente, la sua raccolta Alla lontana Alla prima luce del mondo, edito da Jaca Book nel 2009 e poi il suo ultimo poemetto dal titolo Democrazia, uscito per la collana Sguardi de La vita felice a fine 2011.
    La lettura di questi libri mi ha convinto della grande capacità di Toni di variare il suo registro di scrittura; nella prima raccolta ho infatti trovato la dimensione sospesa, quasi domestica e profondamente naturale che pure ritorna nei testi qui mostrati, ma anche quella di un particolare ascolto della natura, e incursioni nella dimensione dell’oltre e del mito. Vi è anche un lungo controcanto sulla morte dove si infittiscono le domande sul malessere del mondo. Nel poemetto Democrazia invece il taglio è civile e il ritmo si fa più concitato per il suo seguire gli eventi storici, con intense riflessioni sul senso del vivere e sulla necessità dell’attegiamento umano della pazienza come luce per il futuro. Un ricco ventaglio di densità dunque, che mi incuriosisce ancora sul resto del percorso che non conoscevo e sullla sua futura scrittura.
    Mentre aspetto ancora il libro ordinato direttamente alla casa editrice …

  • caro alberto, conoscevo già queste poesie ma è stata una bella occasione per rileggerle. belle, proprio belle, e intensa la chiusa. un augurio a tutti per il 2013, di trovare il pezzo di legno a cui aggrapparsi per contenere la paura.

  • Un appello a restare, un timido ma tenace grido a preservare l’amore. E’ una poesia che va al cuore del mistero dell’esserci, sul mare della vita: chiusi come in una conchiglia da aprire con dolcezza, come una perla che va scoperta, ma anche irraggiungibili (“sullo scoglio dei miei segreti”), irrimediabilmente soli, naufraghi. La preziosità appartata di un’anima e di un corpo approdati forse ai bordi dell’esistenza, e la voglia di legami, di quelle relazioni vivificanti che sono zattere salvifiche. Complimenti, Alberto.

  • Solitudine e umana inermità, e poi un topos, il mare, designato come collettore emozionale di ricordi, nostalgie e smarrimenti: sono questi, mi pare, i momenti che Alberto Toni esplora con grande delicatezza di canto nella poesia in questione. Mimeticamente, la parola si fa nella sua musicalità mai corriva, lieve e, mi verrebbe da dire, pudica come un procedere “in punta di piedi”. Tratto, questo, che provoca un suggestivo effetto di sospensione nell’andamento del verso e che a volte rende incerto il confine tra una confessione esplicita e il ritegno del dire.
    Versi, in conclusione, di notevole fattura e che meritano molta attenzione come del resto tutta la poesia di Alberto Toni.
    domenico vuoto

  • Trovo che questo procedere in scrittura da te descritto, con questa geometria che parte da un disegno iniziale, procede con l’attenzione rigorosa alla lingua e allo stile dipanando visioni dalla vita e/dall’interiorità, produce quadri con movimenti di pensiero densi e pacati, mai portatori di qualsivoglia ” urto “. E’ quella sensazione di scabra intensità che Caterina Davinio definisce “umiltà poetica”. Non appena avrò il tuo libro, saprò se questa è la cifra che conferisce originalità alla tua poesia. Intanto ti ringrazio per averci aperto il tuo laboratorio e spero che altri lettori ne siano incuriositi.

  • La mia poesia nasce sempre da un progetto iniziale, è frutto del laboratorio, di un uso ormai acquisito, direi lo stile. In questo caso le citazioni da altri autori, spesso presenti nei testi, producono senso. In qualche modo, poesia dalla poesia e quindi vita da vita, inseguendo il filo rosso delle mie ossessioni e voci. Quando parlo di misura mi riferisco a quel processo di selezione naturale che ormai fa parte del mio modo di scrivere. Tutto avviene prima: sono autore di poche correzioni. Devo avvertire la coincidenza tra lingua, pensiero e immagini. La precisione, insomma.

  • grazie a voi, Saverio e Marzia, del passaggio e della lettura così empatica.
    entrambi parlate di ricerca di misura, armonia, cura della parola. ecco, vorrei chiedere ad Alberto se questo risultato nasce di getto o è frutto di un più paziente lavoro artigianale, insomma di parlarci un po’ del suo laboratorio, se improntato più a improvvisazione o se segue un progetto, una disciplina. (mentre sto aspettando il libro richiesto alla casa editrice)

  • In questi versi limpidi e rigorosi c’é tutta la sapienza poetica di Alberto Toni, la consueta perfetta armonia di poesia dell’anima e di pensiero.Ci racconta il mare e il suo abisso che sconcerta, nella consapevole solitudine dell’uomo e del suo cammino segnato. L’onda non é soltanto quella del mare, ma anche il moto increspato degli affetti e della comunicazione, il rischio costante di una stagnazione. Eppure il poeta sa darci serenità e speranza, grazie all’andatura pacata e alla cura della parola. Se posso sintetizzare sento queste poesie come un notturno poetico di luce. Grazie Alberto, grazie Annamaria.

