“Il ricatto del pane” – Scritti e poesie sul significato del lavoro

ricatto del pane

Un libro pensato per riflettere sul senso del lavoro, il cambiamento del modo di lavorare e di produrre di questi ultimi 50 anni, sulla valenza antropologica del lavoro che, da strumento di liberazione, di affermazione della propria intraprendenza e creatività, è ormai diventato condanna e ricatto.

256 pagine fitte di testimonianze, riflessioni, poesie, immagini, storie di vita che mostrano lo spaccato inquietante del presente e pongono serie domande sul futuro stesso del pianeta, perché al lavoro sono legati anche i temi della conservazione ambientale e il tema stesso della libertà.

Hanno partecipato con i loro diversi contributi oltre un centinaio di autori, tutti lavoratori nei più disparati settori produttivi e dei servizi, dalla fabbrica all’università, dal lavoro poco retribuito a quello ben compensato, dall’attività umile che sfugge alla considerazione sociale all’attività pubblica e sotto gli occhi di tutti.

Emerge anche, da più testimonianze, la poca considerazione che in Italia abbiamo per il lavoro intellettuale, in particolar modo l’attività creativa degli scrittori e dei poeti (che è pur sempre un lavoro, anche se particolare), l’assoluta trascuratezza della nostra cultura per le materie umanistiche, per tutto quel sapere che in apparenza non è utile alla produzione di beni di consumo, ma è indispensabile alla crescita personale, al proprio equilibrio mentale, alla giusta considerazione di sentimenti ed emozioni e dell’importanza che essi hanno per la nostra vita.

Il senso del libro è la provocazione, il forte richiamo a un ripensamento, perché continuando con questo “trend” evolutivo (o involutivo, a seconda dei punti di vista), creeremo gravi problemi alla nostra stessa vita, alla società nel suo complesso, alle future generazioni, alla sopravvivenza del pianeta.

Contributi di:

Alberto Accorsi, Marina Agostinacchio, Nadia Agustoni, Stefano Amorese, Vitaliano Angelini,Saragei Antonini, Francesco Aprile, Luca Ariano, Leopoldo Attolico, Antonella Barina, Claudio Bedocchi, Luca Benassi, Alberto Betene, Mariella Bettarini,Nunzia Binetti, Giorgio Bolla, Oreste Bonvicini, Massimiliano Bordotti, Isabella Borghese, Cristina Bove, Silvia Bre, Caterina Bruzzone, Lia Burigana Colonnello, Carlo Calati, Enzo Campi, Giuseppe Caracausi, Alessandra Carnaroli, Nadia Chiaverini, Lucia Cicchino, Manuel Comazzi, Antonino Contiliano, Floriana Coppola,Laura Corraducci, Caterina Davinio, Francesca Del Moro, Antonio Devicienti, Gerardo De Stefano, Francesco Di Stefano, Patrizia Dughero, Arnaldo Éderle,Roberto Fabris, Renzo Favaron, Gerardo Ferrara, Fernanda Ferraresso, Nunzio Festa, Ulisse Fiolo, Fabio Franzin, Genny Galantuomo, Guido Galdini, Nerina Garofalo, Agnese Gatto, Fabia Ghenzovich, Pier Mauro Giovannone, Renato Gorgoni, Franca Grisoni, Stefano Guglielmin, Lucia Guidorizzi, Paolo Maria Innocenzi, Emanuele Insinna, Gianfranco Isetta, Maria Lenti, Paride Leporace, Enrichetta Librandi, Nicola Licciardello, Domenico Lipari, Oronzo Liuzzi,Gianmario Lucini, Bruno Salvatore Lucisano, Domenica Luise, Roberto Maggiani, Giuseppe Mariano, Alberto Masala, Mauro Mazzetti, Mauro Miglio, Enrico Marià, Vincenzo Mastropirro, Massimo Migliorati, Giorgio Mobili, Emidio Montini, Emilio Morandi, Federico Moro, Virginia Murru, Daniela Musumeci, Michele A.Nigro, Bernardino Novelli, Giovanni Nuscis, Guido Oldani, Mario Oldani, Paolo Ottaviani, Natalia Paci, Alessandra Paganardi, Claudio Pagelli, Marco Palladini, Massimo Palladino, Giuseppe Panella, Alfredo Panetta, Bruna Pellizzoni, Paolo Pierani, Paolo Polvani, Manuela Potiti, Ivan Pozzoni, Gianni Priano,Giovanni Marco Pruna, Maria Pia Quintavalla, Federico Lorenzo Ramaioli, Marco Righetti, Giovanni Rivecca, Zena Roncada, Pietro Roversi, Claudio Sanfilippo,Francesco Sassetto, Fabio Sebastiani, Giancarlo Serafino, Maurizio Soldini, Antonietta Ursitti, Adam Vaccaro, Giuseppe Vetromile, Salvatore Violante, Pasquale Vitagliano, Antonella Zagaroli, Maria Eleonora Zangara, Claudia Zironi.

Immagini di: Fabiola Ledda, Gianmario Lucini, Emilio Morandi, Erminia Passannanti, Maria Eleonora Zangara

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  • IL TEMPO DEL LAVORO

    Con tutto il corpo si può lavorare
    perfino con la bocca lo puoi fare
    ci sono gli assaggiatori, gli esperti di gusti e sapori infiniti
    con le dita si può campare, scrivere
    cucire, rammendare, riparare, tagliare, guarire
    ci sono i chirurghi che la mattina presto restituiscono la vita
    anche con i piedi si può arricchire
    purchè sian piedi divini, non da cretini
    ci sono i calciatori che hanno una chiara visione del gioco
    con i capelli puoi diventare un maestro
    li riconosci, sai come trattare, accarezzare
    barbieri e sarti sanno bene che cosa fare e dire
    con la lingua diventi un signore se la retorica non ti spaventa
    e la politica ti accontenta e la menzogna sai confezionare
    con le orecchie, e gli occhi se fai la spia
    ma come direttore d’orchestra, o la maestra
    con l’anima candida può prosperare, come un santo
    e con il sesso, ma certo, che dicono
    sia il più antico lavoro del mondo, a pagamento
    o per pura generosità, quando si chiama paternità
    e ancora di più: maternità. Anche la nascita
    è già un lavoro, la prima barriera da sfondare,
    il primo muro da arrampicare.
    Con tutto il corpo si deve lavorare.
    Non c’è alternativa: o il lavoro
    o la fine della vita.

    Luglio 1986
    Antonio Porta

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