incroci: un appello

Primavera 2011

Gentile Lettore, caro Amico,

vorremmo che lo stato di salute di una rivista letteraria fosse misurato solo in rapporto alla tenuta del progetto editoriale e delle motivazioni culturali per i quali essa aveva visto la luce; purtroppo, invece, ragioni molto lontane dalla letteratura talvolta impongono riflessioni molto meno ‘alate’, ma necessarie, se si vuol tentare di salvare una testata dal rischio di chiusura. Un intellettuale non vorrebbe mai essere costretto a chiedere un sacrificio economico, eppure la condizione generale in cui versa attualmente l’editoria nazionale – in maniera del tutto simmetrica ai problemi che concernono la ricerca, l’istruzione e il patrimonio culturale del nostro amato Paese – costringe a malincuore gli autori di «incroci» (gli scrittori e i critici che compongono la direzione e la redazione), dopo undici anni di lavoro innamorato e volontario, a fare i conti con gli accresciuti costi di produzione e distribuzione.

Da diversi anni «incroci» viene inviato gratuitamente a un centinaio di indirizzi (fra biblioteche, riviste ‘consorelle’, prestigiosi studiosi accademici, critici militanti, poeti e narratori): ciò ha consentito al nostro semestrale di essere vieppiù apprezzato e notato, nonostante il panorama appaia piuttosto saturo di pubblicazioni di questo settore e la distribuzione, di contro, sia stata sempre così difficile. È noto, infatti, che in Italia vi sia una strana sproporzione fra la quantità di case editrici e quella delle librerie. Abbiamo però ovviato a questo problema attraverso le spedizioni dirette, contando sulle tariffe agevolate per l’editoria. Dal 30 marzo 2010 un decreto governativo ha soppresso tali agevolazioni di fatto moltiplicando fino a cinque volte le spese di spedizione. Se a ciò, caro Lettore, si aggiungono gli aumenti dei costi di stampa, comprenderà come la pubblicazione di una rivista letteraria – che, sia detto per inciso, ha sempre mantenuto un prezzo di copertina e un costo d’abbonamento particolarmente bassi, rispettivamente di 10 e 18 euro, a fronte di circa 400 pagine annue – sia oggi divenuta proibitiva.

In questi undici anni abbiamo condotto un serio lavoro di riflessione sull’intreccio fra codici culturali diversi, fra critica e creazione, fra letterarietà e riflessione civile, fra autori di prestigio e autori in formazione: in questi quattro nodi concettuali può forse sintetizzarsi tutto lo spettro degli incroci che per noi costituiscono il campo dell’impegno letterario dei nostri giorni. I nostri 22 fascicoli, usciti finora puntualmente grazie alla passione culturale, redazionale ed editoriale delle donne e degli uomini che vi hanno lavorato, raccontano il sogno di una letteratura come luogo e tempo dell’incontro e della crescita comune. Per questo le copertine delle undici annate stanno descrivendo, uno dopo l’altro, gli arcobaleni della pace e del dialogo, della speranza e della responsabilità sociale.

È un sogno raccontato in oltre 4000 pagine, sulle quali hanno scritto circa 200 autori, fra italiani e stranieri, artisti e saggisti, e sulle quali molti, molti di più sono stati gli scrittori recensiti. Abbiamo avuto il piacere di donarle un capitolo di questa storia ogni volta che le abbiamo spedito un fascicolo in omaggio. Ora, purtroppo, non possiamo farlo più e proviamo un sincero sentimento di frustrazione nel comunicarglielo. Però non vorremmo interrompere il dialogo con lei, contemporaneamente continuando a fare di «incroci» una ‘palestra’ critica e creativa nella quale affinare gli strumenti dell’intelligenza e della fantasia, così necessari in questo strano autunno civile nel quale ci tocca vivere.

Possiamo farcela ancora, se ci sosterrà col suo abbonamento: versando 18,00 euro sul conto corrente postale n. 10286706, intestato ad Adda Editore, via Tanzi, 59 – 70121 Bari, indicando nella causale “Abbonamento 2011 a incroci” avrà diritto a ricevere con puntualità i prossimi due numeri che segneranno il dodicesimo anno di vita del semestrale.

S’io meritai di voi assai o poco, confido che questo appello non sarà vano e che l’arcobaleno di «incroci» continuerà a distendersi nella sua libreria. Buon anno e buona lettura

 

La Direzione e l’Editore

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