Gio Ferri: “L’assassinio del poeta. La femme égorgé”. Canti X-XV

 

di Roberto Baldassarri

Proseguono, a due anni di distanza dalla pubblicazione dei canti I-IX (Chanson de Geste Exécrable, Anterem Edizioni 2003), le ricerche in versi dell’assassino del poeta. “L’attempato e ancor piacente Commissario» dopo la scoperta del primo cadavere si imbatte nel secondo, quello di Ada, la Femme égorgée. Égorgée!…, che insieme alla dolcidula Frisette, Cécile, la Bella Giardiniera, Katy dalle ali blu, Saffo e la piccola Butterfly, è una delle figure femminili che incontriamo nei Canti X-XV. I caratteri maschili del Vecchio Poeta e del Professor Peter March guidano, tra le indistricabili “contraddizioni della prassi rispetto al mondo inspiegato della poesia”, il Commissario. Il livello di coinvolgimento raggiunto lo rende vittima e artefice incidentale dell’universo poetico ‘altro’del quale è ormai parte integrante:

Mano per mano alle prese
anno per anno e più
mese per mese,
eppur l’ora
per I’ora, analisi mai
arrese. Non c’è indizio
valente giudizio. Una
voragine un precipizio.

Non c’è compromesso. Il Commissario decide di dimettersi dal suo incarico. Ma le indagini continuano privatamente anche se

La Giardiniera e Fri-sette
sono ornai fantasmi come
Ada e Saffo, cosi colei
che canta l’amore di ogni
giorno. Seppur trasparenze
idea vaga circomplessa
presenza assente valente
senso entità della mente.

Da Milano a Parigi, nuovo scenario dell’indagine fisica e metafisica in cui la

poesia allaga ogni via la pelle sente l’aulente
afrore, la dismisura rattenuta del dolore.

E il cerchio non si chiude, volutamente. Lo stesso Ferri, scrittore, poeta visivo, grafico critico d’arte e letteratura, alverte il lettore nella premessa e nell’epiloghetto al secondo libro che la “storia appare interminabile” e che “non può non continuare” come i tormenti che colgono I’anima perché c’è sempre un poeta che uccide la poesia o e lei che si fa assassina. Dunque Femme égorgée, Ia Donna sgozzata (1932) di Alberto Giacometti, simbolo surrealista che appare per incarmare il dualismo della vittima e del carnefice, traghetta ai disegni di Romolo Calciati. Questi, “fra pre-testo e post-fazione grafica”, completano il libro con dieci tavole in bianco e nero, accentuando i versi di Ferri e ripetendo con lui: “assassina e assassinata” Poesia.

(Da “Semicerchio”, rivista di poesia comparata. (Firenze XXXV 2006)

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