La buona poesia n.12: Marina Corona

di Marina Corona

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Come faccio a saper se una poesia è “bella”? La domanda mi riporta all’infanzia, all’incirca ai miei otto, nove anni. Nacque allora infatti la mia passione per la poesia, il piacere di trascrivere le più belle poesie che leggevo su un quaderno e perfino di impararle a memoria, al di fuori dei compiti scolastici, per ripetermele da sola mentre camminavo, incantata del ritmo e dalla suggestione dei versi. Come dunque sceglievo le poesie degne di venire trascritte o imparate a memoria? Era proprio l’”incanto” a guidarmi: provavo , ascoltando una poesia che mi piaceva, la stessa suggestione estetica che mi coglieva davanti ad un tramonto, a un paesaggio montano, al cielo stellato la notte, ad un quadro o ad una scultura che mi colpivano, era un’emozione intensissima unita ad un sentimento appassionato, forte, d’amore per la vita che mi si presentava come incantevole; io ero bambina, e per quanto triste o drammatica potesse essere la poesia che mi rapiva, io sentivo che nell’armonia della forma, nel canto dei versi, nell’equilibrio delle parole mi veniva promessa la vita che mi attendeva come un luogo colmo di potenza e di fascinazione. Qualcuno, forse sulle “cartine” dei cioccolatini, ha scritto che la bellezza è una promessa di felicità, esattamente questo tipo di emozione decideva , bambina, le mie scelte poetiche e si può ben capire quali momenti di piena vitalità fossero allora quelli trascorsi con la poesia.

E’ passato ormai più di un lustro, ho acquistato esperienza nel campo poetico, senso della forma, dell’originalità, del nitore, ho letto centinaia(forse migliaia?) di poesie, ho scritto e pubblicato tre libri di poesie, ma nulla è cambiato: lo spirito critico non può primeggiare rispetto alla potenza del rapimento estetico, certo lo può nutrire, lo può rendere più esigente, più alto, più raro, ma non si può sostituire, con dei parametri schematici a quell’emozione primigenia che attraverso la poesie ci pone davanti un senso pieno della vita, ci parla del mondo. La mia vita è in larga parte trascorsa, eppure, quando leggo un nuovo poeta degno di questo nome si rinnova quell’antica promessa: “sarai molto, molto felice!” Quando? Non ha importanza. Tutti coloro che leggono o ascoltano veramente una “poesia” sono e saranno capaci di una tanto grande gioia.

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