Il nuovo contratto di THAUMA Edizioni: editoria come atto politico

 

CONTRATTO DI EDIZIONE
(che non prevede la cessione dei diritti dell’OPERA)
Con la presente scrittura tra le parti
l’Associazione Thauma Edizioni
con sede legale in Via Diplovatazio, 15 – Pesaro 61122 – Partita IVA 02237750415
e
il Sig. / la Sig.ra … … …
[seguono dati dell’autore]
Nato/a a … … …
Residente a … … …
Premesso che
l’AUTORE dichiara che l’OPERA intitolata … … …
gli/le è stata ispirata da … … … (indicare, qualora vi fosse chiaro, la vostra fonte d’ispirazione: muse, demoni, divinità, spiriti dei defunti, voci aliene, creature fatate, elementi naturali, presenze soprannaturali, ecc.) e che egli/ella non ha alcun diritto sui pensieri e sentimenti tradotti in parola scritta da cui ha preso corpo l’OPERA in questione, resasi disponibile all’anima dell’AUTORE che non può rivendicare alcun diritto su di essa né può cederli a terzi, in questo caso l’EDITORE, perché lo scrittore pur godendo del privilegio poietico d’essere stato il primo a disporre dell’OPERA non può avvalersi di tale primato per detenerne i diritti ma, piuttosto, ha l’esemplare compito di fungere da mediatore fra essa e tutti i suoi potenziali fruitori con la stessa gratuità con cui l’OPERA si è a lui e attraverso di lui manifestata. Questo contratto, dunque, non prevede la cessione dei diritti dell’OPERA perché l’AUTORE non può esserne il titolare; essa, infatti, da sempre esiste e si dà a prescindere dalla volontà dello scrittore che mai sceglie quale OPERA realizzare ma da questa si lascia scegliere per realizzarsi come scrittore.
Firma dell’AUTORE
per conferma dei dati e delle dichiarazioni … … …
CONVENGONO E STIPULANO
ART. 1 – OGGETTO E GARANZIE
a) L’OGGETTO in questione è il controverso concetto di stipulare un “contratto editoriale”, dove da un lato l’EDITORE ha il compito di “dare fuori” l’OPERA e, dall’altro, d’invitare l’AUTORE a “contrarre” il suo ingombrante io che, il più delle volte, vorrebbe sostituire il centro dell’OPERA col proprio egocentrismo.
b) Quanto appena scritto all’art. 1 lettera a, serve a GARANTIRE e dunque a DIFENDERE (dal francese garantir, da gurant che, a sua volta, proviene dal gotico werjan, “difendere”) l’OPERA dal desiderio, tanto da parte dell’EDITORE quanto dell’AUTORE, di appropriarsene; infatti, s’è detto che il ruolo dell’EDITORE è di “dare fuori” l’OPERA disseminandola il più possibile, mentre il ruolo dell’AUTORE (da augere) è di “accrescere” non la propria fama personale ma quella della parola scritta.
ART. 2 – MODALITA’ DI PUBBLICAZIONE
a) L’AUTORE e l’EDITORE hanno il compito di PUBBLICARE l’OPERA per un “pubblico” che, ahimè, appare sempre troppo “pubescente” perché perde in fretta i folli istinti della fanciullezza e, al contempo, tarda ad apprendere le responsabilità della più matura giovinezza.
In sostanza, questo pubblico di “lettori” quasi mai “raccoglie” una pro-vocazione perché, per quanto ne sappiamo, raramente ha argomentazioni per farlo.
b) Spesso si dice che la scelta del titolo dell’OPERA spetti all’AUTORE. In verità, come ogni OPERA sceglie il proprio AUTORE, così ogni OPERA conferisce a se stessa il giusto grado e valore rimanendo unica “titolare” del “titolo”. Umanamente parlando, infatti, può un corpo per vivere rinunciare alla propria testa? Non può. Allo stesso modo il corpo dell’OPERA, per definirsi integro, non può rinunciare al proprio titolo.
c) Perché la grafica di copertina è di competenza dell’EDITORE? Perché spetta a lui, per primo, portare fuori la neonata creatura partorita in casa dall’AUTORE, allo stesso modo di un genitore che per la prima volta porta all’aria aperta il proprio figlio, preoccupandosi di vestirlo adeguatamente. Allora l’EDITORE avrà il compito di vestire il corpo dell’OPERA al meglio delle sue economie, “abitando” tutte le possibilità dell’“abito” e decidendo del suo valore estrinseco.
d) Per valore estrinseco s’intende il prezzo di copertina ma, non di rado, si dice a torto che il prezzo dell’OPERA è di competenza dell’EDITORE. Questo modo di esprimersi dà origine a fraintendimenti; infatti, tutto ciò che l’EDITORE può realmente prezzare è la copia-libro e non l’unicità dell’OPERA, questo perché il libro differisce dall’OPERA come la copia all’originale.
E l’EDITORE competente sa che l’originale è qualcosa d’invendibile perché il suo valore intrinseco non è quantificabile, sa cioè che l’OPERA è prima di essere libro.
ART. 3 – MODALITA’ DI VENDITA E DI PROMOZIONE-DISTRIBUZIONE
a) Stando a quanto s’è detto finora ne deriva che l’OPERA NON E’ IN VENDITA e, di certo, il tempo sarà l’unico vero promotore e garante che ne deciderà le sorti. Per quanto riguarda il libro, invece, EDITORE e AUTORE avranno il compito di accordarsi sul numero di copie da pubblicare e sulla modalità di suddivisione dei costi e dei profitti. Nel caso specifico di Thauma, essendo questa un’associazione culturale no profit per di più squattrinata e priva di sponsor, l’EDITORE rinuncia a qualsiasi forma di profitto purché l’AUTORE sia disposto a sostenere i costi effettivi di stampa e la quota associativa di euro 100,00 che ha validità due anni, senza alcun obbligo di rinnovarla a periodo scaduto.
b) L’AUTORE e l’EDITORE s’impegneranno a diffondere il libro con un’azione itinerante che ha lo scopo di far vivere l’OPERA attraverso l’oralità, azione sostenuta dalla rete dei thaumatici curatori-poeti presenti in varie regioni italiane che, di volta in volta, individuano nel proprio territorio librerie e altri luoghi fisici dove organizzare presentazioni e letture.
ART. 4 – OBBLIGHI DELL’EDITORE E DELL’AUTORE
a) L’AUTORE e l’EDITORE hanno l’OBBLIGO di incontrarsi e conoscersi di persona, prendendosi tutto il tempo necessario per parlare del loro rapporto con la scrittura, al fine di capire se v’è un’affinità elettiva che possa far nascere un’autentica collaborazione.
b) L’AUTORE e l’EDITORE hanno l’OBBLIGO di confrontarsi sul reciproco livello di coscienza e d’intensità con cui ognuno di loro opera nella e per la scrittura.
c) L’AUTORE e l’EDITORE hanno l’OBBLIGO, e in corsivo-grassetto sottolineo l’importanza dell’intensivo ob seguito dal termine ligare, di “legarsi” al destino dell’OPERA.
ART. 5 – RECESSO
a) Il presente contratto editoriale che non prevede la cessione dei diritti dell’OPERA, si regge su di un rapporto d’affinità elettiva fra EDITORE e AUTORE che, qualora venisse a mancare, può essere da loro estinto in qualsiasi momento lo ritengano opportuno.
ART. 6 – FORO COMPETENTE
a) Per ogni eventuale controversia, relativa al presente contratto e alla sua esecuzione, sarà competente il Foro di Pesaro.
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