tigre contro grammofono [p-operette morali] n.7

 

Segue il Codice Binario, parte prima. A. La ragazza si rivolge a tutti i suoi interlocutori telefonici appellandoli tesò; anche tutte le altre parole che pronuncia sono tronche, ma accentate sulla prima sillaba. Quando indossa il cappotto appoggia l’apparecchio sul sedile e attiva la funzione vivavoce, per consentire anche agli altri passeggeri di non perdere il filo del discorso, il cui fulcro è che venerdì chicca vorrebbe dormire da sola, sottointendendo che chicca vorrebbe non dormire, ma in compagnia. B. Il ragazzino #1 dichiara platealmente di avercelo sempre duro negli ultimi tempi, e di aver tentato inutilmente di masturbarsi alle quattro del mattino; un sodale gli consiglia di dormire a pancia in giù, così da risvegliarsi a mò di cric. L’ilarità viene interrotta dalla richiesta perentoria del ragazzino #2, datemi una bottiglietta d’acqua o quello che avete, adducendo a corollario mi sto cagando addosso. Tale ammissione produce nell’immediato un rovescio plebiscitario di peti simulati. C. La ragazza #1 accompagna al binario la ragazza #2. Hanno frequentato lo stesso liceo, ma in classi diverse, e all’epoca non si sono mai calcolate. A breve la ragazza #1 dirà che è un peccato che non abbiano legato prima, e evocherà un aneddoto ambientato nello spogliatoio che condividevano durante le ore di educazione fisica, quando la profe ha sgamato la cate che stava fumando. La ragazza #2 ha un tutore al ginocchio destro, gioca a pallavolo in B2, e zoppica. È più bella della ragazza #1, ma è meno esperta nella personalizzazione del make up, o nel tenere i jeans ben infilati negli stivali. Ma la superiorità della sua bellezza è impressa su tavole di pietra, ovvero sulla lapide della ragazza #1, che preferirebbe morire piuttosto che farsi vedere a braccetto con una zoppa, o meglio ancora vorrebbe essere lei la zoppa. D. Appena la bibi mette piede sul vagone la vero si sporge elettrica dal sedile per chiederle se l’ha trovata. La bibi non ricorda se la sciarpa era rimasta nell’auto di suo padre quando la vero è scesa al portone di casa, così prontamente invia un sms multiplo a quelli che potrebbero avere delle informazioni utili: a fede, a andre, a pepe e alla carlotta. E. I ragazzini sono stipati nello snodo semovente tra i due vagoni. Il ragazzino ad ogni sussulto ridacchia come tutti gli altri, ma sa che in un modo o nell’altro finirà male. F. La ragazza allestisce una manicure d’emergenza con una limetta rosa monouso. Ha l’espressione di chi ha attraversato indenne quattro ere geologiche, e il pattern ritmico che performa richiama l’amplesso di due grilli affetti dal morbo di Parkinson. G. La ragazzina #1 dice che i cinesi crescono ma non invecchiano. La ragazzina #2 dice che una volta ne ha visto uno vecchio. H. L’eccessiva aderenza dei pantaloni che il ragazzo veste alla maniera degli hipster americani penalizza il suo punto coscia; illuminato dalla luce del suo laptop bianco fa esercizi di stiramento per il collo, riconducibili ad artrite cervicale precoce o ad una dimostrazione di dominanza, anche se una cosa non esclude l’altra. Ripone il suo laptop molto alla moda quattro anni fa nell’astuccio dedicato, forzando il cursore della cerniera lampo, che si sta usurando. I. Un uomo ispanofono fotografa la toilette del treno. La moglie, ispanofona anch’essa, per riempire i tempi morti ci butta lì un caliente.

More from Luca Rizzatello

wowels: waldszenen

il testo è stato scritto da Roberta Durante e da Luca Rizzatello...
Read More

1 Comment

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.