‘In viaggio con Patrizia’: film-documentario sulla scrittrice Vicinelli

Era il lontano 1985. Patrizia Vicinelli, poetessa bolognese morta sedici annifa di aids, scriveva il libro Non sempre ricordano. All’epoca non poteva sapere che il titolo scelto per la sua opera sarebbe stato profetico. Il regista Alberto Grifi, con il quale intrattenne una intensa storia d’amore, infatti, non l’ha dimenticata, producendo un film-documentario sulla scrittrice, presentato al Festival del cinema di Roma,  che il regista ha costruito negli anni «con lunghe pause e improvvisi ritorni».  ‘In viaggio con Patrizia’ è dunque un ricordo, un diario, un atto d’amore per la poetessa che fu sua compagna negli anni Sessanta.

Ideato dal regista, ma completato grazie all’aiuto dell’Associazione culturale Alberto Grifi e Interact s.r.l., il film raccoglie le immagini degli attimi trascorsi con Patrizia nel biennio ’64/65 e alcuni estratti da ‘Transfert per Camera verso Virulentia’ (pellicola di Grifi del ’67). In più si avvale delle musiche del trombettista Paolo Fresu, amico di vecchia data della scrittrice, scelte ad hoc per l’occasione. Ed è proprio quest’ultima collaborazione che rende la pellicola presentata a Roma un’opera inedita di Alberto Grifi, montata negli ultimi due anni da Cristina Sammartano, dapprima insieme a lui, poi seguendo le indicazioni lasciatele. In precedenza, nel 1995, il film era stato mostrato al festival Cinememorie di Salerno.

La pellicola sembra un’opera di ‘famiglia’. Molte, infatti, le riprese che comprendono fratelli, sorelle e genitori di Patrizia o amici della coppia. In questa atmosfera che potremmo definire ‘privata’ si incontrano la magia del cinema sperimentale di Alberto Grifi, considerato uno dei capostipiti del genere, e quella della poesia sonora di Patrizia Vicinelli, che tra gli altri collaborò con il Gruppo ’63. Le immagini della giovane Pat (così amavano chiamarla i suoi cari) e Alberto si susseguono e scorrono sullo schermo alternandosi a quelle, più recenti, di Paolo Fresu, che compie una registrazione in compagnia di alcuni amici o colleghi. E dalle immagini, dalle parole della scrittrice che recita le sue poesie, dalla musica stessa, traspare un senso di inquietudine tipico del lavoro di questi due artisti. Artisti dimenticati, forse, troppo presto o capiti, forse, troppo poco. Di certo, però, Alberto Grifi con questo film ha voluto lasciare un ricordo di entrambi. Perché anche lui, forse, lo sapeva: le persone ‘Non sempre ricordano’.

(di Giò Castagnoli)

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