L’Aria n.23: PER ETIENNE ZERAH

etienne zerah

QUASI TUTTE LE FOTOGRAFIE DI ETIENNE ZERAH ALLO STUDIO 44 MOSTRANO ETIENNE ZERAH: TESTIMONIAL ADIDAS, POLIZIOTTO ANTIDROGA (MA DROGATO), SKINHEAD (MA PULITORE DI STIVALI CON LA LINGUA: “HUMAN PRODUCT FOR CLEANING AND RELAXING”) UOMO ARMATO (O “ASSASSINO CHIC”), PRETE TATUATO E GAY, ELEMENTO DI UNA MOSTRUOSA BANDIERA DEGLI USA, IBRIDO UOMO-SEPPIA. PER NOI LA SEPPIA È CIBO, NON FA TENEREZZA; ED È CHIARO: NESSUNA DI QUESTE FIGURE DEVE SUSCITARE TENEREZZA: ECCO IL PRIMO DATO DI FATTO. IL SECONDO, IMMEDIATO: CINQUE DIDASCALIE IN PROSA, CHE SERVONO A DIRE.
SE LA FOTO ISOLATA È UN ISTANTE PIETRIFICATO – ANCHE QUANDO IL CONTENUTO È IL MOVIMENTO – LA PROSA È UN PERCORSO LOGICO. LE FRASI TESTIMONIANO IL PERCORSO INTERIORE, FORSE; IN REALTA’ TESTIMONIANO I MODI VISIBILI DELLA TRASFORMAZIONE CHE PRECEDE LO SCATTO (QUANTO TEMPO È DURATO IL TRAVESTIMENTO, QUALE MUSICA LO HA ACCOMPAGNATO, QUALE RACCONTO DI QUALE AMICO LO HA STIMOLATO, ECC).
PER DIVENTARE UN ALTRO SI CAMBIA IL LOOK. LO FANNO TUTTI, PER ABITUDINE: PER TESTIMONIARE CHE CHI VESTE DA SKINHEAD È UNO SKINHEAD, CHI VESTE DA POLIZIOTTO È UN POLIZIOTTO, ECC. – E CON TUTTE LE CONTRADDIZIONI POSSIBILI: L’UOMO DELL’ORDINE È COCAINOMANE, UN BRAVO UMANO È UN BOOTCLEANER, E COSI’ VIA. MA LE IDENTITÀ FOTOGRAFATE SONO TEMPORANEE E SOSTITUIBILI, QUINDI IMPERMANENTI; MENTRE LA COSA PERMANENTE È L’OPERA, IN MODO TRADIZIONALE E CLASSICO.

NON SI TRATTA DELLE MODIFICAZIONI/DEFORMAZIONI IRREVERSIBILI DI ORLAN E DEI BODY ARTISTS – E ZERAH NON È UN PERFORMER – MA DI DENUNCE SERIE, CHE SI RADICANO IN OPERE DA ESPORRE E CONSERVARE. AL POSTO DI UNA “RICERCA OSTINATA DELLA PROTESTA” (IL GRIDO O LA PERFORMANCE), ZERAH VUOLE UN’“OPERA DI DENUNCIA”, CIOÈ LA DOCUMENTAZIONE CRITICA DI ATTEGGIAMENTI E SITUAZIONI CRITICABILI: ESATTAMENTE UN’OPERA, E QUINDI UNA SISTEMAZIONE INTELLIGENTE E CONSERVABILE.

LE OPERE NON COINCIDONO CON IL CORPO ORIGINALE DI ETIENNE E CON IL MOMENTO IN CUI ETIENNE ESEGUE QUALCOSA. IN REALTÀ BISOGNA SFRUTTARE AL MASSIMO LA VITA E IL CORPO: ALLORA L’ARTISTA È IL REGISTA DI , PER NON ASSOLVERSI PIÙ. COSÌ LA FRASE “IO NON SAPEVO” NON DEVE ESISTERE IN QUESTO SPAZIO.

IL VERSANTE OPPOSTO (NON-VITA, NON VERO CORPO, E REGÌA PURAMENTE ESTERNA) È “ANDREA CANDELA”, IL MANICHINO DI ELMGREEN & DRAGSET ALLA GALLERIA MASSIMO DE CARLO (MILANO, 2006). ANDREA È IL PROTOTIPO DEL VENTENNE ACCESSORIATO (COMPUTER PORTATILE, CELLULARE, I-POD) E TRENDY, ACCULTURATO BENE (I LIBRI DI AGAMBEN E NEGRI), INCHIODATO ALLO STILE DELL’IKEA. MA ZERAH, COME REGISTA VIVENTE, È L’ORGANIZZATORE E – SE VUOLE – IL NARRATORE IN PROSA DELLA PROPRIA MODIFICABILITÀ. PUÒ ESSERE TUTTI E NESSUNO, UN RUOLO ALLA VOLTA: MENTRE CANDELA È, NELL’INTENZIONE DEGLI AUTORI, “TUTTO QUELLO CHE TU VUOI CHE SIA”: PERCHÉ NON ESISTE. UN BOOTCLEANER DISPOSTO AD ASSECONDARE UN RUOLO DI RELAX SESSUALE È LA SCELTA PORTATA FINO AL PAROSSISMO: UN “IO SONO” LEGATO PER SEMPRE AD UN “IO VOGLIO”, E IL CUI PARTNER SARÀ, PRIMA DI TUTTO, UN CLIENTE E NON UNO SPETTATORE. ZERAH INSEGNA CHE PER SVOLGERE UN RUOLO (QUALSIASI RUOLO) SERVE UN CORPO, VARIAMENTE ATTEGGIATO E ABBIGLIATO; E CHE I CORPI HANNO BISOGNO DI ARRUOLARSI, CASO PER CASO, PER ESSERE CORPI DI ANIMALI SOCIALI.

C’È UNA LIBERTÀ ALTISSIMA, NON BANALE E NON VEZZOSA: CONTROLLARE LA DURATA E LE MODALITÀ DEI TRAVESTIMENTI, E POI ABBANDONARLI; E CONGELARNE L’EFFETTO NELLE FOTOGRAFIE.

TRA IL MANICHINO INCONSAPEVOLE E IL MODELLO CONSAPEVOLE C’È LA POSSIBILITÀ DI CANCELLARE SÉ COME “SOGGETTO ENUNCIANTE”, USANDO COME MOTTO IL GRIDO DI ARTAUD: “JE NE SUIS PAS AU MONDE”. “IO NON SONO AL MONDO”, PERCHÈ IO NON SONO DEL MONDO. E SIGNIFICA: IO TENDO AL NULLA, E PER QUESTO SONO UN EX IO, E SONO SOLO IL MOMENTO IN CUI – E LA BOCCA DA CUI – PROVIENE UNA PAROLA, CHE A SUA VOLTA È NULLA. E SIGNIFICA ANCHE: IO NON HO NESSUN RUOLO MONDANO NEL MONDO. MA QUESTA POSIZIONE È TROPPO DISUMANA PER INCARNARSI IN ZONE UMANE: È SECANTE RISPETTO AL DOVERE DI VIVERE CON, TRA E PER. LE OPERE SONO INTELLIGENTI E IRONICHE. IO, PARLO PER ME, PENSO: RENDONO PIÙ LEGGERO E SOPPORTABILE IL PESO DI “FEU, GESTE, SANG, CRI”. CIOÈ DEL MONDO.

[2007-2012]

More from Massimo Sannelli

L’Aria n.21: frammenti dal Digesto

  21 un giorno l’imperatore Showa disse che non era divino: era...
Read More

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.