Particelle n.6: “in verità non so dire”, Roberto Minardi

in verità non so dire

 

come se io non fossi anche
questo maglione a righe,
uno stivale per ogni piede,
questo conforto di aria fredda sulla faccia.
rappresentare il più minuscolo
degli anti-eroi in sordina:
rocambolesche conclusioni prese a cena,
mucchi di frasi sul taccuino
e quanta voglia che va in tilt
e non ritorna. o solamente ammettere
di aver sentito il bisogno di piangere
da tutti quanti gli occhi…
meravigliosamente fra il rosa ed il rosso
le nuvole, stavo impalato
su una collina iblea,
non era neanche primavera
e mi è bastato non capire.


.
.

“Come se io non fossi anche” questo primo verso contiene, fin dalle sue particelle costitutive, l’autore, il suo venire in scena e dunque all’opera, nel momento stesso nel quale la messa in parola diventa dubitativa, ammettendo, fin dal titolo, di non sapere dire o, meglio, di non saperlo fare “in verità”.
Così questa ammissione, proprio nel riconoscere al dire-parola una responsabilità forte, vi si sottrae, trasferendo da subito il corpus autorale su parti singole e disinnescate, per es. su un “maglione a righe” o uno stivale al piede, in modo da addivenire ad una esposizione, per minimo particolare, del “più minuscolo /degli anti-eroi in sordina”; per il quale “rocambolesche” non sono le avventure, ma le “conclusioni”, ovvero, per traslazione sull’autore, rocambolesche le scritture, e non ciò che spinge ad esse.

Questo in prima istanza, perché l’”anti eroe” è tale, anche per il suo interrogarsi del proprio scomparire, ad esempio su quanto e se ciò dipenda da “mucchi di frasi sul taccuino/e quanta voglia che va in tilt/e non ritorna”, oppure se la motivazione più profonda non riguardi piuttosto la vulnerabilità della propria presenza al mondo (scomparire è infatti un modo per diventare intoccabile..), di quella dei propri moti d’animo, tanto più semplici e universali, quanto più intimi (“o solamente ammettere/di aver sentito il bisogno di piangere / da tutti quanti gli occhi…”) e disarmanti (“meravigliosamente fra il rosa ed il rosso / le nuvole”).

Infine, l’”anti eroe” è tale perché, di fronte alla grandezza, anche se non nel pieno della sua fioritura (“non era neanche primavera”), ammette di essere completamente soggiogato e quindi inibito all’azione (“stavo impalato/ su una collina iblea”), e risolve perciò che sia “bastevole” sentire  e, in modo saggio ma anche beffardo, “non capire”, magari scrivere, anzi farlo certamente perchè la scrittura è “un essere anche”, ma senza la pretesa di dire  “in verità”.

.
.

Note

in verità non so dire” di Roberto Minardi è stata pubblicata nella rivista Tratti

Roberto Minardi (Ragusa, 1977). Dal 1999 in Inghilterra. Dal 2005 al 2006 ha vissuto a Panama dove ha pubblicato la sua prima plaquette di poesie, in versione bilingue. Nell’aprile 2007 la RCHIlibri di Comiso ha pubblicato la silloge Note dallo sterno. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati in riviste (Il Foglio Clandestino, L’Osservatorio Letterario, Rivista A (Anarchica), Prospektiva, Tratti, Semicerchio, La Mosca di Milano), antologie (Edizioni Creativa, 2009; Poesie al Mondo, 2010) e nel giornale universitario di Pavia Il Caleidoscopio. Dopo un soggiorno-studio in Francia, nel 2010, è tornato a Londra, dove dall’inizio del 2011 gestisce, insieme ad altri, il blog
dopotutto, come parte di un più ampio progetto che si occupa di dare spazio a quelle voci di autori in lingua italiana che vivono a Londra e dintorni, sia attraverso l’organizzazione di reading, che la
pubblicazione di testi poetici. Ha ricevuto una menzione d’onore per la raccolta inedita nel senso che al Premio Lorenzo Montano 2011.

More from Margherita Ealla

Particelle n.3: L’U.P.I. di Paola Lovisolo

Immagine Paola Lovisolo: Dopo chilometri di cielo   di Margherita Ealla e...
Read More

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.