Lo stile è giudizio, lo stile è pensiero 3 – Quello che si può dire in poesia (Parte III)

 

Quello che si può dire in poesia ha a che fare sicuramente con la biografia, dal momento che la biografia offre le occasioni per far vivere l’autonomia del linguaggio poetico. Il linguaggio poetico è infatti talmente autonomo da giocare la sua partita all’interno dei riferimenti biografici. Se si perde di vista questa connessione tra l’autonomia del linguaggio poetico, della sua autoproduzione, della sua gemmazione e i fatti della propria vita, in definitiva i materiali della propria esperienza; se si perde questa relazione tra i due piani, si perde qualcosa di fondamentale: da un lato va via il linguaggio come se non dipendesse da nulla,come se fosse fiorito per partenogenesi, fuori dalla storia anche personale, dall’altro si perderebbe il motivo opposto della biografia che non è quello del fatto vissuto ma piuttosto di quanto con quel fatto si è riusciti a costruire in termini di linguaggio, di esperienza del linguaggio.
E’ importante che i due poli siano costantemente in tensione: né la pura arte combinatoria nell’autonomia del linguaggio poetico  né il biografismo sterile e ingenuo di chi crede che per fare poesia occorrano semplicemente dei buoni sentimenti e non invece quell’esplorazione anche dura che il linguaggio fa su di sé e sulle sue contraddizioni.


Lo stile è giudizio, lo stile è pensiero

una videorubrica di Biagio Cepollaro
riprese di: Teresa Marino

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