L’Aria n.20: altri frammenti dai Pezzi facili

 

 

11.

ehi, è la frustrazione; e allora: ehi, è il carisma del sole; ma non è l’intelligenza, che non urla. ho buona memoria per le date e le ore: un incidente taglia, il motore esplode, il conducente è volato via. La macchina è materiale e spirituale, la selva è fisica e metafisica, scompare tutto. Io non ero stato scelto per il lavoro a metà; casca il mondo e casca la terra; o tutto o niente, e allora meglio tutto; e l’aria invisibile esiste, l’invisibile è massa su un aereo lungo, che vola. è il buonissimo posto della macchina, che lascia tutti.

12.

Jünger si adatta bene a questi caldi, gli estremi del proprio sole, in Italia. un Virgilio bucolico si rilegge con lo stesso piacere. caro Melibeo, e questa pace è il dono di Dio. l’anagramma di ANONIMO è bello: MA NON IO; oppure MIO ANNO. Ho letto Andrea Pazienza, e l’ho riletto. [poi sono andato nel Paese barbaro, sempre in movimento, freccia scagliata; e fuggire i rapporti, non essere più giovane, non sposare male, e neanche bene, non essere e non apparire, fare tutto: MA NON IO] So forget all about us tonight! Everything is all Right!
qui c’è un libro finito e l’idea della MUSICA. chi può andrà perfettamente sulla MASSA (il pianoforte); metterà nei suoni la nuova IDEA: non avere più idee, ma fare; non delegare più, ma fare.

13.

il Castello è virtuale: la stanza chiara e il piano alto della casa antica. ora continua tu: l’uomo è giovane, la donna è quella, il piano è inaccessibile; e queste qualità sono ripetizioni, come errori, fatti e rifatti. Petrarca lodava le mura superbe, e «non ti allontanerai senza vedere…»: ma tu perché ti devi allontanare? E non eri un turista [con l’orecchio, ebreo, musicista, sentimentale, senti i suoni, senti i suoni; senti tutto]. Beato chi si gode il suo Basinski nel Castello. questi siamo noi, adesso il posto c’è ed è un posto sereno. E ora pensa, e gioisci: Non c’è una piccolina Paola? C’è sempre stata. E Paola non è madre, non ha un figlio?

14.

Le quattro mura o cinte sono molto solide, in realtà e in sogno, e ripulite e rasate, bianche come il nuovo, ma sono antiche. chi parla della casa non sfiora l’egoismo, e non lo conosce. veramente esistono le stanze, comprate con fatica, fresche e altissime: ciò che si offre ad una sposa «donna piacente» ai figli di «dolce intelletto» ai compagni della troupe du roi [infine l’idea del teatro – il cui signore è re – non è mai assente, né trascurata né tiepida]

15.

quando diremo AZIONE (dopo MOTORE, e i tuoi FRATELLI dicono PARTITO, e il bello inizia ora), quando diremo AZIONE il primo giorno è QUESTO, c’è il sole, e io sto bene, è il lavoro felice, ora sembri CHI dà i nomi alle cose, fai l’adàmo di terra e di fede, sarà bello, mi piace l’idea anche ora, e come posso non amarti ora come posso – mentre QUESTO mi manca.

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