  • <> Alberto, ho adorato questo binomio di versi in chiurura di una di queste tue proposte. Su tutto si palesa una ricerca della misura per parlare dell’incommensurabile che è poi il lavoro artigianale ma anche alchemico di ogni poeta di rispetto. Grazie per la condivisione!

  • Benvenuto, Alberto. Ci scusiamo per i refusi, stranamente così ben nascosti., come tu dici, quasi un gioco dell’inconscio.

  • Sono stati corretti alcuni refusi. Singolare nella prima poesia “sale” al posto di “sole”, un po’ come nel caso della Spaziani “Latinìe” al posto di “Litanie”, refuso pertinente con il tema del mare. Poteva anche starci nella sua “misteriosa saggezza”. Grazie per ora dei commenti. Il mare di dentro rileva i movimenti e cerca la misura nelle corrispondenze. Misura è parola in questo momento che mi connota.

  • Cinzia, grazie per avere colto lo spessore di questi versi, averne sentito la geometria totale, di senso e suono. di sicuro potrai parlarne ancora, con la tua consueta profondità, dopo aver letto l’intero libro. grazie anche a te, Loredana, cui si deve, insieme all’unanimità della redazione, la scelta di questi versi come meritevoli del post. e’ molto vero quel che dici, come una parola semplice e misurata possa lasciare spazio al silenzio, un silenzio che è invito lancinante alla nostra ricerca di senso. proprio questa capacità di aprire finestre sull’interiorità di chi legge, mi ha fatto ricordare un potente distico di Toni:
    quando ci salutiamo per strada,
    ciascuno dimentica per un momento se stesso.
    (da Alla lontana, alla prima luce del mondo, Jaca Book, 2009)

    Alberto Toni mi fa sapere che per gravissimi motivi familiari ha scarsa possibilità in questi giorni di essere con noi. gli auguriamo che la situazione migliori molto presto.

  • Ho apprezzato moltissimo i versi di Alberto Toni per la pacatezza della sua scrittura, la semplice compostezza che apre finestre su mondi. Una poesia misurata, serena, che lascia posto al silenzio. Grazie a Caterina Davinio per averla proposta alla redazione.

  • La poesia di Alberto Toni non è cosa da poco. Il suo verso scava, penetra, risuona. Non ho mai letto questa sua pubblicazione. Di tutte quelle di Alberto è l’unica che manca alla mia conoscenza. L’apprendo felicemente ed avidamente grazie a Poesia Condivisa. Certamente non mi fermerò alla lettura dei versi riprodotti qui, ma acquisterò il libro che si annuncia prezioso, come gli altri del resto.
    Avendo però già letto le altre opere di Alberto Toni, riconosco in questi versi il suo stile inconfondibile, la sua pregnanza, la sua ritmica, l’uso particolare della parola giusta, della vibrazione esatta, del significato preciso. Nella poesia di Alberto infatti non è solo il significato del verso e della parola ad esprimere, ma il suono stesso del verso come se Alberto fosse un musicista delle parole. La sua poesia va letta ad alta voce, va ascoltata e riascoltata e nulla viene comunque tolto alla semplice lettura in solitario.
    Cinzia Marulli

  • …occorre trattenerlo nella mente – dici, Narda. e questo avviene da sè, senza sforzo, perchè non si può evitare di immedesimarsi in questa descrizione di mare-destino, nel mistero dell’ immutabiità che coinvolge il tutto.
    grazie per il tuo punto di vista anche da parte di Toni, che mi dice essere momentaneamente indisponibile.

  • Poesia bellissima, musicale, profonda e leggera; ci giunge come un’onda che s’appoggia sui piedi. L’immensità non è dismisura ma differenza, alterità.
    Eppure anche i suoi messaggi di sale e conchiglie sono destinati a smarrirsi o a sfarsi. Occorre trattenerlo nella mente come un dono che il tempo ci ha avvicinato e poi tolto.
    Narda

  • E’ la poesia di Alberto Toni ad aprire il 2013 di Poesia Condivisa con questa centrata introduzione di Caterina Davinio, anche lei autrice di poesia.
    Un incontro di due sensibilità che di sicuro dilateranno il desiderio di leggere ancora altri testi del poeta romano, attivo già da molti anni in poesia
    con numerose opere, anche di teatro e saggistica.
    Invito gentilmente -come sempre- presentatrice e poeta a colloquiare con i lettori che volessero porre domande .
    Notizie su biografia ed opere di Alberto Toni si trovano in Wikipedia ed il libro da cui sono tratti i testi è acquistabile su
    http://www.puntoacapo-editrice.com/joomla/il-tuo-profilo/112-alberto-toni-mare-dentro
    Un saluto augurale ai lettorie a tutta la redazione di poesia2punto0
    annamaria ferramosca

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