Lo stile è giudizio, lo stile è pensiero 4 – Quello che si può dire in poesia (Parte IV)

 

Immagine, suono e senso: il non detto.

Quello che si dice in poesia si può dire solo in poesia. Bisogna capire allora qual è la specificità della poesia: la sintesi tra l’immagine, il suono e il senso. Il senso della poesia è ‘caricato’ dall’immagine, dal ritmo, dal suono. L’immagine, il ritmo e il suono incidono in qualche modo sul senso. E’ la cosiddetta connotazione o polisemicità… E’ questo complicarsi del senso tramite l’agire combinato dell’immagine, del suono, del ritmo … Ma perché? Perché la denotazione punterebbe solo sul significato tendenzialmente univoco e la connotazione invece offrirebbe questa ricchezza inesauribile che è poi la ricchezza della poesia che può essere letta tantissime volte senza esaurirsi e senza stancare? Perché? Perché probabilmente quell’immagine, quel suono, costituiscono il non-detto della poesia.

Il non-detto è qui il serbatoio implicito della memoria corporaledell’ascoltatore e del lettore che entra in risonanza con la memoria corporale dell’autore che compone e produce … Questa memoria corporale è fatta di immagine, di ritmo, di risonanze provocate dalla combinazione dell’immagine, del suono e del senso.

E’ questa la forza della poesia, la sua differenza da ogni altro tipo di testo. Ciò che si può dire in poesia si può dire soltanto in poesia perché soltanto in poesia l’immagine e il suono giocano questa partita vincente con il senso. E forse sono proprio queste la specificità e la forza del discorso poetico.

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