La mano ozia nel nido delle tue cosce,
è sera, e la sera rinnova la pioggia,
mai cessata di fremere.
— Alessandro Ricci

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Libri Di/Versi n.4: la classifica di Christian Sinicco

 

[Partecipa all'iniziativa Libri Di/Versi e manda la tua classifica a redazione@poesia2punto0.com seguendo le modalità di invio che puoi leggere qui. Se invece vuoi adottare un poeta, vieni a dirci chi e perché su Poesia Condivisa.]

 

Lorenzo Carlucci
La Comunità Assoluta
Biagio Guerrera
Cori niuru spacca cielu 
Roberta Bertozzi
Gli emervati di Junièges
Italo Testa
La divisione della gioia
Paola Turroni
Il mondo è vedovo

 

La comunità assoluta, di Lorenzo Carlucci
Leggendo la poesia di Carlucci ci si rende conto delle diverse possibilità formative che il poeta utilizza: a stupire infatti sono i dialoghi e le prose poetiche, attraverso cui la logica rimbalza alla ricerca di teoresi e paradossi; spesso si rimane in silenzio al termine di una discussione o per via di un racconto, che trasforma il quotidiano in sguardo sulla società.

Cori niuru spacca cielu, di Biagio Guerrera
Nella pratica e nella ricerca di Biagio Guerrera si trovano i tratti di una grande poesia, anche “civile”, proprio a partire dalla sua città, Catania, che resta perennemente sullo sfondo, cornice dell’umano. Allo stesso tempo la parola diviene tra idee formidabili, rintracciate nel biancore di una Sicilia di immagini, e contraddizioni che la poesia ritaglia dal mondo nella sua incessante relazione con noi.

Gli enervati di Jumièges, di Roberta Bertozzi
I predicatori del minimalismo e del lacerto avranno paura di farsi “snervare” dalle immagini e dalla scrittura della Bertozzi, che trasforma la lingua di Ungaretti in poema suggestivo e visionario, frammentato e fortemente evocativo: la narrazione prende spunto dalla storia del re merovingio Clodoveo II… Il re, dopo aver bruciato i tendini suoi figli (accusati di essersi ribellati alla madre reggente, mentre questi era in guerra), li abbandonò mezzi morti su una zattera in balia dei flutti della Senna.

La divisione della gioia, di Italo Testa
Non so quanto gli amanti dei Joy Division possano rivedersi in quest’opera di Testa, attraversata da vari metri, decasillabi o endecasillabi, frutto di una riflessione tra spazi urbani, “non luoghi”, o spazi chiusi vissuti nel quotidiano, immersi di umanità e sensualità per mezzo della narrazione di una relazione tra due persone.

Il mondo è vedovo, di Paola Turroni
Paola Turroni sceglie di percorrere il tema politico montando le immagini quasi si trattasse di un reportage; nel “primo coro” emerge subito lo scenario di una “guerra” che sta sullo sfondo, attraverso due punti di vista: come discorso di una società che amplifica i margini delle sue distopie, dove le terre e le case sono “ipotecate”, dove nuovi e vecchi “divieti” vanno “tenuti addosso” perché altrimenti non ci sarebbe coesione sociale; e di un “altro mondo” il cui quotidiano si fa sempre più drammatico, dove la legalità è “sospesa”, la violenza è incombente, dove si va avanti perché non si può fare altro.


Christian Sinicco, nato a Trieste nel 1975, poeta, si occupa di critica su Metabolgia e su Mare del Poema, dove ospita testi, saggi, interviste e riflessioni sulla scena poetica contemporanea. E’stato caporedattore di Fucine Mute Webmagazine. E’stato molto attivo nella promozione e diffusione della poesia sul collective multimedia blog di Absolute Poetry. Ha collaborato a Land Magazine. Ha collaborato con Village, il blog di Libri Scheiwiller. Collabora con Argo. Nel 1999 fonda, insieme ad altri poeti, l’Associazione “Gli Ammutinati”. Nel 2005 pubblica “passando per New York” (LietoColle) con prefazione di Cristina Benussi. E’ il segretario artistico di TriestePoesia. Come performer collabora con i Baby Gelido, fondendo parola, musica e teatro, muovendo gli automi della poesia sulla scena.

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Fondata e diretta da Luigi Bosco - e grazie al contributo di una lunga lista di persone – Poesia 2.0 nasce nel maggio del 2010 come risposta ad una lunga discussione su Poesia e Web che ebbe luogo sul blog di Stefano Guglielmin Blanc de ta nuque. Il progetto, in continua evoluzione, ha subito numerose trasformazioni e continuerà a trasformarsi fino a che non avrà esaurito tutte le sue possibilità.

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